Gli iPhone non sono più al sicuro “grazie” allo spyware di Stato

by | 23 Mar 2026 | Tecnologia

Illustrazione: The Hacker News
Riassunto IA
  • Due toolkit per la violazione di iPhone (Coruna, creato per un governo americano, e DarkSword, collegato a hacker russi), sono stati trovati sullo stesso server e presi di mira utenti comuni, non solo obiettivi istituzionali.
  • Il mercato dello spyware commerciale ha generato un ecosistema in cui strumenti un tempo riservati agli Stati sono ora accessibili alla criminalità ordinaria; DarkSword probabilmente sviluppato con l’aiuto di un LLM.
  • Apple ha rilasciato patch e aggiornamenti d’emergenza ma la Modalità di isolamento blocca solo parzialmente gli exploit più recenti e le infezioni restano quasi impossibili da rilevare per l’utente finale.
Tempo di lettura: 3 minuti

Coruna è uno spyware costruito da L3Harris, appaltatore della difesa americana, su commissione di un cliente governativo. A un certo punto, è finito nelle mani di un gruppo criminale cinese. Questi lo hanno nascosto dentro false piattaforme finanziarie e di criptovalute in lingua cinese: chiunque visitasse quei siti con un iPhone vulnerabile veniva infettato. Senza che servisse alcun clic o download.

Sul server che ospitava Coruna, i ricercatori di Google hanno trovato un secondo toolkit: DarkSword, collegato a un gruppo con base in Russia, che prendeva di mira chi visitava siti ucraini di informazione e governativi. Stesso meccanismo, stessa invisibilità.

Non è una storia nuova. Abbiamo raccontato Pegasus, lo spyware israeliano di NSO Group usato contro giornalisti, attivisti e capi di Stato. Abbiamo raccontato Graphite di Paragon, con cui erano stati spiati giornalisti italiani. Abbiamo raccontato anche come l’amministrazione Trump abbia revocato le sanzioni contro Predator, un altro strumento dello stesso mercato.

Il filo che lega queste storie è sempre lo stesso: armi digitali costruite per i governi che sfuggono al controllo e allargano la platea delle vittime. Quello che cambia, questa volta, è la direzione del contagio.

Spyware: dal governo al mercato

Fino a poco tempo fa, realizzare questi strumenti richiedeva grandi risorse. Le vulnerabilità su cui si basano, falle rare e preziose nei sistemi operativi dei telefoni, costavano milioni e venivano acquistate esclusivamente da governi e agenzie di intelligence. Chi aveva Pegasus aveva speso per averlo. Chi aveva Predator, idem.

Ora non è più così. “Con l’enorme afflusso di investimenti nei fornitori di spyware commerciale, si è creato un ecosistema attorno allo sfruttamento mobile che rende questi strumenti francamente, abbondanti”, ha dichiarato ad Axios Rocky Cole, co-fondatore di iVerify. Non rari, non inaccessibili. Abbondanti.

DarkSword ne è la prova più inquietante. I suoi sviluppatori hanno lasciato il codice JavaScript sul server senza offuscarlo, una svista non trascurabile per chi opera in questo campo. Chiunque, anche un criminale informatico senza particolari competenze, può copiarlo e adattarlo.

Justin Albrecht di Lookout va oltre: basandosi sulla denominazione di alcuni file interni al codice, ritiene probabile che parte del toolkit sia stata sviluppata con l’aiuto di un modello linguistico di grandi dimensioni. “Non sono convinto che questo gruppo sia nemmeno molto capace tecnicamente”, ha dichiarato.

L’IA, in questo scenario, non abbassa solo la barriera economica. Abbassa quella tecnica.

Il problema di Apple

Apple ha costruito una reputazione solida sulla sicurezza. Gli iPhone attirano anche utenti che proteggono comunicazioni sensibili (giornalisti, avvocati, funzionari pubblici), proprio perché il sistema è percepito come impermeabile.

La risposta ufficiale dell’azienda alle ricerche su Coruna e DarkSword segue lo schema consolidato: le vulnerabilità sfruttate sono già state corrette nelle versioni recenti di iOS, è stato rilasciato un aggiornamento d’emergenza per i dispositivi più datati, e Safari blocca i domini malevoli identificati dai ricercatori.

