La domanda per la vendita di azioni di SK Hynix negli Stati Uniti ha superato di oltre sette volte le quote disponibili, secondo una persona a conoscenza della vicenda citata da Reuters. Il dato conferma l’enorme appetito degli investitori per una delle aziende più importanti della catena di fornitura dell’intelligenza artificiale. L’offerta del produttore sudcoreano di chip di memoria, che finanzierà nuovi stabilimenti e macchinari per far fronte alla domanda crescente di chip per l’IA, si candida a diventare la seconda maggiore vendita di azioni della storia, dietro solo all’IPO record da 85,7 miliardi di dollari di SpaceX del mese scorso.
SK Hynix ha rifiutato di commentare, mentre la fonte ha preferito restare anonima perché i dettagli dell’operazione sono ancora riservati. Le azioni della società, quotate alla Borsa di Seoul, sono salite del 6% nella seduta di giovedì mattina. Il prezzo definitivo dell’offerta, secondo quanto riferito agli investitori dagli istituti che gestiscono il collocamento, era atteso dopo la chiusura del mercato coreano, con le allocazioni finali comunicate in serata secondo l’orario statunitense. La notizia della sottoscrizione multipla era stata anticipata in giornata da Bloomberg.
SK Hynix e il debutto al Nasdaq
Il collocamento porta le azioni di SK Hynix a essere scambiate al Nasdaq con il simbolo SKHY a partire dal 10 luglio, sotto forma di American Depositary Receipt: ogni azione ordinaria quotata a Seoul corrisponde a dieci ADR. Il prezzo indicativo per ciascun titolo è stato fissato a 242.500 won, circa 158 dollari, per un’operazione che al prezzo di collocamento vale complessivamente attorno ai 29 miliardi di dollari, la maggiore vendita di azioni sul mercato statunitense mai realizzata da una società straniera. A guidare il collocamento sono Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs e JPMorgan, insieme ad altri istituti coinvolti nell’operazione. Tutti i proventi, secondo quanto comunicato dall’azienda, saranno destinati a nuovi impianti produttivi in Corea del Sud, tra cui il primo stabilimento del cluster di semiconduttori di Yongin e la fabbrica di packaging avanzato P&T7 di Cheongju, e si inseriscono nel piano nazionale sudcoreano per dominare il mercato dei chip.
La corsa all’IA e il ruolo di Hynix
SK Hynix è diventata il principale fornitore di chip di memoria ad alta larghezza di banda, gli HBM, per Nvidia: un traguardo maturato in quattordici anni di scommesse tecnologiche che le sono valse per lungo tempo scetticismo e critiche, prima di portarla al centro della corsa globale all’intelligenza artificiale. Anche se i titoli dei semiconduttori hanno perso slancio nelle ultime settimane a livello globale, aziende come SK Hynix e la rivale Samsung Electronics restano su guadagni storici, sostenute da una domanda che sembra inesauribile per i chip destinati ai data center IA. Le azioni di SK Hynix sono scese di circa un quarto nelle ultime due settimane, ma restano comunque in rialzo del 680% negli ultimi dodici mesi. A fine maggio la società aveva già superato per la prima volta la soglia dei mille miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, diventando la terza azienda asiatica dopo TSMC e Samsung Electronics a raggiungere questo traguardo. Secondo Reuters, SK Hynix controlla circa il 57% delle entrate globali generate dai chip HBM, quota che si divide il resto tra Samsung e Micron Technology.
Un’ondata di debutti a Wall Street
Il collocamento di SK Hynix arriva in un periodo particolarmente intenso per le nuove quotazioni sul mercato statunitense, con i debutti di OpenAI e Anthropic attesi entro fine anno oltre a quello, già avvenuto il mese scorso, di SpaceX. Nvidia, che ha definito SK Hynix il suo principale partner per le memorie, ha inoltre siglato di recente un accordo pluriennale con l’azienda coreana per lo sviluppo di chip di nuova generazione destinati ai supercomputer per l’IA Vera Rubin e alle CPU Vera.
Fonte: Reuters


