Regno Unito verso il divieto di social per i minori: Starmer apre a “misure drastiche”

by | 20 Gen 2026 | Tecnologia

Riassunto IA
  • Il governo britannico ha avviato un esame su possibili restrizioni ai social media per i minori.
  • L’iniziativa segue il precedente australiano e risponde a crescenti preoccupazioni per l’impatto delle piattaforme sulla salute mentale dei giovani, aggravato dalla diffusione di contenuti generati dall’IA.
  • Londra considera l’attuale Online Safety Act un punto di partenza: la ministra Kendall ha anticipato interventi più strutturali.
Tempo di lettura: 3 minuti

“Nessuna opzione è esclusa”. Con queste parole il primo ministro britannico Keir Starmer ha aperto la porta a un possibile divieto di accesso ai social media per i minori, segnando un cambio di passo rilevante nella politica digitale del Regno Unito.

Il governo laburista ha così annunciato l’avvio di un esame approfondito sulle restrizioni applicabili alle piattaforme: dall’introduzione di un limite d’età per l’accesso, al blocco di funzionalità ritenute dannose come lo scrolling infinito.

L’esecutivo ha precisato che analizzerà le evidenze disponibili a livello internazionale, valutando l’efficacia di eventuali divieti e le modalità più appropriate per la loro applicazione.

È una mossa che posiziona Londra sulla scia dell’Australia, divenuta il mese scorso il primo paese al mondo a vietare i social media ai minori di 16 anni, e che potrebbe avere ripercussioni significative sulle strategie delle grandi piattaforme in Europa e oltre.

Social: scrolling infinito, ansia e confronto costante

Al centro delle preoccupazioni del governo c’è l’impatto dei social media sulla salute mentale e sullo sviluppo dei più giovani. Starmer non ha usato mezzi termini nel descrivere il problema: “Per troppi di loro, oggi significa essere risucchiati in un mondo di scrolling infinito, ansia e confronto”.

Il primo ministro ha riconosciuto che la tecnologia possiede un grande potenziale per migliorare la vita e offrire opportunità ai giovani ma ha tracciato una linea chiara. “Essere bambini non dovrebbe significare subire il giudizio costante di estranei o la pressione di esibirsi per ottenere like. I bambini hanno bisogno di spazio per crescere”.

È una filosofia che mette in discussione il modello di business stesso delle piattaforme social, costruito sull’engagement continuo e sulla massimizzazione del tempo trascorso dagli utenti sulle app.

Le misure sul tavolo: dall’Australia alle aule

Il governo britannico non ha indicato un limite di età specifico ma ha dichiarato di star valutando un divieto per i minori “al di sotto di una certa età”, insieme a verifiche anagrafiche più rigorose.

Ai genitori verranno fornite indicazioni basate su evidenze scientifiche riguardo al tempo che i bambini tra i 5 e i 16 anni dovrebbero trascorrere su telefoni, tablet e computer.

La stretta non riguarda solo la fruizione domestica: i telefoni cellulari “non hanno posto nelle aule scolastiche”, ha sottolineato Starmer, precisando che l’autorità di vigilanza sull’istruzione Ofsted verificherà la corretta applicazione dei divieti nelle scuole.

Un approccio a tutto campo

A rendere più urgente l’intervento è l’esplosione di contenuti generati dall’intelligenza artificiale. L’indignazione pubblica emersa dopo che il chatbot Grok di Elon Musk ha generato immagini sessuali non consensuali, incluse immagini di minori, ha intensificato l’attenzione sul tema.

Il Regno Unito ha già annunciato piani per vietare gli strumenti di IA che generano immagini di nudo e sta lavorando per impedire ai minori di scattare, condividere o visualizzare questo tipo di contenuti sui propri dispositivi.

L’IA generativa, in questo senso, non è solo un problema tecnologico ma un moltiplicatore di rischi che rende obsoleti gli strumenti di protezione tradizionali.

Un punto di partenza, non di arrivo

L’Online Safety Act, già in vigore, ha prodotto alcuni risultati: la percentuale di minori che incontrano verifiche dell’età online è salita dal 30% al 47%, mentre le visite ai siti pornografici si sono ridotte di un terzo.

Ma come ha chiarito la ministra della Tecnologia Liz Kendall, “queste leggi non erano mai state concepite come un punto di arrivo”. Il messaggio è dunque chiaro: il Regno Unito considera la regolamentazione attuale insufficiente e si prepara a un intervento più strutturale.

Per le piattaforme social, che già devono fare i conti con il Digital Services Act europeo, si profila un nuovo fronte. E per il dibattito globale sulla protezione dei minori online, Londra potrebbe presto diventare un laboratorio da osservare con attenzione.

Fonte: Reuters

POTREBBE INTERESSARTI

Broadcom

Apple investe 30 miliardi in chip Broadcom made in Usa

Il colosso di Cupertino stanzia la cifra più alta del suo piano da 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti, destinata allo stabilimento Broadcom di Fort Collins. Gli...
Meta Zuckerberg Meta Ray-Ban EssilorLuxottica

Meta testa occhiali IA che registrano ogni istante della giornata

Il prototipo scatterebbe foto ogni pochi secondi e registrerebbe l’audio in continuo, con la spia luminosa spenta. Fin dove può spingersi la raccolta dati per...
Il logo di Nokia

Nokia non vende più telefoni: ora fornisce l’infrastruttura dell’IA

Nokia ha smesso da tempo di produrre telefonini. Oggi vende switch, router e reti ottiche che fanno girare i data center IA e la borsa se n’è accorta.

L'Italia sfida Google: richiesto 1 miliardo in tasse arretrate

Google investe 411 milioni nella fusione nucleare di Proxima Fusion

Il colosso di Mountain View punta ancora sulla fusione, stavolta in Europa: la startup tedesca vale già 2,7 miliardi di dollari.

Karp Palantir

Palantir attacca OpenAI e Anthropic: “il modello a token è sbagliato”

Alex Karp attacca il modello a token di OpenAI e Anthropic, difendendo la sovranità dei dati. Nello stesso periodo l’Europa riduce i contratti con Palantir. Ecco...
Lo spyware Pegasus

Pegasus spia anche chi doveva indagarlo

Citizen Lab conferma l’hacking del telefono di un ex membro della commissione UE che indagava sugli abusi dello spyware israeliano. Chi controlla i...
anthropic mythos

Anthropic chiude le falle nell’accesso a Claude da parte della Cina

Ant Financial e ByteDance aggiravano il divieto di Anthropic su Claude con conti aziendali a Singapore e rimborsi spese per VPN, ma adesso non possono più.

Meta Data Center emissioni

L’UE allenta le regole sulle emissioni dei data center, mentre quelle di Google e Amazon volano

Bruxelles cede alle pressioni di Amazon, Microsoft sulle regole per il clima dei data center. Ma i bilanci di sostenibilità di Google e Amazon raccontano un’altra...
apple unione europea siri ai 2

Apple e Ue trattano su Siri: colloquio “costruttivo” tra Cook e Virkkunen, ma l’accordo è lontano

Il ceo di Apple e la commissaria europea alla sovranità tecnologica si sono sentiti in videochiamata per provare a sbloccare il lancio della nuova Siri...
google

Google: la condivisione dei dati di ricerca imposta dall’UE è un rischio privacy reale

Lo scienziato di punta di Google sostiene di aver re-identificato utenti in meno di due ore partendo dai dati che Bruxelles vuole rendere condivisibili. Decisione...
Share This