L’arresto di Pavel Durov scuote il mondo cripto

by | 30 Ago 2024 | Business

Tempo di lettura: 3 minuti

Al momento in cui scriviamo, Pavel Durov è tuttora sotto custodia da parte delle autorità francesi.  Il suo arresto è parte di un’indagine su vasta scala sull’attività criminale su Telegram, che include il riciclaggio di denaro e la distribuzione di immagini di abusi sessuali su minori.

Abbiamo dedicato alla questione un ampio articolo ma, quando credevamo di aver affrontato la questione sotto ogni possibile angolazione, ecco arrivare il New York Times a suggerire un’altra pista. Perché è sempre più evidente che la semplice esistenza di Telegram dà fastidio a molti, e che dall’arresto di Durov sono in molti a trarre giovamento.

La scomodità delle criptovalute

Prima di passare alla notizia del NYT, c’è da fare un passo indietro. Dopo essere state salutate, all’epoca del loro esordio, come una rivoluzione che avrebbe migliorato le sorti dell’umanità (ricordate quando, qualche anno fa, erano tutti esperti di cripto e blockchain?), il fenomeno è stato via via regolamentato, e contingentato, nel tentativo di imbrigliarlo. Governi e istituzioni, lo sappiamo, non amano ciò che non possono controllare.

Alcuni dei segnali più evidenti di questa “guerra” contro le criptovalute sono rappresentati dalla maggiore regolamentazione introdotta da molti governi. Si sono intensificati gli sforzi per regolamentare gli exchange di criptovalute e sono state imposte norme di conformità rigorose, come la KYC (Know Your Customer) e l’AML (Anti-Money Laundering). Gli Stati Uniti, l’Unione Europea e la Cina sono in prima linea in questo ambito.

In alcuni paesi, c’è stata invece una vera e propria repressione contro le piattaforme di criptovalute. La Cina, ad esempio, ha preso misure drastiche, vietando le attività di mining e limitando l’uso degli exchange. Non va poi dimenticato che, parallelamente i governi stanno spingendo per lo sviluppo di Central Bank Digital Currencies (CBDC) come alternative regolamentate alle criptovalute private.

L’obiettivo, oltre che normare il Far West valutario venutosi oggettivamente a creare negli anni, è ridurre l’appeal delle criptovalute tradizionali. Le CBDC, infatti, offrirebbero molti dei vantaggi delle criptovalute (come i pagamenti digitali rapidi) ma con il supporto e il controllo delle banche centrali.

i governi stanno spingendo per lo sviluppo di Central Bank Digital Currencies (CBDC) come alternative regolamentate alle criptovalute private.

I governi stanno spingendo per lo sviluppo di Central Bank Digital Currencies (CBDC) come alternativa ufficiale alle criptovalute private.

Pavel Durov: il migliore amico delle criptovalute

Arriviamo così all’articolo del New York Times, che ricorda come l’arresto di Pavel Durov abbia scatenato una vasta ondata di reazioni nel mondo delle criptovalute. L’amministratore delegato di Tether, una delle principali società di criptovalute, ha subito definito la situazione “molto preoccupante”, mentre gli appassionati del settore hanno lanciato l’hashtag #FreeDurov.

Telegram, infatti, è diventata una piattaforma indispensabile per l’industria delle criptovalute, valutata in trilioni di dollari. Da anni, l’app è il canale preferito dagli imprenditori e dai venture capitalist del settore, inclusi personaggi di spicco come Justin Sun, fondatore della piattaforma cripto Tron.

La relazione tra Telegram e il mondo cripto è di lunga data, alimentata da una filosofia di libertà di espressione e resistenza alla supervisione governativa. Non sorprende, quindi, che molti nel settore abbiano accolto con favore i progetti cripto lanciati dalla stessa Telegram, come la criptovaluta Gram, sviluppata nel 2018. Sebbene Telegram abbia successivamente accettato di pagare una multa di 18,5 milioni di dollari per risolvere le accuse della Securities and Exchange Commission, una variante della criptovaluta continua a circolare al di fuori del controllo diretto dell’azienda.

Oggi, Telegram permette ai suoi utenti di effettuare pagamenti con Toncoin, una criptovaluta gestita dalla Open Network Foundation, che ha un valore di mercato di circa 13 miliardi di dollari. A maggio, la società di venture capital Pantera Capital ha annunciato che Toncoin rappresentava il più grande investimento della sua storia, affermando che Telegram “incarna l’etica delle criptovalute”. Tuttavia, il valore di Toncoin è crollato di oltre il 20 percento dall’arresto di Durov.

Nel mondo cripto, Telegram è ampiamente utilizzata anche per creare grandi chat di gruppo, dove imprenditori possono fare annunci e rispondere alle lamentele dei clienti. “Conosco molti fondatori e molti venture capitalist nel settore delle criptovalute che fanno la maggior parte del loro lavoro su Telegram”, ha detto Brad Nickel, fondatore della piattaforma cripto Kilroy.

 

La semplicità d’utilizzo di Telegram ha spinto la sua adozione, permettendo di gestire trattative ad alto rischio e comunicazioni quotidiane che in altri settori avverrebbero tramite email o telefonate. Il ruolo centrale di Telegram è emerso anche in situazioni critiche come il collasso del fondo cripto Three Arrows Capital nel 2022, quando i partner commerciali hanno usato l’app per cercare di richiamare prestiti e discutere complesse disposizioni finanziarie.

Allo stesso modo, durante il processo penale contro Sam Bankman-Fried, fondatore dell’exchange di criptovalute FTX, Telegram è stato citato come piattaforma di comunicazione per discussioni chiave tra i dirigenti di FTX, che alla fine hanno avuto un ruolo cruciale nel caso contro di lui.

“Cos’è Telegram?” ha chiesto un procuratore durante il processo. “Telegram è una piattaforma di messaggistica ampiamente utilizzata dalle aziende di criptovalute”, ha risposto Caroline Ellison, un’importante dirigente nell’impero di Bankman-Fried.

L’arresto di Durov rappresenta quindi un momento di svolta, non solo per Telegram ma per l’intero settore delle criptovalute. Al quale è stato appena dato un segnale difficile da ignorare.

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