SpaceX ha appena firmato una delle operazioni più clamorose nella storia recente di Wall Street. La quotazione da 75 miliardi di dollari ha attirato una domanda enorme, sebbene la corsa iniziale del titolo si sia già sgonfiata. Ddopo il balzo del debutto, le azioni sono scese visibilmente, pur restando sopra il prezzo di collocamento.
Il mercato continua comunque a guardare alla nuova SpaceX come a qualcosa di molto più grande di una società spaziale. Dentro ci sono i razzi, Starlink, le comunicazioni satellitari e xAI. In pratica, una parte enorme dell’impero industriale di Elon Musk.
Proprio in mezzo a questa fase così delicata è arrivata una bocciatura pesante. MSCI, uno dei più importanti fornitori di indici finanziari al mondo, ha assegnato a SpaceX il rating ESG più basso possibile: CCC.
ESG è la sigla usata per valutare tre aree: l’impatto ambientale di una società, il modo in cui gestisce le ricadute sociali della propria attività e la qualità della sua governance, cioè il modo in cui l’azienda è controllata e amministrata.
Il punteggio assegnato a SpaceX è il gradino finale della scala, quello riservato alle società considerate in forte ritardo rispetto al proprio settore nella gestione di questi rischi.
Nel caso SpaceX, il problema principale è la governance. Il cuore della bocciatura riguarda infatti la struttura di controllo dell’azienda, i diritti degli azionisti, l’indipendenza del consiglio di amministrazione, i possibili conflitti di interesse e la supervisione sulle remunerazioni.
SpaceX e il paragone con la Russia
Il raffronto più forte di questa bocciatura lo fornisce il Finacial Times, nel momento in cui ricorda che il rating CCC assegnato a SpaceX è lo stesso livello attribuito da MSCI alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022.
Prima della guerra, va ricordato, la Russia aveva un rating ESG governativo BBB. Dopo l’invasione dell’Ucraina, MSCI l’ha tagliato prima a B e poi a CCC nel giro di pochi giorni, portandolo al livello più basso della scala.
Accostare SpaceX a una nazione che muove guerra può funzionare come titolo, ma rischia di trasformare un giudizio tecnico sulla governance in un’etichetta morale. Ed è proprio qui che il discorso ESG diventa ambiguo: se il dato viene raccontato con paragoni troppo carichi, diventa più facile liquidarlo come una battaglia ideologica contro Musk.
Cosa che infatti il diretto interessato ha già fatto, quando nel 2022 Tesla è stata esclusa dall’S&P 500 ESG Index e lui ha definito l’ESG una “truffa”, sostenendo che fosse stato trasformato in un’arma da “falsi guerrieri della giustizia sociale”.
MSCI: la governance è il problema
La valutazione di MSCI è arrivata l’11 giugno, un giorno prima dell’offerta pubblica iniziale. Secondo il Financial Times, investitori e analisti avevano già sollevato dubbi sugli standard di governance di SpaceX: struttura azionaria, limitazione dei diritti degli azionisti, concentrazione del controllo nelle mani degli insider, possibili conflitti di interesse e mancanza di indipendenza del board.
La società ha ottenuto anche un punteggio di uno su dieci nella categoria “controversie” di MSCI, accompagnato da una “bandiera arancione”.
Nella metodologia di MSCI, questo segnale indica il coinvolgimento indiretto in controversie molto gravi in corso, oppure il coinvolgimento diretto in controversie gravi.
La “bandiera rossa”, ancora più pesante e viene assegnata solo nei casi in cui l’azienda sia direttamente coinvolta in controversie molto gravi ancora aperte.
Frédéric Ducoulombier, programme director del Climate Institute della business school Edhec, ha definito il caso SpaceX “molto vicino a una storia dell’orrore sulla governance” per gli investitori dei mercati pubblici.
È una frase dura che fotografa il cuore del problema: SpaceX piace moltissimo al mercato per ciò che promette di diventare ma lascia aperte molte domande su come sia governata oggi.
Il mercato: la governance è un problema?
La parte più interessante della vicenda è che il rating ESG non ha cambiato nulla. SpaceX ha raccolto 75 miliardi di dollari e il titolo è salito dopo la quotazione.
Gli investitori sapevano già che cosa stavano comprando: controllo concentrato, struttura complessa, forte dipendenza dalla figura del fondatore e intreccio tra business diversi, dai razzi all’IA. Il che ridimensiona il peso concreto del rating ESG almeno su una parte del mercato.
Quando davanti agli investitori c’è una società percepita come centrale nella prossima fase dell’economia tecnologica, molti sembrano disposti ad accettare rischi di governance che in altri casi peserebbero di più. SpaceX non è stata valutata solo per i suoi conti ma per la promessa industriale costruita attorno a Starlink, allo spazio e a xAI.
Il rating resta però importante per un altro pezzo del mercato: fondi europei, asset manager con vincoli di sostenibilità e investitori istituzionali che applicano filtri ESG più rigidi.
Secondo il Financial Times, tra i gestori europei è già nato un dibattito sulla compatibilità di SpaceX con le regole continentali sulla trasparenza in materia di sostenibilità. In gioco ci sono fondi che gestiscono oltre 6.500 miliardi di euro.
Fonte: Financial Times


