Lego Smart Bricks: l’intelligenza artificiale entra nei mattoncini

by | 6 Gen 2026 | Tecnologia

Tempo di lettura: 3 minuti

Al CES 2025 di Las Vegas, Lego ha presentato gli Smart Brick, mattoncini computerizzati dotati di sensori che l’azienda danese presenta come la sua più grande invenzione dal 1978, l’anno in cui nacque la minifigure, ossia il classico omino Lego.

Questi piccoli componenti intelligenti contengono sensori di movimento, emettono luce e suoni, e sono aggiornabili via Bluetooth attraverso un’app dedicata. In sostanza, trasformano le costruzioni Lego in esperienze interattive e dinamiche.

Ma Julia Goldin, la dirigente del Gruppo Lego responsabile di prodotto e marketing, non vuole promettere troppo. “Non stiamo puntando tutto su questa tecnologia come se fosse il futuro assoluto,” dichiara in un’intervista. “Non ci siamo legati le mani.”

Eppure, in 30 minuti di conversazione, lascia intendere ripetutamente che lo Smart Play, così si chiama l’iniziativa, rappresenta “una tremenda opportunità per il futuro.” E soprattutto: “Non ho alcun dubbio che questi mattoncini alla fine arriveranno anche nei set per adulti.”

Anche i mattoncini fanno gli incidenti

Il funzionamento degli Smart Brick va oltre i semplici effetti sonori. Non si tratta solo del verso di un’anatra o del ronzio di una spada laser.

Se una tessera designa una creazione Lego come un ‘veicolo,’ questo non produrrà solo rumori di motore: potrà reagire con effetti sonori di crash quando lo si ferma bruscamente durante il movimento, attivarsi per ‘fare rifornimento’ quando viene avvicinato a una stazione di servizio, e altro ancora.

L’esempio più suggestivo? Se fate volare ripetutamente su e giù un aereo Lego con uno Smart Brick e la tessera giusta attaccata, potrebbe far suonare un allarme. Ma se c’è anche una minifigure pilota smart all’interno, il pilota reagirà andando audibilmente in panico.

Non si limita a interazioni uno-a-uno tra singolo mattoncino e tessera: il sistema riconosce combinazioni multiple e reagisce di conseguenza. Una tessera di scanner medico può trasformarsi in un allarme antifurto quando la si attacca alla prigione della propria città Lego e una minifigure tenta la fuga.

Gli Smart Brick diventano quindi strumenti multiuso nella cassetta degli attrezzi di un costruttore, componenti che cambiano funzione a seconda del contesto.

Millennium Falcon e crossover Marvel-Star Wars: il futuro (adulto) degli Smart Brick

Goldin ha presieduto l’espansione di enorme successo del Gruppo Lego nei set per adulti: per informazioni, chiedere del Millennium Falcon da 850 dollari, passando per le ricostruzioni delle architetture più iconiche al mondo. E quando parla degli Smart Brick, suggerisce che potrebbero “portare un significato diverso” ai set premium.

Le possibilità più intriganti riguardano i crossover. Goldin chiede di immaginare cosa potrebbe succedere quando minifigure smart di Lego Star Wars incontrano minifigure smart di Lego Marvel.

Un evento crossover programmato nei mattoncini stessi? Considerando che il partner Disney controlla entrambi gli universi, l’ipotesi non è affatto peregrina. “Questi momenti accadranno, alcuni progettati da noi, ma la maggior parte progettati dai nostri fan,” spiega.

Per ora, “progettati dai fan” significa scoprire combinazioni specifiche di tessere e interazioni preconfezionate che sbloccano comportamenti sorprendenti. Gli Smart Brick non sono ancora programmabili ma Tom Donaldson, direttore del Lego Creative Play Lab, non esclude questa possibilità per il futuro.

“Penso che i fan lo vorranno assolutamente, è solo che non è da dove vogliamo partire”, dice, spiegando che il Gruppo Lego deve prima creare un ambiente sicuro e resistente agli attacchi informatici.

Una piattaforma, non una rivoluzione (per ora)

La strategia di Lego è alquanto ambiziosa. Goldin definisce gli Smart Brick una “piattaforma” che “si evolverà”, ma anche una componente opzionale del futuro Lego. I fan possono scegliere se interagire con questa tecnologia o ignorarla completamente.

“Questa è la bellezza di questo sistema: è software, è firmware, e possiamo modificarlo, possiamo aggiustarlo”, spiega Goldin. “Se ci sono certi comportamenti che le persone vogliono davvero, inizieremo a sviluppare funzionalità che affrontano quei comportamenti”

Il modello aggiornabile via Bluetooth trasforma gli Smart Brick in prodotti “viventi”, che possono evolvere nel tempo in base ai feedback della community. Ma l’azienda non dimentica la lezione del passato: Lego è quasi fallita agli inizi degli anni 2000 dopo aver tentato troppe innovazioni contemporaneamente.

Quando le viene fatto notare questo rischio, Goldin paragona lo Smart Brick a una console di gioco e i primi set Lego Star Wars ai titoli di lancio per quella piattaforma. “Quando costruisci il tuo gioco, corri un rischio? Sì, perché hai investito nello sviluppo del gioco ma se quel gioco non funziona, produci un altro gioco, o lo evolvi. E questa è l’opportunità che abbiamo ora”.

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Non è una scommessa all-in, quindi, ma un esperimento controllato con molto potenziale. Per i nerd adulti che sono cresciuti costruendo astronavi e castelli, l’idea di mattoncini che reagiscono, si aggiornano e interagiscono in modi sempre nuovi, rappresenta indubbiamente un richiamo potente.

La domanda allora non è se gli Smart Brick funzioneranno ma quanto Lego sarà disposta a spingersi in questa direzione. Per ora, l’azienda tiene aperte tutte le porte, senza promettere di attraversarne nessuna.

Fonte: The Verge

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