xAI di Elon Musk raccoglie $6 miliardi e ora vale $18 miliardi

by | 26 Apr 2024 | IA, Business

Tempo di lettura: 2 minuti

xAI, l’iniziativa imprenditoriale di Elon Musk nel campo dell’intelligenza artificiale, lanciata dieci mesi fa per sfidare il colosso OpenAI, è in procinto di raccogliere sei miliardi di dollari, portando così la valutazione dell’azienda a 18 miliardi di dollari prima dell’investimento.

Secondo una fonte vicina alle trattative, l’accordo prevede di cedere un quarto della società agli investitori e dovrebbe concludersi nelle prossime settimane, a meno di cambiamenti nei termini.

La struttura finanziaria ha però subito una revisione rispetto ai piani iniziali. Fino a una settimana fa, Jared Birchall, a capo dell’ufficio di famiglia di Musk, proponeva una raccolta di tre miliardi di dollari per una valutazione di 15 miliardi. La forte domanda ha tuttavia spinto a rivedere al rialzo queste cifre. “Abbiamo tutti ricevuto un’email che diceva essenzialmente: ‘Adesso sono sei miliardi su diciotto, e non ci sono lamentele dato il grande interesse”, dichiara una fonte vicina a TechCrunch.

Tra gli investitori che da tempo cercano di entrare nel capitale di xAI, ci sono Sequoia Capital e Future Ventures, il fondo di investimento creato dall’amico di lungo corso di Musk, Steve Jurvetson. Si prevede che altri noti investitori come Valor Equity Partners e Gigafund, entrambi strettamente collegati a Musk, parteciperanno anch’essi.

Jurvetson fa parte del Consiglio di amministrazione di SpaceX ed è stato direttore di Tesla fino al 2020. Luke Nosek, co-fondatore di Gigafund e precedentemente Founders Fund insieme all’investitore Peter Thiel, è stato il primo a finanziare SpaceX, del cui consiglio d’amministrazione fa parte. Antonio Gracias, fondatore di Valor, è stato uno dei primi investitori di Tesla e, come Jurvetson, è stato direttore di Tesla e siede nel consiglio di SpaceX.

“Non è completamente chiaro chi partecipi effettivamente all’accordo a causa del modo in cui sono stati ottenuti gli impegni. La situazione è questa: una chiamata Zoom con solo te, Elon e Jared dall’altra parte del tavolo, circondati da alcuni ingegneri”, ha spiegato la fonte.

Il network di intelligenza artificiale che Musk è potenzialmente in grado di creare, è intrigante. La sua idea infatti è di utilizzare i dati di addestramento provenienti dalle sue varie imprese (Tesla, SpaceX, Boring Company e Neuralink) per potenziare xAI. Questo approccio sinergico non solo potrebbe rivoluzionare l’IA attraverso un’integrazione più profonda e ricca di dati reali, ma amplificherebbe anche le capacità di Grok, il chatbot di xAI, rendendolo uno strumento estremamente potente per l’interazione e la comprensione del mondo fisico, con applicazioni che vanno dalle auto a guida autonoma fino ai robot umanoidi come Optimus.

Queste sinergie sono particolarmente accattivanti perché offrono a xAI l’opportunità unica di accedere a una vasta e diversificata fonte di dati altamente specifici, difficilmente replicabili da altre aziende nel settore dell’IA. L’utilizzo di dati provenienti da settori così vari ed innovativi non solo accelererebbe l’apprendimento e le prestazioni del sistema di IA, ma potenzialmente permetterebbe lo sviluppo di tecnologie rivoluzionarie in tempi molto più rapidi rispetto agli standard attuali.

Al tempo stesso, un’attività valutata miliardi di dollari i cui investitori sono tutti amici e/o dipendenti dello stesso Elon Musk, lascia il dubbio che l’effettiva valutazione di mercato possa non essere del tutto veritiera. Ma va detto che in un periodo in cui qualsiasi iniziativa legata all’IA viene valutata nell’ordine dei miliardi di dollari, quello di xAI rischia di essere un peccato quasi veniale.

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