Samsung Electronics si appresta a comunicare, martedì 7 luglio, una stima preliminare di utile operativo da record per il secondo trimestre dell’anno. Secondo un’elaborazione LSEG SmartEstimate basata sulle previsioni di 30 analisti, il gruppo sudcoreano dovrebbe dichiarare un utile operativo di circa 86.000 miliardi di won, pari a 56,35 miliardi di dollari: un balzo di circa 18 volte rispetto ai 4.700 miliardi di won dello stesso periodo dello scorso anno. Sarebbe il terzo trimestre consecutivo di utile record per Samsung, sostenuto da una carenza di memoria che gli analisti non vedono risolversi prima del prossimo anno.
Non solo HBM: cresce la domanda anche di DRAM e NAND tradizionali
La crescita non arriva solo dalla memoria ad alta larghezza di banda (HBM), da tempo al centro dell’attenzione per il suo utilizzo negli acceleratori per l’intelligenza artificiale, ma anche dai prodotti DRAM e NAND più tradizionali. Il motivo, secondo gli analisti, è l’espansione dell’IA agentica: a differenza dei sistemi precedenti, concentrati soprattutto sull’addestramento dei modelli, questi nuovi sistemi eseguono compiti più complessi e articolati in più fasi, che richiedono più memoria per i processori server e maggiore capacità di archiviazione per conservare e recuperare i dati durante l’inferenza.
Nvidia, Google e Apple tra i clienti principali
Samsung è un fornitore chiave di chip di memoria per grandi aziende tecnologiche come Nvidia, Google e Apple. Secondo Citi Research, nel secondo trimestre i prezzi medi di vendita di DRAM e NAND sono saliti rispettivamente del 44% e del 53% su base trimestrale. La carenza ha alimentato un rally azionario dei principali produttori di memoria: da inizio anno Samsung Electronics, SK Hynix e Micron sono salite rispettivamente del 158%, del 273% e del 242%, portando la capitalizzazione di tutte e tre le aziende sopra i 1.000 miliardi di dollari.
Il nodo dei bonus ai dipendenti dei chip
Nonostante il quadro operativo solido, gli analisti avvertono che il risultato trimestrale potrebbe risultare inferiore al consenso se Samsung dovesse stanziare un accantonamento più alto del previsto per i bonus ai dipendenti. A fine maggio l’azienda ha evitato uno sciopero su larga scala raggiungendo un accordo salariale che destina il 10,5% dell’utile operativo della divisione semiconduttori a bonus speciali per i lavoratori del comparto chip. Alcuni analisti stimano che gli accantonamenti cumulativi di Samsung potrebbero superare i 40.000 miliardi di won, rendendo il momento della loro contabilizzazione una variabile chiave per il trimestre. I risultati dettagliati saranno comunicati entro la fine del mese.
Il rischio principale: un rallentamento degli investimenti in infrastrutture IA
Guardando avanti, gli analisti indicano nei possibili ritardi degli investimenti in infrastrutture IA il rischio maggiore per l’attuale boom della memoria. JPMorgan ha osservato che, seppure gli investitori concordino sulla tenuta dei fondamentali di domanda e offerta, resta il dubbio se la quota crescente della memoria IA sulla spesa in conto capitale dei fornitori di servizi cloud, stimata al 52% quest’anno e destinata a superare il 70% il prossimo, sia sostenibile. Un eventuale calo della spesa in IA si ripercuoterebbe su Samsung e SK Hynix, che la scorsa settimana hanno promesso di investire 3.200 miliardi di won (2.070 miliardi di dollari) per ampliare la capacità produttiva di chip in Corea del Sud: Samsung prevede di distribuire l’investimento tra il 2026 e il 2040, mentre SK Hynix non ha fornito una tempistica dettagliata. Samsung ha inoltre dichiarato ad aprile di aver firmato contratti pluriennali vincolanti con clienti che intendono garantirsi le forniture, senza rivelarne identità o termini. Nomura prevede che nel trimestre luglio-settembre i prezzi delle DRAM commodity salgano del 24% e quelli delle NAND del 25%, sostenuti dalla domanda di memoria per il consumo e per i data center tradizionali e per l’IA.
Chi guadagna sulla memoria perde sugli smartphone
Il rovescio della medaglia riguarda la divisione mobile, che sconta l’aumento dei prezzi delle memorie con margini sempre più compressi: i maggiori costi dei componenti superano infatti i recenti rincari già applicati agli smartphone. Samsung ha alzato i prezzi dei suoi dispositivi, ma secondo gli analisti nuovi aumenti potrebbero rendersi necessari nella seconda metà dell’anno; anche Apple, il mese scorso, ha alzato i prezzi di iPad e MacBook. Nei mesi scorsi la divisione mobile di Samsung aveva già segnalato internamente il rischio di chiudere il 2026 in perdita per la prima volta nella sua storia, con i componenti di memoria arrivati a pesare oltre il 40% sul costo totale dei dispositivi.
Il 2026 supera già i risultati dell’anno scorso
Il primo trimestre 2026 aveva già fruttato a Samsung un utile operativo di 57.200 miliardi di won, in crescita del 756% su base annua e superiore, da solo, al totale dell’intero 2025. Diverse case d’investimento stimano ora che l’utile operativo dell’intero 2026 possa superare i 100.000 miliardi di won, più del doppio dei circa 43.600 miliardi registrati l’anno precedente.
Fonte: Reuters


