Burning Man, dalla trasgressione a Starlink

by | 30 Ago 2025 | Tecnologia

Foto: Mark Kaplan / Creative Commons
Tempo di lettura: 3 minuti

In mezzo alla polvere e al caldo soffocante del deserto del Nevada, una tenda con un’insegna surreale attira i partecipanti del Burning Man: “Water, Whiskey, Wifi”. L’acqua e il whiskey dissetano i corpi arsi dal sole, mentre il Wi-Fi diventa il biglietto d’accesso al mondo esterno. Per collegarsi, bisogna “pagare” con un’offerta creativa: uno sculaccione o uno shot di alcol.

Questa è la scena che fotografa meglio un paradosso sempre più evidente: il festival nato per celebrare il distacco dal mondo esterno, il qui e ora, ora convive con la connessione satellitare di Starlink.

Cos’è il Burning Man

Burning Man è un festival unico al mondo, nato nel 1986 a San Francisco e trasferito poco dopo nel deserto di Black Rock, in Nevada. Per una settimana oltre settantamila persone danno vita a una città temporanea, la Black Rock City, dove si mescolano arte, musica, performance e comunità.

Al centro dell’esperienza c’è la “playa”, lo spazio desertico in cui prende forma un esperimento sociale radicale. I suoi principi fondativi parlano di “radicale autosufficienza”, “partecipazione”, “immediatezza” e “decommodificazione”, ossia un rifiuto esplicito della logica del consumo.

Il rogo finale di un’enorme statua di legno, il “Man”, simboleggia la catarsi collettiva e la trasgressione dei codici della società tradizionale. Negli anni, Burning Man è diventato un punto di riferimento per le culture alternative, un laboratorio di convivenza e un luogo in cui sperimentare identità e relazioni libere da vincoli.

Com’era agli inizi

Per i primi due decenni, la quasi totale assenza di copertura cellulare ha reso il festival un’esperienza di disconnessione totale. La tecnologia restava ai margini, e chi partecipava parlava del “mondo di default” come di un luogo lontano da cui evadere.

I primi “pionieri” si arrangiavano con generatori e strutture improvvisate, e persino gli organizzatori, che oggi usano Slack e Salesforce per coordinarsi, ricordano tempi in cui l’unico punto d’accesso alla rete era un “Cyberbus” connesso via satellite e gestito da un personaggio noto come “Internet Alfredo”.

Quell’epoca cementò l’immagine di Burning Man come enclave radicale, separata dal resto del mondo e immune al richiamo delle comodità moderne.

…e cosa è diventato oggi

Oggi lo scenario è molto diverso. Grazie a Starlink, che ci offre lo spunto per questo articolo, Black Rock City pullula di antenne satellitari installate sui camper.

In alcuni campi l’accesso a internet è compreso nelle quote di partecipazione, mentre i più facoltosi si organizzano con generatori, aria condizionata e addirittura “RV Sherpa”, cioè personale pagato per trasportare i camper nel deserto. È il fenomeno dei campi “plug-and-play”, già oggetto di critiche e limitazioni da parte degli organizzatori.

Burning Man, che ha sempre avuto un rapporto ambivalente con la Silicon Valley, è diventato nel tempo un luogo frequentato da grandi nomi della tecnologia: Larry Page e Sergey Brin di Google, Sam Altman di OpenAI, Brian Chesky di Airbnb. Elon Musk ha dichiarato che non si può capire la cultura della Valley senza passare da qui.

Non a caso, accanto ai campi più radicali, oggi si vedono partecipanti impegnati a fare call di lavoro, seguire lezioni universitarie via Zoom o postare contenuti in tempo reale su Instagram e TikTok.

Il dibattito interno

Questo cambiamento ha aperto una frattura culturale. Da un lato, c’è chi vive il Burning Man come spazio di liberazione, pronto a spogliarsi e a lasciar cadere le inibizioni. Dall’altro, chi trasforma l’esperienza in contenuto digitale e continua a lavorare da remoto.

Non mancano le tensioni: ci sono campi che discutono se sia appropriato videochattare in pubblico, o che cacciano chi usa il Wi-Fi per gestire la propria azienda a distanza per ore ogni giorno.

