L’italiana Moltiply fa causa a Google per 3 miliardi di euro

by | 11 Mag 2025 | Legal

Tempo di lettura: 2 minuti

È una sfida legale tutta italiana quella che si apre davanti al Tribunale di Milano, dove il gruppo Moltiply ha deciso di portare in aula uno dei più potenti colossi del digitale: Google.

L’accusa è pesante e affonda le radici in una delle più rilevanti controversie antitrust dell’ultimo decennio: abuso di posizione dominante nel mercato dei comparatori di prezzo. Al centro della contesa c’è Trovaprezzi.it, piattaforma molto nota in Italia e controllata da Moltiply attraverso la sua sussidiaria 7Pixel.

Secondo il gruppo, tra il 2010 e il 2017 Google avrebbe sistematicamente favorito il proprio servizio Google Shopping nei risultati di ricerca, penalizzando così la visibilità di 7Pixel e dei suoi comparatori, in particolare Trovaprezzi e Shoppydoo, quest’ultimo chiuso nel 2021.

Un comportamento che, secondo Moltiply, avrebbe causato un danno quantificato in 2,97 miliardi di euro.

Così Moltiply arriva a 3 miliardi di danni

Alla base della richiesta di risarcimento c’è un’articolata analisi condotta dai legali di Moltiply, lo studio PedersoliGattai.

Il calcolo tiene conto di due elementi principali. Da un lato, i mancati ricavi e profitti che Trovaprezzi e Shoppydoo avrebbero potuto generare nel periodo tra il 2011 e il 2017 se non fossero stati penalizzati dall’algoritmo di Google.

Dall’altro, una proiezione di quanto 7Pixel, e quindi Moltiply, avrebbe potuto conquistare in termini di quota di mercato nel lungo periodo, se Google non avesse alterato la struttura concorrenziale del settore con pratiche ritenute distorsive.

In sintesi, il cuore della controversia è una domanda cruciale: quale sarebbe oggi il peso reale di Trovaprezzi nel mercato italiano se Google non avesse esercitato un’influenza dominante e sleale?

Sarà il tribunale di Milano a pronunciarsi, ma la sua decisione potrebbe creare un precedente significativo per tutta l’Europa.

La replica di Google: “Richiesta esorbitante”

Questa nuova causa si innesta su un terreno già segnato da una storica decisione della Commissione Europea.

Nel 2017, Bruxelles ha inflitto a Google una multa da 2,42 miliardi di euro proprio per l’abuso di posizione dominante a vantaggio di Google Shopping, sanzione confermata definitivamente lo scorso settembre dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea. È su questo precedente che Moltiply fonda gran parte della propria azione legale.

Il deposito della causa è stato confermato dal Corriere della Sera, anche se al momento non sono stati diffusi ulteriori dettagli tecnici sul procedimento.

Google, dal canto suo, ha reagito con fermezza. In una nota ufficiale, l’azienda ha definito “esorbitante” la richiesta di danni, sostenendo che essa ignora “il successo e la crescita del settore”.

Il portavoce ha inoltre rivendicato l’efficacia delle misure correttive introdotte a partire dal 2017: “Il numero di siti di comparazione prezzi in Europa che utilizzano le nostre funzionalità di shopping è passato da appena 7 a oltre 1.550”, ha dichiarato.

Ma secondo Moltiply, questi interventi sarebbero arrivati troppo tardi per rimediare ai danni già subiti dal mercato italiano, e non avrebbero comunque ripristinato appieno la concorrenza. Il fronte legale di Google si fa ogni giorno più complesso.

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