Microsoft nel mirino della FTC per il cloud

by | 16 Nov 2024 | Legal

Tempo di lettura: 2 minuti

La Federal Trade Commission (FTC) si prepara ad aprire un’indagine sul business cloud di Microsoft, accusata di pratiche anticoncorrenziali.

Questo passo, che rappresenta un ulteriore colpo alle Big Tech, arriva in un momento di transizione politica negli Stati Uniti: l’amministrazione Biden sta infatti chiudendo il suo mandato con una forte impronta regolatoria, mentre Donald Trump si prepara a tornare alla Casa Bianca.

Secondo fonti vicine all’indagine, l’agenzia americana invierà a Microsoft una richiesta formale di documenti e informazioni, segnando una nuova fase della battaglia antitrust che negli ultimi anni ha visto protagonisti giganti come Google, Meta e Amazon.

Le accuse si concentrano sull’integrazione di strumenti come Teams nei pacchetti aziendali di Microsoft, una pratica che già lo scorso giugno aveva attirato le critiche dell’Unione Europea per abuso di posizione dominante.

L’eredità di Biden e la visione di Trump

Sotto la presidenza Biden, la FTC guidata da Lina Khan ha adottato un approccio aggressivo contro le tecnologie emergenti, come il cloud computing e l’intelligenza artificiale, puntando a limitare il potere delle grandi aziende tecnologiche. Con l’elezione di Trump, però, si prevedono dei cambiamenti di strategia.

Trump, che in passato ha criticato apertamente le Big Tech accusandole di censura, ha promesso di ridurre la regolamentazione per favorire la crescita delle aziende tecnologiche.

Al contempo, però, potrebbe continuare a perseguire azioni antitrust mirate, come dimostrano le cause avviate contro Meta e Google durante la sua prima amministrazione.

La sua posizione nei confronti dell’intelligenza artificiale e delle fusioni, potrebbe tuttavia essere più accomodante, sostenuta da alleanze con investitori e dirigenti tecnologici che in questi anni hanno accusato l’amministrazione Biden di aver soffocato l’innovazione.

Negli ultimi vent’anni, infatti, i venture capitalist hanno basato il loro modello di successo sull’acquisizione di start-up da parte dei grandi colossi tecnologici, assicurandosi così significativi ritorni sugli investimenti.

Ora questi stessi investitori accolgono con favore la vittoria di Trump, confidando che il nuovo presidente manterrà l’impegno di alleggerire la regolamentazione, creando un ambiente più favorevole alla crescita delle loro imprese.

Un clima di incertezza per il settore tecnologico

La FTC, oltre all’indagine su Microsoft, sta esaminando le pratiche di altre grandi aziende tecnologiche, tra cui Google e Amazon, per verificare eventuali violazioni delle leggi antitrust nei loro investimenti in start-up AI come OpenAI e Anthropic.

Nel frattempo, le dinamiche politiche complicano ulteriormente il quadro. Il futuro della FTC e delle sue indagini potrebbe infatti cambiare radicalmente col passaggio di testimone a Trump, che molti prevedono sostituirà Khan con una leadership più in linea con i suoi obiettivi di deregolamentazione.

Basti pensare che pochi giorni prima delle elezioni, Elon Musk, ormai braccio destro di Trump, aveva dichiarato su X che Khan sarebbe stata “licenziata presto”.

Le prossime settimane saranno quindi cruciali non solo per Microsoft ma per l’intero settore tecnologico, che si trova a fare i conti da un lato con una regolamentazione sempre più stringente e dall’altro con un clima politico in evoluzione.

 

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