Xpeng scommette sulla “low-altitude economy” e quota le auto volanti in borsa

da | 14 Gen 2026 | Aerospace, Automotive, Business

Tempo di lettura: 3 minuti

JPMorgan Chase e Morgan Stanley sono al lavoro per portare in borsa le auto volanti cinesi. Xpeng, colosso dell’elettrico con sede a Guangzhou, ha infatti ingaggiato i due giganti di Wall Street per preparare l’offerta pubblica iniziale di Xpeng Aeroht, la sua divisione dedicata alla mobilità aerea.

La quotazione, secondo fonti vicine all’operazione, dovrebbe avvenire a Hong Kong già entro la fine dell’anno. La documentazione è stata depositata in via riservata, le trattative sono in corso e il piano potrebbe ancora subire modifiche.

Già lo scorso anno diverse banche erano state invitate a presentare proposte per un ruolo nell’operazione, con l’ipotesi di una quotazione alternativa negli Stati Uniti. La scelta di Hong Kong, in un clima di crescenti tensioni sui mercati dei capitali tra Washington e Pechino, appare tutt’altro che casuale.

Chi è Xpeng

Per chi non la conoscesse, Xpeng è tra i protagonisti della rivoluzione elettrica cinese. Fondata nel 2014, l’azienda si è affermata come uno dei principali produttori di veicoli elettrici della Repubblica Popolare, distinguendosi per l’integrazione avanzata di software di guida autonoma.

A guidarla c’è He Xiaopeng, imprenditore tech che ne è presidente, amministratore delegato e azionista di riferimento anche nella divisione Aeroht.

Negli ultimi dodici mesi il titolo Xpeng ha guadagnato il 69%, portando la capitalizzazione di mercato a circa 19 miliardi di dollari. La strategia dell’azienda è chiara: consolidare il business automobilistico, espandersi negli ibridi a range esteso e usare i profitti come trampolino per tecnologie di frontiera. Le auto volanti rappresentano la scommessa più ambiziosa.

Cos’è la low-altitude economy

Dietro l’IPO di Xpeng Aeroht c’è una parola d’ordine che a Pechino ripetono sempre più spesso: low-altitude economy, l’economia a bassa quota.

Si tratta di un’etichetta che racchiude tutte le attività commerciali nello spazio aereo sotto i mille metri, quello popolato da droni per le consegne, velivoli per la logistica e, appunto, taxi volanti.

Il governo cinese ha fatto di questo settore una priorità strategica, inserendolo nei piani di sviluppo industriale con incentivi, semplificazioni normative e investimenti pubblici.

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L’obiettivo è duplice: creare un nuovo mercato interno ad alto valore aggiunto e posizionare le aziende cinesi come leader globali in una tecnologia che promette di ridisegnare la mobilità urbana.Per Xpeng Aeroht, recentemente ribattezzata Aridge sui mercati internazionali, è l’occasione per cavalcare un’onda politica oltre che tecnologica.

La fabbrica dei sogni volanti

L’ambizione industriale di Xpeng Aeroht ha già una forma concreta, con uno stabilimento a Guangzhou progettato per sfornare un velivolo ogni trenta minuti a pieno regime.

Le prime consegne ai clienti sono previste per la fine del 2026, quando il primo modello di serie dovrebbe uscire dalle linee di produzione.

Nel 2024 la divisione ha raccolto 150 milioni di dollari in un round di finanziamento, risorse che hanno accelerato lo sviluppo tecnologico e l’allestimento della capacità produttiva.

La quotazione a Hong Kong servirà a reperire i capitali necessari per passare dalla fase sperimentale a quella industriale, trasformando un progetto visionario in un business scalabile.

Una scommessa sul futuro della mobilità

L’operazione Xpeng Aeroht racconta qualcosa di più ampio di una semplice IPO. Mostra come l’industria automobilistica cinese stia evolvendo oltre i confini tradizionali del settore, ibridando competenze elettriche, software di guida autonoma e ingegneria aeronautica.

La scelta di affidarsi a banche americane per una quotazione asiatica riflette la complessità di navigare mercati finanziari sempre più frammentati lungo linee geopolitiche.

Se le auto volanti diventeranno davvero un mercato di massa, la Cina vuole arrivarci per prima. E Xpeng, con questa mossa, vuole essere l’apripista.

Fonte: Bloomberg

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