Le auto a ricarica solare sono più vicine di quanto sembri

da | 22 Set 2025 | Automotive

Tempo di lettura: 3 minuti

La corsa all’auto elettrica potrebbe presto arricchirsi di un nuovo capitolo: quello dei veicoli capaci di ricaricarsi da soli, semplicemente restando parcheggiati sotto il sole.

Non è più fantascienza ma un’ipotesi concreta, grazie a una serie di startup americane che stanno trasformando l’energia solare in chilometri reali da percorrere su strada.

Tra le più intraprendenti c’è Aptera, che ha scelto di produrre in casa pannelli solari in grado di adattarsi alle curve aerodinamiche della sua vettura a tre ruote.

L’azienda californiana promette di consegnare già dal prossimo anno un modello da 40.000 dollari capace di viaggiare fino a 640 chilometri con una singola ricarica e di aggiungere, nelle giornate più favorevoli, fino a 64 chilometri al giorno sfruttando unicamente la luce del sole.

La resistenza a grandine e sassolini

La prima obiezione che viene in mente è se questi pannelli possano resistere agli urti della vita quotidiana, dai sassolini in autostrada alle botte da parcheggio.

“Guidare a velocità di crociera durante una grandinata significa che oggetti durissimi possono colpire il veicolo a oltre 100 miglia orarie”, ha spiega Reed Thurber, capo ingegnere solare di Aptera, al Wall Street Journal.

Per affrontare la sfida, l’azienda ha sviluppato una pelle in vetro trattato chimicamente, flessibile e resistente, simile al Gorilla Glass degli smartphone. Non solo: i pannelli vengono montati in modo da continuare a funzionare anche se la carrozzeria esterna si incrina.

Aptera dichiara di spingersi oltre le prove standard, testando i propri sistemi a velocità persino superiori rispetto a quelle richieste dalle normative di settore.

Las Vegas, il paradiso del solare

La vera svolta di questi veicoli non è tanto nell’efficienza dei pannelli, che già oggi trasformano bene la luce in elettricità, ma nella capacità delle auto elettriche moderne di sfruttare al meglio ogni watt disponibile.

Aptera sostiene che in condizioni ottimali, come quelle di Las Vegas, dove i grattacieli riflettono la luce su ogni superficie, si possano aggiungere fino a 64 chilometri di autonomia al giorno senza mai collegarsi alla rete.

In scenari meno favorevoli, come nei Paesi del nord durante l’inverno, il guadagno scende intorno ai 24 chilometri quotidiani, ma resta comunque sufficiente a coprire buona parte degli spostamenti urbani medi.

Le mini pickup di Telo Trucks

Accanto ad Aptera si muove Telo Trucks, una startup che ha già raccolto quasi 12.000 preordini per il suo mini pick-up elettrico da 500 cavalli. Con un prezzo di poco superiore ai 41.000 dollari, il veicolo ha le dimensioni compatte di una citycar ma offre un cassone paragonabile a quello di un Toyota Tacoma.

Un quarto dei clienti ha scelto di integrare anche i pannelli solari, che possono essere montati sul tetto o sul copribaule con un sovrapprezzo rispettivamente di 1.500 e 2.700 dollari.

Una volta installati, questi sistemi sono in grado di regalare da 24 a 48 chilometri di autonomia al giorno, a fronte di un’autonomia complessiva che arriva fino a 560 chilometri.

L’aftermarket di DartSolar

Non tutte le innovazioni passano da nuovi modelli di auto. DartSolar, per esempio, punta al mercato aftermarket con pannelli aggiuntivi installabili sui veicoli elettrici già in circolazione.

Si tratta di unità montate su portapacchi, disponibili in diverse potenze: dai 500 watt della versione base fino ai 2.000 watt del modello più grande, che si apre orizzontalmente quando l’auto è parcheggiata.

I prezzi vanno da 1.000 a 4.000 dollari, con la possibilità per il modello intermedio di aggiungere dai 16 ai 32 chilometri di autonomia giornaliera a una Tesla Model 3 lasciata sotto il sole.

L’unico inconveniente è la necessità di un convertitore elettrico, ingombrante e costoso, che da solo costa circa 1.000 dollari e che va riposto nel bagagliaio.

Prospettive e limiti del solare

La matematica alla base del solare applicato alle auto è semplice: i veicoli elettrici di nuova generazione sono abbastanza efficienti da rendere utile anche l’apporto di pannelli compatti. Non è più come negli anni Novanta: oggi la tecnologia è matura e accessibile, tanto che non solo università ma persino scuole superiori partecipano a competizioni dedicate ai veicoli solari.

Resta però il nodo dell’adozione da parte dei grandi marchi: secondo Jason Marks, CEO di Telo Trucks, per i colossi dell’auto i costi e le complessità di integrazione rischiano di erodere i margini. Solo una domanda crescente da parte dei consumatori potrebbe convincerli.

Nel frattempo, però, il cambiamento potrebbe arrivare dal basso. Magari non sarà la nostra prossima auto a ricaricarsi dal sole ma presto potremmo vederne una superare il traffico in autostrada.

E se gli early adopter confermeranno che la promessa di una mobilità “a energia libera” è reale, la domanda di pannelli solari su tetti e cofani potrebbe andare alle stelle.

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