DOGE nel caos: Reuters associa ‘Big Balls’ Coristine a dei cybercriminali

da | 26 Mar 2025 | Politica

Edward 'Big Balls' Coristine, 19 anni, membro del DOGE e protégé di Musk | Foto: WhatsApp

Per l’amministrazione Trump questa si sta rivelando la settimana più difficile dall’inizio del secondo mandato.

L’altro giorno è esploso il caso della chat segreta su Signal, oggi invece emergono nuove rivelazioni preoccupanti su uno dei membri chiave del team tecnologico incaricato di “efficientare” il governo federale, il DOGE.

Chi è Edward Coristine, il teenager al centro dello scandalo cyber

Un’inchiesta di Reuters ha acceso i riflettori su una nuova grana per la Casa Bianca. Il protagonista è Edward Coristine, noto con il soprannome di “Big Balls”, figura diventata simbolica – e per alcuni persino caricaturale – del team DOGE, il gruppo informatico scelto da Elon Musk per rivoluzionare l’amministrazione pubblica americana.

Coristine ha solo 19 anni, ma negli ambienti legati alla nuova governance federale è già un nome di riferimento. Musk in persona lo ha lodato pubblicamente sulla sua piattaforma X, definendolo “fantastico”.

L’inchiesta di però racconta un’altra storia. Nel 2022, quando era ancora al liceo, Coristine ha fondato una società chiamata DiamondCDN, che offriva servizi di rete come protezione da attacchi DDoS e sistemi di caching.

Secondo documenti digitali esaminati da Reuters, tra i clienti di DiamondCDN figurava però anche un gruppo di cybercriminali noto come EGodly, attivo su canali di messaggistica cifrata e noto per azioni come il furto di criptovalute, il dirottamento di numeri telefonici e la violazione di account email di forze dell’ordine in America Latina ed Europa dell’Est.

Nel febbraio 2023, EGodly ha ringraziato pubblicamente DiamondCDN per il supporto ricevuto, affermando: “Ringraziamo i nostri stimati partner DiamondCDN per averci generosamente fornito i loro eccezionali sistemi di protezione DDoS e caching, che ci permettono di ospitare e proteggere il nostro sito in sicurezza”.

Il sito in questione, dataleak.fun, era collegato a indirizzi IP registrati a nome di DiamondCDN e di altre entità controllate da Coristine. Quando si tentava di accedere alla pagina, veniva mostrato un messaggio automatico del tipo “Security check by DiamondCDN”.

L’inchiesta non ha potuto stabilire con certezza se Coristine fosse consapevole della natura criminale dell’attività di EGodly, né se il gruppo avesse effettivamente pagato per i servizi ricevuti.

Sul sito di DiamondCDN era però chiaramente indicato che l’azienda prevedeva sia clienti paganti sia non paganti, e che non si assumeva responsabilità sul contenuto trasmesso dagli utenti.

I problemi interni al DOGE: licenziamenti caotici e assunzioni lampo

Il Department of Government Efficiency (DOGE), l’organo voluto da Elon Musk per snellire l’apparato burocratico federale, ha finito troppe volte con l’essere sinonimo di disorganizzazione e improvvisazione.

La promessa di “fare pulizia” nella pubblica amministrazione si è presto trasformata in una serie di licenziamenti affrettati, spesso senza alcuna valutazione delle reali conseguenze operative.

Il risultato è stato un caos gestionale che ha costretto lo stesso DOGE a riassumere in fretta molte delle persone allontanate solo pochi giorni prima.

Emblematico il caso dell’Amministrazione per la Sicurezza Nucleare Nazionale (NNSA), che il 13 febbraio ha visto il licenziamento di oltre 300 dipendenti, nonostante il loro ruolo critico nella gestione e protezione dell’arsenale nucleare americano.

Davanti alle crescenti preoccupazioni per la sicurezza nazionale, il governo ha fatto marcia indietro cinque giorni dopo, reintegrando la maggior parte del personale.

Simile anche quanto accaduto al Dipartimento dell’Agricoltura, che aveva allontanato un team di scienziati impegnati nel contrasto all’influenza aviaria, proprio mentre era in corso una pericolosa epidemia.

L’USDA è stato costretto a richiamarli d’urgenza, consapevole che senza di loro la risposta sanitaria sarebbe stata gravemente compromessa.

Stessa dinamica anche nel Dipartimento per gli Affari dei Veterani, dove sono stati licenziati gli operatori della Veterans Crisis Line, la linea telefonica di supporto psicologico per veterani in difficoltà.

Dopo forti critiche e il rischio concreto di interrompere un servizio essenziale, l’amministrazione ha reintegrato parte del personale per garantire la continuità del servizio.

Tutti questi casi dimostrano come il DOGE, nel suo zelo di tagliare il superfluo, abbia finito per colpire l’essenziale, rendendo la macchina dello Stato più fragile proprio dove dovrebbe essere più robusta.

Ora questo caso, che inevitabilmente alimenta nuove inquietudini e rafforzare le già diffuse perplessità sull’accesso che il DOGE ha ai dati sensibili degli americani.

Preoccupazioni ancora più fondate quando si scopre che a gestire quei dati c’è un team spesso al centro di polemiche, nel quale figurano anche diciannovenni come “Big Balls” con trascorsi tutt’altro che rassicuranti.

Il necessario cambio di passo di Trump

Anche volendo contestualizzare quanto accaduto, tenendo conto dell’ostilità che Trump inevitabilmente incontra nel momento in cui prova a smontare i meccanismi dell’amministrazione pubblica — e con buona parte dei media apertamente contrari — il quadro che emerge da questi due episodi è quello di un governo tutt’altro che solido e affidabile.

Che si tratti di giornalisti coinvolti in chat dove si discutono segreti di Stato o di figure discutibili nei gangli più delicati dell’infrastruttura federale, appare evidente la mancanza di una catena di comando coerente e professionale.

Se la nuova amministrazione vuole davvero essere trattata con il rispetto che compete alla Presidenza degli Stati Uniti, dovrà cambiare passo.

Servono rigore, competenza e trasparenza. Altrimenti, anche i migliori propositi rischiano di finire travolti da una tempesta di superficialità.

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