La protezione dei dati, lo sappiamo, non è una disciplina in cui gli USA eccellano. Mentre in Europa a proteggere la privacy dei cittadini abbiamo una serie di leggi alle volte anche molto stringenti, oltreoceano fatti come quello che andiamo a descrivere si verificano con allarmante frequenza.
Solamente nelle ultime settimane abbiamo riportato due “fattacci” relativi a Facebook, il Project Ghostbusters e la condivisione dei messaggi privati degli utenti con Netflix. Poi abbiamo raccontato del passaggio illegittimo agli inserzionisti dei dati di oltre 13 milioni di utenti di Kaiser Permanente. Che qui in Italia è un’azienda sconosciuta ma che è una delle più grandi società di assistenza sanitaria statunitense.
Oggi invece registriamo che la Federal Communications Commission (FCC) ha multato per un totale di quasi 200 milioni di dollari i principali operatori di telefonia mobile statunitensi, accusati di aver condiviso illegalmente i dati sulla localizzazione dei clienti senza il loro consenso. Secondo la FCC, gli operatori hanno venduto l’accesso alle informazioni sulla localizzazione dei propri clienti ad “aggregatori”, che a loro volta hanno rivenduto i dati a fornitori di servizi basati sulla localizzazione.
Nonostante fossero a conoscenza del problema, la FCC sostiene che gli operatori hanno cercato di trasferire la responsabilità di ottenere il consenso dei clienti per la condivisione dei dati di localizzazione ai “destinatari a valle”.
Le multe sono variabili: T-Mobile si trova di fronte alla più alta, 80 milioni di dollari. Sprint, ora fusa con T-Mobile, è stata multata per 12 milioni di dollari. AT&T è soggetta alla seconda multa più alta, circa 57 milioni di dollari, seguita da Verizon con circa 47 milioni. Le multe di T-Mobile e Verizon sono inferiori a quelle inizialmente proposte dall’agenzia in risposta alle loro reazioni all’avviso originale della FCC.
La FCC ha avviato l’indagine in seguito a rapporti pubblicati da vari media. Il giornalista specializzato in tecnologia Joseph Cox ha trattato la questione nel 2019 per Motherboard. Sebbene i piani per le multe della FCC fossero stati riportati già nel 2020, la decisione finale è stata ritardata da un prolungato stallo all’interno dell’agenzia, in attesa della conferma di un quinto commissario, secondo quanto riportato dal The Wall Street Journal.


