Samsung vende telefoni pieghevoli dal 2019. Huawei ci investe da anni, Xiaomi e altri produttori hanno già provato formati diversi, cerniere più sottili e schermi sempre meno segnati dalla piega centrale.
Eppure, dopo tutto questo tempo, i pieghevoli rappresentano ancora appena il 2% circa degli smartphone venduti nel mondo. Ed è in questo mercato, molto raccontato ma ancora piccolo, che Apple ha deciso finalmente di entrare.
Durante l’evento “Surprise and shine” di Cupertino, il nuovo amministratore delegato John Ternus ha presentato ieri l’iPhone Duo, il primo iPhone pieghevole della storia dell’azienda.
Apple arriva quindi parecchio dopo i concorrenti ma con un vantaggio: ha avuto anni per vedere cosa funzionava, cosa dava fastidio agli utenti e, soprattutto, perché il formato non è ancora riuscito a diventare davvero di massa. La scommessa di Cupertino è che sia arrivato il momento di cambiare le cose.
Un iPhone che diventa quasi un iPad
Chiuso, l’iPhone Duo offre uno schermo esterno da 5,4 pollici. Aperto, il display interno arriva a 7,6 pollici e trasforma il telefono in qualcosa di molto più vicino a un piccolo tablet.
Apple ha adattato iOS 27 al nuovo formato: si possono utilizzare due applicazioni affiancate, creare coppie di app da richiamare insieme e sfruttare le due metà dello schermo anche tenendo il dispositivo parzialmente piegato. Più avanti arriverà inoltre il supporto ad Apple Pencil, altro elemento che avvicina esplicitamente il Duo all’esperienza iPad.
Una parte importante del lavoro ha riguardato i difetti che accompagnano i pieghevoli fin dalla loro nascita. La piega centrale dello schermo, per esempio, dovrebbe risultare meno evidente grazie a una finitura nanotexture sviluppata da Apple, pensata anche per ridurre i riflessi.
La cerniera è invece formata da più di cento componenti e deve mantenere stabile il pannello quando il dispositivo viene aperto completamente.
La fotocamera interna è nascosta sotto il display. Sul retro ci sono invece due sensori da 48 megapixel, principale e ultragrandangolare. Manca una fotocamera tele dedicata, così come manca Face ID: per lo sblocco biometrico Apple è tornata al Touch ID. Sotto la scocca c’è lo stesso A20 Pro utilizzato sugli iPhone 18 Pro.
iPhone Duo: ne abbiamo bisogno?
Il punto, però, non è più dimostrare che sia possibile costruire un buon telefono pieghevole. Quello lo hanno già fatto altri. Il problema è convincere milioni di persone che valga la pena comprarne uno. E un prezzo ultra-premium.
Secondo Counterpoint Research, il formato continua infatti a rappresentare circa il 2% del mercato globale degli smartphone. È una quota minuscola rispetto all’attenzione che i pieghevoli ricevono ormai da anni.
Apple potrebbe però avere un effetto immediato sul settore. Counterpoint stima che Cupertino possa conquistare già nel 2026 circa il 25% del mercato dei pieghevoli. UBS prevede invece circa 10 milioni di iPhone Duo venduti nel primo anno.
Non sarebbero numeri enormi rispetto ai circa 250 milioni di iPhone venduti annualmente, ma sarebbero sufficienti a cambiare gli equilibri di un segmento ancora relativamente piccolo.
C’è inoltre un limite produttivo. Display e cerniera sono più complessi da realizzare rispetto a quelli di un iPhone tradizionale e la disponibilità iniziale dovrebbe essere contenuta. Nei primi mesi sarà quindi difficile distinguere una domanda debole da una semplice scarsità di prodotto.
Quasi 4.000 euro per il modello più costoso
Apple, in ogni caso, non ha scelto di portare i pieghevoli verso il grande pubblico attraverso il prezzo.
In Italia iPhone Duo partirà da 2.369 euro nella versione da 256 GB. Il modello da 512 GB costerà 2.619 euro, quello da 1 TB 3.119 euro e, per la versione da 2 TB, serviranno 3.869 euro.