Il problema però non è l’ultima vulnerabilità corretta ma la velocità con cui ne emergono di nuove. E anche il fatto che milioni di utenti non aggiornano i propri dispositivi, per scelta o per impossibilità tecnica. “Ora ogni singolo utente iPhone deve preoccuparsene”, ha dichiarato Cole.

Cosa si può fare

La Modalità di isolamento di Apple (la funzione pensata per chi è esposto a rischi elevati, che limita alcune funzionalità del dispositivo per ridurre la superficie d’attacco) avrebbe bloccato completamente Coruna, ma solo in parte DarkSword.

Non sembra esiste una difesa infallibile contro gli attacchi watering hole, quelli in cui è sufficiente visitare un sito compromesso per essere infettati.

Le raccomandazioni dei ricercatori sono le stesse di sempre: aggiornare il sistema operativo, abilitare la Modalità di isolamento se si appartiene a categorie a rischio, usare strumenti di sicurezza di terze parti.

Misure utili, ma con un limite strutturale che Albrecht riconosce senza mezzi termini: “Purtroppo c’è ben poco che si possa fare come utente anche solo per rilevare l’infezione”. Il problema, in altre parole, non è solo difendersi. È sapere di essere stati colpiti.

Fonte: Axios

POTREBBE INTERESSARTI

Un gruppo di cybercriminali sta bloccando il mercato dell’auto americano

Negli USA l’auto vende i dati dell’utente e Washington non sembra voler far nulla

La FTC ha multato General Motors per aver venduto senza consenso i dati di guida dei clienti. Ma quasi tutte le altre case automobilistiche fanno lo stesso: la tua auto...
apple watch series 12

Apple porta l’ascolto ambientale su Apple Watch. E cambia la privacy

Per anni Cupertino ha fatto della privacy un argomento di vendita. Ora Siri Recap può restare attivo per intere fasce della giornata, e sullo sfondo cresce la pressione...
Apple iPhone Duo

Apple lancia iPhone Duo: ora i pieghevoli possono diventare grandi

Cupertino entra tardi nel mercato con un prezzo di partenza di 2.369 euro. Ma Counterpoint la vede già al 25%. In Europa, intanto, resta aperto lo scontro su Siri...
crowdstrike

CrowdStrike: gli hacker ora attaccano l’IA (e sono velocissimi)

Secondo Luca Livrieri, gli attaccanti colpiscono gli strumenti usati per sviluppare software, rubano capacità di calcolo e sfruttano le nuove falle in poche ore.

alex karp palantir

Alex Karp punta su Fedorov e sul know-how bellico ucraino

Dopo aver cercato capitali negli Stati Uniti, l’ex ministro ucraino trova in Alex Karp l’investitore capofila della società che vuole trasformare le lezioni del fronte...
Fedorov

Droni, IA e Starlink: Fedorov cerca capitali USA per le armi ucraine

Dopo il licenziamento, Fedorov cerca capitali negli Stati Uniti e incarichi di consulenza nei Paesi NATO. Sullo sfondo ci sono Patriot, Starlink e il ruolo sempre più...
manchester aeroporto

Hackerato l’aeroporto di Manchester: rubati i dati di 8,7 milioni di clienti

Email, telefoni, targhe e codici postali sono finiti nelle mani degli hacker. Manchester Airports Group assicura che voli, pagamenti e sicurezza aerea non sono stati...
robot olimpiade pechino

I robot corrono più veloci di Bolt. Il difficile viene adesso

A Pechino un umanoide ha corso i 100 metri in 9,39 secondi. Ma fabbriche, magazzini e case mettono ancora alla prova capacità molto più difficili della...
europa raffinazione

L’Europa perderà un quinto della capacità di raffinazione entro il 2035

Gli impianti lavorano quasi al massimo per la crisi in Medio Oriente, ma S&P prevede un calo del 20% della capacità europea entro il 2035.

elon musk peter thiel FAA palantir

Il controllo aereo USA cade a pezzi. E Palantir ci guadagna

Musk aveva promesso di rifare il controllo del traffico aereo. Il DOGE non c’è riuscito e ora Palantir entra sempre più a fondo nell’aviazione civile...
Share This