Data center verso il 12% del consumo elettrico USA

da | 21 Dic 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 2 minuti

I data center statunitensi, cuore pulsante delle Big Tech, si preparano a diventare una delle principali fonti di consumo energetico del Paese.

Entro il 2028, secondo uno studio del Lawrence Berkeley National Laboratory sostenuto dal Dipartimento dell’Energia (DOE), la domanda di energia di queste infrastrutture potrebbe triplicare, rappresentando fino al 12% del consumo elettrico nazionale.

Questo aumento è strettamente legato alla rivoluzione tecnologica in corso, trainata dall’intelligenza artificiale.

Una crescita senza precedenti

Lo studio, riportato da Reuters, evidenzia che il consumo annuale dei data center potrebbe raggiungere tra i 74 e i 132 gigawatt, rispetto all’attuale 4% dell’energia totale utilizzata negli Stati Uniti.

A fare la differenza è l’aumento della richiesta di chip specializzati per l’AI, i GPU (Graphics Processing Unit), capaci di elaborare enormi quantità di dati.

“Questa crescita rappresenta il nuovo fronte nella domanda di energia degli Stati Uniti,” ha dichiarato Avi Shultz, direttore dell’Ufficio di Efficienza Industriale e Decarbonizzazione del DOE.

I data center non sono però l’unico elemento a spingere la domanda energetica: a contribuire ci sono anche il ritorno della produzione industriale sul suolo americano e l’elettrificazione di edifici e trasporti.

La domanda di energia, già al massimo storico nel 2024, è destinata quindi a toccare un nuovo record nel 2025.

Il peso dell’AI

L’intelligenza artificiale è il principale motore della trasformazione dei data center.

Dal 2017, con l’adozione su larga scala di server accelerati da GPU, il consumo energetico del settore è più che raddoppiato in soli sei anni.

Rispetto al 2016, quando i server AI rappresentavano appena il 2% del consumo totale dei data center, oggi la percentuale è cresciuta in maniera esponenziale.

Le nuove infrastrutture dedicate all’AI sono progettate per una capacità energetica senza precedenti, arrivando a consumare fino a un gigawatt, l’equivalente dell’energia necessaria per alimentare tutte le abitazioni di una città come Filadelfia.

Il futuro dell’energia per i data center

Il rapporto del Berkeley Lab non si limita a fotografare la situazione attuale, ma offre una prospettiva sulle sfide future. E per gestire questa crescita senza precedenti, il DOE sta esplorando soluzioni per rafforzare la flessibilità e la resilienza delle reti elettriche.

Tra le proposte figurano batterie di lunga durata da installare nei siti dei data center, piccoli reattori nucleari e sistemi avanzati di energia geotermica.

“Capire cosa alimenta questa crescita ci permette di individuare le opportunità per migliorare l’efficienza,” ha sottolineato Arman Shehabi, ricercatore capo del rapporto. Lo studio suggerisce inoltre di aggiornare le analisi con cadenza annuale o biennale per monitorare con precisione l’evoluzione del settore.

Il boom dei data center non è privo di conseguenze. Il loro impatto si riflette sulle bollette elettriche e sull’ambiente, in un momento in cui il cambiamento climatico richiede interventi rapidi e incisivi.

Nonostante l’aumento della domanda, resta aperta la sfida di ridurre le emissioni e garantire un sistema energetico sostenibile.

L’elettricità consumata dai data center non è solo un indicatore della trasformazione tecnologica in corso, ma anche una spia delle difficoltà che il sistema elettrico americano dovrà affrontare per sostenere il progresso, senza mettere a rischio il clima e le risorse.

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