Il passaporto arriva su iPhone (ma solo negli USA)

by | 13 Nov 2025 | Tecnologia

Foto: Apple
Tempo di lettura: 3 minuti

Apple ha compiuto un passo che negli Stati Uniti sta già facendo notizia e che, visto da qui, anticipa una trasformazione che prima o poi arriverà anche in Europa. L’azienda ha infatti iniziato a distribuire un Digital ID basato sul passaporto direttamente su iPhone e Apple Watch, permettendo ai viaggiatori americani di superare i controlli aeroportuali mostrando soltanto il proprio telefonino.

La novità resta confinata ai voli domestici: il passaporto fisico continua a essere obbligatorio per qualsiasi viaggio internazionale e per ogni attraversamento di frontiera.

Il Digital ID è dunque una comodità aggiuntiva, non un sostituto del documento tradizionale. Ma rappresenta una conferma di dove Apple vuole arrivare: sostituire completamente il portafoglio fisico, integrando nell’app Wallet ogni documento, carta o certificazione che oggi porta con sé un ingombro reale e, soprattutto, un rischio in caso di furto e/o smarrimento. Per utilizzare i documenti salvati su iPhone, lo ricordiamo, è infatti necessario un controllo biometrico.

Apple: identità, pagamenti e automazione quotidiana

La mossa si inserisce nel progetto, ormai decennale, con cui Apple ha trasformato Wallet da semplice contenitore di carte digitali a snodo centrale dell’identità digitale dell’utente.

Prima i pagamenti con Apple Pay, poi le chiavi dell’auto, i badge aziendali, le carte di imbarco, le polizze assicurative, i biglietti dei concerti. Ogni elemento del quotidiano sta progressivamente diventando un’informazione crittografata, replicabile su più dispositivi e gestita da un sistema che Apple presenta come custodito, inattaccabile e controllabile soltanto dall’utente tramite biometria.

L’introduzione del passaporto digitale, pur non sostituendo quello fisico, indica chiaramente dove punta la piattaforma. L’obiettivo finale è rendere l’iPhone e, per estensione, l’ecosistema Apple, il centro operativo della nostra identità, sia nella vita offline sia in quella digitale.

Un modello americano che in Europa non esiste

Per il pubblico europeo, e quindi italiano, la novità non è ancora utilizzabile e appare lontana, ma ci è sembrato interessante parlarne perché mostra la velocità con cui negli Stati Uniti sta cambiando l’approccio all’identificazione personale.

Le procedure operative diffuse da Apple servono soprattutto a sottolineare la sicurezza del processo, fondata sulla crittografia e sull’autenticazione biometrica.

Da noi, però, il quadro è completamente diverso: l’infrastruttura digitale dell’identità poggia su sistemi governativi come SPID, CIE e sui progetti europei dell’European Digital Identity Wallet, che avranno un ruolo normativo e istituzionale ben più marcato rispetto a quello che Apple può avere negli USA.

Questo rende ancora più evidente la distanza tra il modello americano, lasciato spesso all’iniziativa dei Big Tech, e quello europeo, che impone controlli più rigidi su privacy, interoperabilità e gestione dei dati sensibili.

Proprio questa differenza rende però la mossa di Apple rilevante: il settore privato, come sempre, sta correndo più rapidamente dei governi e sta disegnando un probabile orizzonte in cui la gestione dell’identità digitale sarà un terreno di competizione industriale.

Il portafoglio che scompare

L’introduzione del Digital ID basato sul passaporto traccia un futuro in cui i documenti di plastica (se non ancora di carta) entreranno a far parte di ecosistemi digitali.

È il futuro in cui Apple sta investendo, consapevole che controllare il nodo principale dell’identità personale significa ridefinire il rapporto tra utente e dispositivo, e, in ultima analisi, tra utente e piattaforma.

Se oggi negli Stati Uniti i viaggiatori possono già iniziare a lasciare nel cassetto parte dei propri documenti, domani questa dinamica potrebbe estendersi altrove. L’Europa seguirà modelli diversi ma non potrà ignorare la spinta di un mercato che va verso un’identificazione sempre più fluida, immediata e integrata.

La traiettoria insomma appare chiara: il portafoglio, come oggetto fisico, sta perdendo rilevanza. E la corsa a sostituirlo non è certo finita.

Fonte: Axios

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