Lo scontro tra Anthropic e il Pentagono ha raggiunto una nuova fase. Dopo settimane di tensioni sul contratto da 200 milioni di dollari siglato la scorsa estate, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha fissato un ultimatum: Anthropic ha tempo fino alle 17:01 di venerdì per accettare i termini del Dipartimento della Difesa, pena conseguenze concrete.
Le minacce sul tavolo sono due. La prima: classificare Anthropic come “rischio per la supply chain”, una designazione solitamente riservata ad avversari stranieri, non a fornitori americani.
La seconda è più pesante sul piano dei precedenti: invocare il Defense Production Act (DPA) per costringere l’azienda a mettere la propria tecnologia a disposizione dell’esercito, indipendentemente dalla sua volontà.
Il DPA è una legge che conferisce al presidente poteri straordinari in nome della sicurezza nazionale. Fu usata durante la pandemia di Covid-19 per obbligare General Motors e 3M a produrre rispettivamente respiratori e mascherine.
Usarla per piegare una società tecnologica su una disputa etica sarebbe, secondo gli esperti, qualcosa di inedito. Jerry McGinn, direttore del Center for Strategic and International Studies per le questioni della base industriale, ha messo in dubbio che il DPA sia mai stata applicato in questo modo.
Il caso Venezuela
Nel mezzo delle trattative è emerso un dettaglio che ha cambiato il peso della discussione. Claude sarebbe stato utilizzato in un’operazione classificata in Venezuela, attraverso la partnership di Anthropic con Palantir Technologies, i cui strumenti sono ampiamente usati dal Dipartimento della Difesa e dalle forze dell’ordine federali.
Stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, Anthropic non era a conoscenza dei dettagli dell’operazione: un dipendente dell’azienda ha dovuto chiedere a una controparte di Palantir come fosse stato impiegato il loro modello.
Le policy d’uso di Anthropic vietano esplicitamente a Claude di essere utilizzato per facilitare la violenza o condurre operazioni di raccolta dati su cittadini americani.
La posizione di Anthropic
Il CEO Dario Amodei ha mantenuto la propria posizione nell’incontro diretto con Hegseth di ieri, sostenendo che i due limiti richiesti dall’azienda (niente sistemi d’arma completamente autonomi, niente raccolta di dati su larga scala sui cittadini americani), non impedirebbero al Dipartimento della Difesa di svolgere il proprio lavoro.
Secondo Reuters, Anthropic non ha intenzione di allentare le proprie restrizioni ed è pronta a rinunciare al contratto.
Il Pentagono ha risposto che l’uso militare della tecnologia deve essere disciplinato dalla legge americana e dai limiti costituzionali, non dalle policy d’uso dei contractor privati.
Il problema del “single-vendor”
C’è però un elemento che complica la postura aggressiva del Pentagono. Anthropic è l’unico laboratorio di IA di frontiera con accesso classificato ai sistemi del Dipartimento della Difesa (DOD). Non esiste attualmente un’alternativa operativa: l’accordo con xAI di Elon Musk per i sistemi classificati sarebbe in corso, ma “non è ancora attivo.
Dean Ball, senior fellow della Foundation for American Innovation ed ex consigliere sulla politica dell’IA nella Casa Bianca di Trump, ha dichiarato a TechCrunch che se Anthropic cancellasse il contratto, sarebbe un problema serio per il DOD. “Il DOD non ha alternative. Questa è una situazione con un unico fornitore. Non possono risolvere questo problema dall’oggi al domani”.
Ball ha anche segnalato che il Pentagono si troverebbe in violazione di un Memorandum sulla sicurezza nazionale dell’ultima amministrazione Biden, che indicava alle agenzie federali di evitare la dipendenza da un unico sistema di IA classificato.
Il contesto politico
Lo scontro s’inserisce in un clima di attrito ideologico. David Sacks, lo “zar dell’IA” nominato dalla Casa Bianca, ha pubblicamente criticato le politiche di sicurezza di Anthropic definendole “woke.”
Ball offre una lettura più sistemica: “Qualsiasi investitore o manager aziendale ragionevole guarderà a questo e penserà che gli Stati Uniti non sono più un posto stabile in cui fare affari. Sarebbe il governo che dice: se non sarai d’accordo con noi politicamente, cercheremo di metterti fuori dal mercato”.
Anthropic intanto rimane l’unica grande azienda di IA di frontiera in conflitto aperto col Dipartimento della Difesa. OpenAI e Google collaborano con l’apparato militare statunitense apparentemente senza frizioni contrattuali.
L’esito della vicenda, e l’eventuale applicazione del DPA, potrebbe stabilire un precedente importante su quanto spazio hanno le aziende tecnologiche per imporre limiti etici vincolanti all’uso dei propri prodotti, anche quando dall’altra parte del tavolo siede il governo.
Fonti: The Washington Post, Wall Street Journal, Axios, TechCrunch, Reuters


