Criptovalute e rublo digitale: la Russia prova a liberarsi dal giogo dell’Occidente

by | 18 Lug 2024 | Politica, Business, Tech War

Tempo di lettura: 2 minuti

L’esclusione di molte banche russe dal sistema SWIFT, le restrizioni sui pagamenti e il congelamento di asset all’estero hanno significativamente ostacolato il commercio internazionale del paese.

In risposta a queste sfide, l’organismo di controllo antiriciclaggio russo ha recentemente dichiarato che il paese dovrebbe accelerare lo sviluppo delle infrastrutture necessarie per i pagamenti in criptovalute, pur valutando attentamente i rischi associati. Questa proposta giunge in vista di un imminente voto parlamentare sulla legislazione relativa agli asset digitali, previsto per il 23 luglio.

Yuri Chekhanchin, responsabile dell’organismo di controllo, ha sottolineato che questa è “un’esigenza delle aziende, soprattutto nei casi che coinvolgono meccanismi sanzionatori”. Ha inoltre evidenziato i rischi legati alla scarsa legislazione sulle criptovalute in alcuni paesi e ha affermato che il suo organo dovrebbe avere il potere di bloccare le transazioni che violano la legge russa.

Il presidente Vladimir Putin, intervenendo a una riunione governativa sull’uso delle valute digitali, ha elogiato l‘introduzione sperimentale di un rublo digitale. Ha anche menzionato i negoziati in corso con Iran, Cina e Bielorussia per collegare i sistemi di valuta digitale, facilitando così le transazioni bilaterali tra paesi sanzionati.

Putin ha inoltre sollevato preoccupazioni riguardo all’elevato consumo energetico delle attività di mining di criptovalute, suggerendo che la regolamentazione delle tasse e delle tariffe elettriche per queste attività dovrebbe essere inclusa nella nuova legge.

Parallelamente, i BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) stanno esplorando la creazione di una valuta comune per il commercio intra-BRICS. Questa iniziativa, annunciata nel 2023, mira a ridurre la dipendenza dal dollaro americano nelle transazioni tra i membri e potenzialmente altri paesi in via di sviluppo. Non si tratta però di una criptovaluta tradizionale, ma piuttosto di una valuta di riserva o un sistema di pagamenti alternativo, probabilmente gestito centralmente dalle banche centrali dei BRICS.

Mentre le criptovalute non sono attualmente ammesse per i pagamenti all’interno della Russia, la nuova legislazione potrebbe aprire la strada al loro uso nelle transazioni internazionali. Questo rappresenterebbe un potenziale cambiamento significativo nella strategia economica del paese, mirando ad aggirare le restrizioni imposte dalle sanzioni e a mantenere i flussi commerciali con i partner chiave come Cina, India, Emirati Arabi Uniti e Turchia.

La realizzazione di questi progetti comporta sfide significative, tra cui le differenze economiche tra i paesi coinvolti e la necessità di un’infrastruttura finanziaria comune. Tuttavia, queste iniziative riflettono il crescente desiderio della Russia e dei suoi alleati di aumentare la loro influenza economica globale e ridurre la vulnerabilità alle sanzioni occidentali.

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