Il Digital Markets Act (DMA), introdotto dall’Unione Europea nel marzo 2023, è una normativa che mira a incrementare la competizione e a contenere l’influenza nel settore digitale delle maggiori società tecnologiche, definite “gatekeeper”. Questa legge impone norme per assicurare la correttezza e l’apertura dei mercati digitali.
Una delle sue principali regole richiede ai fornitori di sistemi operativi mobile importanti, come iOS di Apple, di consentire agli utenti di installare applicazioni da store di terze parti. O ai fornitori di app di messaggistica di aprire i propri sistemi alla concorrenza. Ciò servirebbe, nelle intenzioni dell’Unione Europea, a limitare il dominio degli app store già esistenti e ad offrire maggiori possibilità e libertà agli sviluppatori nel mercato delle applicazioni.
Secondo le disposizioni del DMA, che sarà operativo fra tre settimane, giganti tecnologici come Microsoft, Apple, Alphabet, Google, Amazon, Meta Platforms e ByteDance dovranno consentire l’accesso alle loro piattaforme a applicazioni e store di terze parti, oltre a semplificare il passaggio dei consumatori ai servizi concorrenti. Queste aziende sono inoltre non potranno favorire i propri servizi a scapito di quelli concorrenti.
Al termine di un’inchiesta durata cinque mesi, la Commissione Europea ha dichiarato che servizi come iMessage, Bing, Edge e Microsoft Advertising non soddisfano i criteri per essere considerati “gatekeeper”. Tuttavia, altri prodotti come l’App Store di Apple, il sistema operativo iOS, il browser Safari, il social network Linkedin di Microsoft e il sistema operativo Windows mantengono la loro classificazione di gatekeeper.
La Commissione ha affermato di aver condotto “un’analisi dettagliata considerando i pareri di tutte le parti interessate”, pur senza rivelare gli specifici argomenti presentati dalle aziende. Le esenzioni ad Apple e Microsoft sono state concesse dopo che le due aziende hanno convinto i regolatori dell’antitrust che i loro servizi non fungono da intermediari principali per le aziende che vogliano connettersi coi consumatori finali.
Apple ha sostenuto che l’utilizzo di iMessage è minore rispetto ad altri servizi di messaggistica presenti nell’UE, anche sui dispositivi Apple, e che non rappresenta un canale cruciale per le aziende che vogliono raggiungere i consumatori europei. Un portavoce di Apple ha poi evidenziato la vasta scelta di app di messaggistica disponibili per i consumatori, che spesso utilizzano più servizi contemporaneamente, dimostrando così la facilità di passaggio tra diverse applicazioni.
Lazar Radic, esperto di antitrust presso l’International Center for Law and Economics, ha elogiato l’approccio della Commissione, sottolineando che questa scelta dimostra la capacità di valutare le dinamiche di mercato, senza applicare indiscriminatamente l’etichetta di “gatekeeper” basandosi solo su parametri quantitativi.
Da parte sua, Microsoft ha dichiarato che Bing, Edge e Microsoft Advertising sono considerati concorrenti minori nel mercato, non rivestendo un ruolo di “gatekeeper” per le aziende. Un suo portavoce ha inoltre affermato che l’azienda continuerà a collaborare con la Commissione e l’industria per assicurare la piena conformità delle sue piattaforme alle normative del DMA.
Di diversa opinione la Coalizione per gli Ecosistemi Digitali Aperti (CODE), che include membri come Google, Meta Platforms e Qualcomm, che ha invece espresso il proprio dissenso per le decisione della Commissione, sostenendo che ciò va contro gli obiettivi del DMA e ne limita il potenziale di migliorare la scelta e la concorrenza per i cittadini europei. Google aveva precedentemente esercitato pressioni affinché iMessage fosse incluso tra i servizi designati dal DMA.


