Negli Stati Uniti la tecnologia è sempre più terreno di scontro politico. L’ultimo casus belli si chiama ICEBlock, un’applicazione mobile che consente agli utenti di segnalare in forma anonima la presenza di agenti dell’immigrazione (ICE) nel raggio di cinque miglia.
Lanciata lo scorso aprile, l’app è rapidamente esplosa in popolarità, superando i 240.000 download e raggiungendo il terzo posto tra le app gratuite più scaricate sull’App Store, subito dopo Love Island e ChatGPT.
A certificarne il successo c’è anche il dato più visibile: ICEBlock è al momento disponibile solo su iPhone, ma è comunque diventata virale, soprattutto in città come Los Angeles, dove le operazioni ICE sono frequenti.
Il funzionamento è semplice: chi avvista un agente può premere un pulsante e segnalare la posizione. Gli altri utenti ricevono una notifica se si trovano nelle vicinanze, con indicazioni per evitare l’area. Le segnalazioni, per ragioni di sicurezza, scompaiono automaticamente dopo quattro ore.
Secondo il suo sviluppatore, Joshua Aaron, ICEBlock è pensata come un sistema di allerta precoce. “Questa è letteralmente un’app per dire ‘Ehi, sta succedendo qualcosa entro cinque miglia. Allontanati subito’”, ha dichiarato a WIRED.
La reazione dell’amministrazione Trump
Ma quello che per molti è un gesto di autodifesa, per l’amministrazione Trump è invece un atto ostile. In un crescendo di dichiarazioni, il governo ha minacciato conseguenze legali contro lo sviluppatore e contro CNN, colpevole secondo l’esecutivo di aver dato visibilità all’app.
La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha definito ICEBlock “un incitamento alla violenza contro gli agenti ICE”, sostenendo (senza però fornire prove) che negli ultimi mesi ci sia stato un aumento del 500% negli attacchi contro le forze dell’ordine.
Il dato è stato rilanciato anche dal Dipartimento per la Sicurezza Interna, che però rimanda per conferma a un articolo privo di fonti verificabili di Breitbart, una delle principali voci dell’estrema destra americana.
Il direttore ad interim dell’ICE, Todd Lyons, ha attaccato duramente CNN, accusando la rete di “comportamento irresponsabile” per aver semplicemente raccontato l’esistenza dell’app.
Anche la segretaria per la Sicurezza Interna, Kristi Noem, ha voluto dire la sua sull’informazione data da CNN. “Quello che stanno facendo è incoraggiare attivamente le persone a eludere le operazioni delle forze dell’ordine e intendiamo agire contro di loro. Riteniamo che quello che fanno sia illegale”.
In risposta, CNN ha pubblicato una nota ufficiale in cui ribadisce che riportare un fatto non equivale ad approvarlo. Una posizione condivisa da molti giuristi, che parlano apertamente di minaccia alla libertà d’espressione.
ICEBlock e l’appoggio della Costituzione
Per gli esperti legali, non ci sono dubbi: ICEBlock è coperta dal Primo Emendamento. “È uno dei principi più basilari e incontestabili del diritto costituzionale americano,” ha spiegato Alex Abdo del Knight First Amendment Institute della Columbia University.
“È davvero sconvolgente vedere funzionari federali insinuare che ci sia qualcosa da indagare”. Anche l’avvocato per i diritti civili Scott Hechinger ha definito le minacce del governo “profondamente illegali e incostituzionali”.
Joshua Aaron rifiuta l’etichetta di attivista ma non nasconde la sua motivazione politica. “Stiamo reagendo all’autoritarismo. Stiamo resistendo al fascismo”, ha dichiarato. “Ma questa app serve a informare, non a ostacolare.”
E per rafforzare questa posizione, ICEBlock non raccoglie dati, non ha pubblicità né pulsanti per le donazioni. È solo uno strumento essenziale, pensato per segnalare un pericolo e aiutare chi vuole evitarlo. Un gesto semplice, ma potentemente simbolico in un’America in cui le tensioni interne sono crescenti.