La fascia alta della gamma iPhone diventa più costosa anche sui modelli già esistenti. In Italia l’iPhone 18 Pro partirà da 1.489 euro e Pro Max da 1.639 euro. Parliamo di 150 euro in più rispetto ai rispettivi modelli della generazione precedente.
Dietro i rincari ci sono anche le tensioni sulla disponibilità dei chip di memoria, la cui domanda come abbiamo scritto è aumentata insieme alla corsa alla costruzione dei data center per l’intelligenza artificiale.
Apple si trova quindi davanti al problema che accomuna buona parte dell’industria elettronica: assorbire i costi riducendo i margini oppure trasferirli sui consumatori rischiando di rallentare le vendite.
Negli Stati Uniti l’aumento dei modelli Pro è stato di 100 dollari. JPMorgan aveva avvertito che un rincaro da 200 dollari avrebbe potuto colpire pesantemente i volumi.
Cupertino ha scelto quindi una soluzione intermedia: far pagare qualcosa in più ai clienti senza arrivare alla soglia che gli analisti consideravano più pericolosa.
Il nuovo iPhone rincara. E in Europa manca Siri AI
C’è poi una particolarità che riguarda direttamente chi comprerà i nuovi dispositivi in Europa. Apple presenta l’intelligenza artificiale come una parte sempre più importante dell’esperienza iPhone e Ternus ha definito lo smartphone un “hub personale” attraverso il quale accedere alle nuove funzioni IA.
Siri AI, però, non sarà inizialmente disponibile nell’Unione Europea su iPhone, iPad e Apple Watch. Apple sostiene che gli obblighi di interoperabilità previsti dal Digital Markets Act potrebbero costringerla a concedere ad assistenti concorrenti accessi incompatibili con il livello di privacy e sicurezza che vuole garantire.
Bruxelles racconta la vicenda in maniera molto diversa. La Commissione europea sostiene che nel DMA non esista nulla che impedisca ad Apple di lanciare nuovi servizi nella UE e considera quindi il mancato arrivo di Siri AI una decisione dell’azienda.
Per ora la conseguenza è piuttosto semplice: in Italia sarà possibile comprare un iPhone Duo da oltre 2.300 euro senza poter utilizzare alcune delle funzioni IA che Apple sta usando per promuovere la nuova generazione dei suoi dispositivi.
Se l’orologio prende appunti
Ed è proprio dall’intelligenza artificiale che arriva una delle novità più curiose dell’Apple Watch. Series 12 e Ultra 4 introducono Siri Recap, una funzione che può ascoltare una conversazione e ricavarne successivamente un titolo e i principali punti emersi.
Durante una riunione, quindi, chi indossa l’orologio potrebbe evitare di prendere appunti e ritrovare alla fine un riepilogo di ciò che è stato detto. Apple precisa che Siri Recap non conserva una registrazione: l’audio viene elaborato sul dispositivo e poi cancellato, mentre ciò che rimane è il riassunto.
Live Rewind permette invece di recuperare gli ultimi 15 secondi di una conversazione sotto forma di testo e, quando viene utilizzato, avvisa anche le persone presenti attraverso un segnale acustico.
È facile vedere il vantaggio per chi porta l’orologio al polso. Un po’ meno immediato è capire come cambieranno le abitudini di tutti gli altri. Finora vedere un Apple Watch durante una riunione non significava chiedersi se qualcuno stesse prendendo nota delle proprie parole. Adesso potrebbe diventare una considerazione in più. Anche Siri Recap e Live Rewind, comunque, non saranno inizialmente disponibili nell’Unione Europea.
Apple ha poi completato l’evento con gli AirPods 5, che migliorano la cancellazione attiva del rumore e aggiungono nuove funzioni legate ad Apple Intelligence, e con una nuova versione dell’app Salute. Ma il prodotto che definirà questa generazione resterà inevitabilmente il Duo. E se riuscirà ad allargare il pubblico dei pieghevoli, scopriremo che al mercato non mancava un’offerta migliore: mancava semplicemente un pieghevole con una mela sul retro.
Fonte: Apple


