Il DOGE organizzerà un hackathon per accedere più facilmente ai dati fiscali degli americani

by | 7 Apr 2025 | Tecnologia, Politica

Elon Musk in un'immagine divenuta simbolo dei tagli apportati dal DOGE | Fonte: YouTube
Tempo di lettura: 3 minuti

Il Department of Government Efficiency, meglio noto come DOGE, supervisionato da Elon Musk per riformare la pubblica amministrazione americana, si prepara a lanciare un hackathon a Washington.

L’obiettivo è creare una “mega API”, ossia una sorta di interfaccia unica che consenta ai diversi sistemi informatici dell’Internal Revenue Service (l’equivalente della nostra agenzia delle entrate) di comunicare tra loro.

Si tratta di un progetto che punta a semplificare l’accesso ai dati dei contribuenti, accorpando le informazioni oggi distribuite su decine di piattaforme separate.

Ma cosa significa esattamente “hackathon”? Si tratta di un evento a tempo, spesso della durata di uno o più giorni, durante il quale sviluppatori, ingegneri e designer si riuniscono per lavorare a progetti software intensivi.

In questo caso, il team DOGE e i tecnici IRS avranno 30 giorni per smantellare l’attuale infrastruttura dell’agenzia e costruire da zero questa nuova architettura. Ed è qui che sorgono i primi problemi…

La nuova API del DOGE per dominare tutti i dati

L’infrastruttura che DOGE vuole realizzare è basata su un’unica API, cioè un’interfaccia di programmazione che permette a sistemi diversi di scambiarsi dati in modo fluido e automatico.

Le API sono il cuore pulsante della moderna interoperabilità digitale: sono quelle che permettono, ad esempio, a una piattaforma cloud di dialogare con una banca dati governativa.

L’obiettivo del DOGE è appunto quello di costruire una “API per dominarle tutte”, come l’ha definita Sam Corcos, uno dei leader del progetto, prendendo in prestito una metafora dal Signore degli Anelli.

Corcos, fondatore della startup healthtech Levels, è ora uno dei principali consiglieri tecnologici dell’IRS e ha legami diretti con SpaceX. Insieme a Gavin Kliger, altro membro DOGE in forza all’agenzia fiscale, ha bloccato tutti i progetti di modernizzazione in corso.

“Abbiamo finora fermato i lavori e tagliato circa 1,5 miliardi di dollari dal budget di modernizzazione”, ha dichiarato in un’intervista a Fox News. “Si trattava perlopiù di progetti che ci stavano portando in una spirale mortale di complessità”.

La fine dei silos di dati

Uno degli obiettivi principali di questo intervento radicale è quello di superare l’attuale frammentazione dei dati all’interno dell’IRS.

L’agenzia opera oggi attraverso decine di sistemi disomogenei, conservati sia in data center locali sia nel cloud, che non comunicano tra loro: sono i cosiddetti “silos informativi”. Questi silos complicano la gestione delle informazioni e rallentano qualsiasi tentativo di modernizzazione.

La mega API dovrebbe fare piazza pulita di tutto questo, unificando l’accesso a dati come nomi, indirizzi, numeri di previdenza sociale, dichiarazioni dei redditi e situazioni occupazionali.

Siccome sono anni che le società tech ci dicono quanto siano dannosi i silos di dati, verrebbe da celebrare l’iniziativa.

Ma c’è un problema: “Schematizzare questi dati e comprenderli richiederebbe anni”, ha raccontato un funzionario IRS a Wired. “Solo pensare a come gestirli richiede tempo, perché le persone coinvolte non hanno esperienza, né con l’amministrazione pubblica né con il fisco”.

Lo stesso Corcos ha ammesso di essere ancora in fase di apprendimento: “Ci sono molte cose che non conosco e che sto imparando ora. Ma so molto di sistemi software, ed è per questo che mi hanno coinvolto”.

Palantir in pole position

Il progetto prevede il coinvolgimento di un partner tecnologico esterno. Il nome che circola con più insistenza è quello di Palantir, la società fondata da Peter Thiel, già vicina a Musk e spesso scelta per progetti governativi ad alta sensibilità.

Ne abbiamo scritto più volte, ma in ambito militare. Ma Palantir recentemente ha ottenuto anche la massima certificazione di sicurezza per operare in ambito federale e si candida a gestire almeno una parte della nuova infrastruttura IRS.

Tuttavia, le ambizioni del progetto spaventano molti. Lo stesso funzionario dell’IRS ha ricordato che “è fondamentalmente una porta aperta, controllata da Musk, verso le informazioni più sensibili degli americani, senza nessuna delle regole che normalmente proteggono quei dati”.

Licenziamenti e tagli nel cuore dell’IRS

Venerdì scorso, il DOGE ha messo in congedo amministrativo circa cinquanta tecnici dell’IRS. Il giorno prima erano stati rimossi anche alti dirigenti della cybersicurezza, tra cui il direttore dell’architettura, il vicedirettore della sicurezza informatica e il responsabile della gestione del rischio.

Di fatto, l’unico alto dirigente tecnico rimasto sarebbe il CTO dell’agenzia, Kaschit Pandya.

Le tempistiche del progetto, inizialmente previste in un anno, sono state improvvisamente ridotte a poche settimane. Un ingegnere dell’IRS ha commentato così: “Non è solo tecnicamente impossibile, è anche un’idea pericolosa che rischia di paralizzare l’agenzia”.

Questo perché Corcos ha espresso chiaramente la volontà di cancellare Direct File, il programma gratuito di dichiarazione dei redditi recentemente lanciato dall’IRS, un servizio pensato per semplificare il rapporto dei cittadini con il fisco.

Un ordine esecutivo e una linea sottile

La spinta alla centralizzazione dei dati trova legittimità in un ordine esecutivo firmato dal presidente Donald Trump lo scorso 20 marzo, che impone alle agenzie federali di eliminare i silos informativi.

Ufficialmente si tratta di una misura contro sprechi e frodi ma secondo Wired potrebbe tradursi anche in un grave rischio per la privacy, proprio per l’accentramento di informazioni sensibili in un’unica piattaforma.

“È difficile immaginare dati più sensibili di quelli finanziari custoditi dall’IRS”, ha dichiarato Evan Greer, direttrice dell’organizzazione Fight for the Future.

E la preoccupazione, a questo punto, non è soltanto tecnica ma anche politica.

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