La direttrice del festival, Marian Goodell, ha espresso chiaramente la sua posizione: “Perché dobbiamo leggere le notizie dal mondo esterno quando siamo qui per connetterci tra di noi?”. Ma la realtà è che, dopo la pandemia, il confine tra connessi e disconnessi si è assottigliato, e sempre più partecipanti considerano naturale portarsi dietro il proprio mondo digitale.

Quando la rete è utile

Le emergenze degli ultimi anni hanno reso non trascurabile la possibilità di connettersi col mondo “di default” (ossia ciò che sta al di fuori dell’evento).

Nel 2023, una tempesta ha trasformato la “playa” in un mare di fango, bloccando migliaia di persone. Chi aveva connessione è riuscito a cambiare voli e prenotazioni, ma soprattutto a rassicurare familiari e amici preoccupati dalle immagini che circolavano online.

Anche quest’anno, tra fulmini e venti violenti, molti campi hanno usato Starlink per coordinare i rifornimenti e chiedere supporto logistico. La tecnologia, da simbolo di tradimento dei principi originari, è diventata dunque un alleato imprescindibile in situazioni di crisi.

Burning Man è sempre stato un terreno di tensioni: tra anticapitalismo e Silicon Valley, tra utopia comunitaria e comfort individuali, tra libertà assoluta e necessità organizzative. La diffusione di Starlink non fa che amplificare questo paradosso. Per alcuni è una profanazione, per altri una risorsa indispensabile.

Probabilmente, come accade da quasi quarant’anni, il festival continuerà a oscillare tra ribellione e adattamento, restando specchio fedele di un’epoca che non riesce più a separarsi dalla propria connessione permanente.

POTREBBE INTERESSARTI

Le mani robotiche di Brainco

BrainCo scommette sul cervello indossabile, non sul bisturi

Mentre Neuralink continua a impiantare elettrodi nel cranio, la cinese BrainCo prova a leggere il cervello dall’esterno. Con 287 milioni di dollari raccolti e una...
Poste Italiane

Poste Italiane si lancia nella corsa ai data center

Poste Italiane vuole diventare il primo operatore italiano di data center e cloud. La sovranità digitale può passare dagli uffici postali?

Long March-10B Cina Spazio

La Cina recupera per la prima volta un razzo orbitale

Il primo stadio del nuovo Long March-10B è stato recuperato in mare con una rete, mai tentato prima da nessun altro Paese. Pechino insegue SpaceX, ma guarda soprattutto...
Broadcom

Apple investe 30 miliardi in chip Broadcom made in Usa

Il colosso di Cupertino stanzia la cifra più alta del suo piano da 600 miliardi di dollari negli Stati Uniti, destinata allo stabilimento Broadcom di Fort Collins. Gli...
Meta Zuckerberg Meta Ray-Ban EssilorLuxottica

Meta testa occhiali IA che registrano ogni istante della giornata

Il prototipo scatterebbe foto ogni pochi secondi e registrerebbe l’audio in continuo, con la spia luminosa spenta. Fin dove può spingersi la raccolta dati per...
Il logo di Nokia

Nokia non vende più telefoni: ora fornisce l’infrastruttura dell’IA

Nokia ha smesso da tempo di produrre telefonini. Oggi vende switch, router e reti ottiche che fanno girare i data center IA e la borsa se n’è accorta.

L'Italia sfida Google: richiesto 1 miliardo in tasse arretrate

Google investe 411 milioni nella fusione nucleare di Proxima Fusion

Il colosso di Mountain View punta ancora sulla fusione, stavolta in Europa: la startup tedesca vale già 2,7 miliardi di dollari.

Karp Palantir

Palantir attacca OpenAI e Anthropic: “il modello a token è sbagliato”

Alex Karp attacca il modello a token di OpenAI e Anthropic, difendendo la sovranità dei dati. Nello stesso periodo l’Europa riduce i contratti con Palantir. Ecco...
Lo spyware Pegasus

Pegasus spia anche chi doveva indagarlo

Citizen Lab conferma l’hacking del telefono di un ex membro della commissione UE che indagava sugli abusi dello spyware israeliano. Chi controlla i...
anthropic mythos

Anthropic chiude le falle nell’accesso a Claude da parte della Cina

Ant Financial e ByteDance aggiravano il divieto di Anthropic su Claude con conti aziendali a Singapore e rimborsi spese per VPN, ma adesso non possono più.

Share This