Elon Musk ha presentato una nuova causa contro OpenAI, il suo CEO Sam Altman e il co-fondatore Greg Brockman, riprendendo le accuse dopo aver ritirato una causa simile a giugno.
La disputa legale con OpenAI risale a marzo, quando il magnate sudafricano ha intentato la prima causa contro Altman e OpenAI. In risposta a queste accuse, OpenAI ha adottato una strategia difensiva, rendendo pubbliche delle email inviate da Musk stesso.
Queste comunicazioni rivelavano che il magnate era a conoscenza e aveva approvato i piani dell’azienda di cercare finanziamenti aggiuntivi e di modificare la sua politica sul rilascio open-source dei prodotti.
Forse anche in conseguenza di questa mossa, lo scorso giugno il team legale di Musk ha improvvisamente ritirato la causa senza fornire alcuna spiegazione per questa decisione.
Sembrava quindi che la questione fosse chiusa ma ieri si è riaperta con una nuova denuncia, che sostiene che OpenAI abbia tradito la sua missione originale di sviluppare un’intelligenza artificiale a beneficio dell’umanità, privilegiando invece profitti e interessi commerciali.
Musk afferma che i fondatori di OpenAI lo hanno “ingannato” nel 2015, promettendo un’organizzazione non-profit focalizzata sulla sicurezza e l’apertura, per poi abbandonare questi obiettivi.
Un punto chiave della controversia è la partnership di OpenAI con Microsoft. Musk chiede una determinazione giudiziaria che dichiari nulla la licenza concessa da OpenAI a Microsoft per l’utilizzo dei suoi modelli di IA, sostenendo che questi sono al di fuori dell’ambito dell’accordo.
Musk accusa: “perfidia e inganno di proporzioni shakesperiane”
La causa definisce la situazione una “perfidia e inganno di proporzioni shakesperiane” e richiede un processo con giuria. L’avvocato di Musk, Marc Toberoff, ha sottolineato che questa nuova azione legale mira a ritenere gli imputati responsabili delle loro “false dichiarazioni intenzionali” e cerca la restituzione dei “guadagni illeciti”.
OpenAI, in risposta, ha ribadito il suo impegno nella missione originale, riferendosi a un post sul blog pubblicato a marzo. Un portavoce dell’azienda ha dichiarato che “le precedenti email di Elon continuano a parlare da sole”, alludendo a comunicazioni che mostravano l’accordo del miliardario sudafricano con i piani dell’azienda di raccogliere più fondi e allontanarsi dal rilascio open-source dei prodotti.
Questa controversia si inserisce in un contesto più ampio che vede l’imprenditore in procinto di lanciare la sua intelligenza artificiale. Il modello, chiamato Grok, sta venendo sviluppato da xAI, l’azienda di intelligenza artificiale fondata da Elon Musk nel luglio 2023. L’obiettivo dichiarato di xAI è sviluppare e promuovere un’IA “sicura” che di cui possa beneficiare l’umanità.
Poiché è chiaro che il suo primo avversario sarebbe ChatGPT di OpenAI, viene difficile non pensare che Elon Musk stia cercando di mettere la strada in discesa.
A questo punto la palla passa agli avvocati, che con Elon Musk non riposano certo sugli allori, come conferma la recente causa intentata da Don Lemon allo stesso patron di Tesla.


