SpaceX ha comunicato alle autorità di vigilanza che comprerà Anysphere, la società dietro Cursor, per 60 miliardi di dollari tutti in azioni. Con questa mossa Elon Musk entra di forza nella partita da cui era rimasto fuori: gli strumenti di IA che scrivono software e le imprese disposte a pagarli.
Il coding è uno dei pochi territori in cui l’IA si è già trasformata in ricavi veri dalle aziende. Cursor ha aperto la stagione del cosiddetto “vibe coding”, la scrittura di codice dettata in linguaggio naturale. Poi ci si sono tuffati OpenAI con Codex e Anthropic con Claude Code, strumenti capaci di generare software, correggere errori e automatizzare compiti.
In questa corsa xAI non ha mai avuto nulla di paragonabile. Musk ha posizionato Grok come un chatbot “anti-woke”, orientato alla ricerca della verità. Non c’è stato però molto altro da annotare su Grok, tolta una serie di inciampi mediatici, e il modello è rimasto indietro rispetto ai migliori.
Soprattutto, i clienti aziendali finora lo hanno evitato. Comprare Cursor è il modo più rapido per recuperare il tempo perduto.
Perché proprio Cursor
Cursor è oggi il riferimento del settore, con ricavi annualizzati nell’ordine dei miliardi e una base di sviluppatori esperti. A novembre un round di finanziamento lo valutava 29,3 miliardi. SpaceX ne paga 60.
Lo strumento permette di passare da un modello all’altro, da OpenAI ad Anthropic, da xAI a Google. È lo strato neutrale in cui i programmatori lavorano già, e Musk se lo prende per intero.
Nel prospetto dell’IPO, SpaceX aveva scritto a chiare lettere che l’accesso ai dati di chi programma (le richieste di codice, le decisioni di design) serve a migliorare i propri modelli, Grok in testa. Più che un prodotto, Musk compra allora la materia prima che a Grok mancava.
Alleati e rivali nello stesso gruppo
L’acquisto mette SpaceX in concorrenza diretta con Claude Code di Anthropic e con Codex di OpenAI. Ma il quadro delle alleanze è intricato: Anthropic è anche cliente di SpaceX, a cui affitta il vecchio supercomputer Colossus 1 (come abbiamo raccontato qui). La stessa azienda è insieme fornitore e bersaglio.
Resta aperta la questione della neutralità. Cursor deve parte del suo successo al fatto di lasciar scegliere il modello, compresi quelli dei concorrenti. Ora che a controllarlo è chi produce Grok, non è chiaro che spazio resterà ai rivali dentro lo strumento.
SpaceX ha già annunciato che rilascerà a breve un proprio modello dentro Cursor e dentro Grok Build, l’agente di coding di xAI.
La nuova SpaceX, e il conto da pagare
Conviene ricordare di che SpaceX parliamo. Da febbraio, dopo la fusione con xAI, i data center, le GPU e Grok fanno capo alla stessa azienda che lancia i razzi, quotata dal 12 giugno con la più grande IPO della storia, 1.770 miliardi di valutazione.
È con quelle azioni, gonfiate dal debutto in borsa, che Musk paga, e l’operazione non tocca i proventi dell’IPO. Il titolo è infatti salito del 19% il primo giorno e oggi guadagna oltre il 14%, più del 60% sopra il prezzo di collocamento, per una capitalizzazione vicina ai 2.850 miliardi, che ha superato Amazon e per un momento Microsoft.
Il contrasto è netto. Un’azienda che l’anno scorso ha perso quasi 5 miliardi su 18,67 di ricavi, compra il leader del coding con una moneta che oggi vale più di Amazon.
Musk rientra nella partita che aveva saltato ma stavolta da inseguitore, scommettendo che gli sviluppatori di Cursor, e i loro dati, basteranno a la distanza da Anthropic e OpenAI.
Fonte: The Wall Street Journal


