Sono tempi indubbiamente difficili per le big tech americane. Ormai regolarmente nel mirino degli enti regolatori sovranazionali e di politici che si accorgono sola ora della posizione di dominanza assunta da Apple, Google, Meta e Amazon (ma non Microsoft, stranamente), ai colossi tecnologici americani non resta che mettere mano al portafogli e pagare multe miliardarie per quieto vivere. Certo, se si è cinesi si è costretti a vendere, a dimostrazione che nella vita c’è sempre chi sta peggio…
Ma non divaghiamo. La notizia di oggi è che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, assieme a 15 stati americani, ha sporto denuncia contro Apple. L’accusa è quella di sfruttare la notevole richiesta di iPhone e altri dispositivi per incrementare i costi dei propri servizi e penalizzare le aziende minori. Si tratta del primo decisivo intervento contro il gigante degli smartphone sotto l’egida dell’amministrazione Biden.
Apple si aggiunge così alla lista di colossi del tech già presi di mira dalle autorità di regolamentazione americane, tra cui troviamo Google di Alphabet, Meta e Amazon, prima da Donald Trump e poi da Joe Biden. “I consumatori non dovrebbero dover pagare prezzi più alti perché le aziende violano le leggi antitrust”, ha affermato Merrick Garland, procuratore generale, nella sua dichiarazione ufficiale. “Se non contrastata, Apple continuerà solo a rafforzare il suo monopolio sugli smartphone”.
Il Dipartimento di Giustizia, insieme al Distretto della Columbia, asserisce che Apple farebbe leva sul suo dominio di mercato per ricavare maggiori profitti a spese di consumatori, sviluppatori, creativi, artisti, editori, piccole imprese e commercianti.
La querela, lunga 88 pagine e depositata presso il tribunale federale di Newark, New Jersey, punta a “liberare i mercati degli smartphone dalla condotta anticoncorrenziale ed escludente di Apple e a ripristinare la concorrenza per ridurre i prezzi degli smartphone per i consumatori, ridurre le commissioni per gli sviluppatori e preservare l’innovazione per il futuro”.
Nell’atto di denuncia, il DOJ puntualizza addirittura che “Apple sceglie ripetutamente di peggiorare i suoi prodotti per i consumatori per prevenire l’emergere della concorrenza.”
Da parte sua, Apple contesta le accuse e dichiara: “Questa causa minaccia ciò che siamo e i principi che distinguono i prodotti di Apple in mercati fortemente competitivi. Se avesse successo, ostacolerebbe la nostra capacità di creare il tipo di tecnologia che le persone si aspettano da Apple, in cui hardware, software e servizi s’intersecano.”
In seguito alla notizia, le azioni di Apple hanno registrato un calo del 3%.


