L’annuncio ufficiale ancora non è arrivato, ma le trattative sono in corso. E, in alcuni casi, sono già andate a segno.
Secondo quanto dichiarato a Reuters dal CEO di Perplexity AI, Aravind Srinivas, la startup che sfida Google nel campo della ricerca con un motore interamente basato sull’intelligenza artificiale sta cercando di convincere i produttori di dispositivi mobili a preinstallare il suo nuovo browser Comet sugli smartphone.
Un’impresa tutt’altro che banale, visto che si tratta di sfidare Chrome in casa sua, ma che potrebbe cambiare radicalmente gli equilibri dell’ecosistema mobile.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: superare l’inerzia che da anni lega miliardi di utenti al browser di Google, sfruttando il vantaggio competitivo della preinstallazione per innescare abitudini nuove e spingere l’adozione degli strumenti IA proprietari.
“Non è facile convincere gli OEM a sostituire Chrome come browser predefinito”, ha ammesso Srinivas, “ma è una mossa cruciale se vogliamo portare Comet nelle mani di centinaia di milioni di persone”.
Motorola è già a bordo, Samsung tratta (e investe)
In realtà, alcune trattative sono già arrivate a buon fine. Come da noi anticipato lo scorso aprile, Perplexity ha già siglato un accordo con Motorola per la preinstallazione del suo assistente AI sui nuovi modelli Razr pieghevoli e altri dispositivi Android.
L’integrazione sarà profonda: l’assistente avrà un’interfaccia dedicata, accesso rapido dal launcher e un posizionamento strategico all’interno dell’esperienza d’uso.
Samsung, invece, è ancora in fase di trattativa: Bloomberg e altre fonti affermano che Samsung sta per finalizzare un deal ampio con Perplexity, includendo sia un’importante partecipazione finanziaria (contributo stimato intorno ai 500 milioni di dollari) sia l’integrazione delle tecnologie AI di Perplexity nei dispositivi Galaxy, nel browser Samsung Internet e in Bixby.
L’obiettivo è rendere Perplexity una delle opzioni predefinite per l’assistente AI nei Galaxy S26, previsto per il primo semestre del 2026, e possibilità concreta che venga preinstallato nei modelli futuri. Il deal potrebbe essere ufficializzato già entro quest’anno, secondo alcune fonti, tuttavia alcuni dettagli sono ancora in via di definizione e nulla è ancora formalmente confermato dalle aziende.
Comet non è un browser, è una piattaforma agentica
Comet, disponibile per ora solo in versione beta e per desktop, non si limita a interpretare il ruolo del browser classico.
È pensato come una vera interfaccia AI che integra il motore di Perplexity e agisce direttamente sulle informazioni personali dell’utente: email, calendari, cronologia di navigazione.
Può rispondere a domande, organizzare appuntamenti, scrivere testi, fare ricerche e riassunti, automatizzare operazioni complesse. In prospettiva, potrebbe diventare il centro nevralgico della produttività digitale.
Non a caso, Srinivas ha definito Comet “una lente intelligente per leggere il mondo”, capace di raccogliere e interpretare in tempo reale tutti i dati con cui interagiamo online.
Un approccio tanto potente quanto invasivo, che solleva interrogativi sulla privacy e sul controllo dell’esperienza utente.
L’AI Phone con Deutsche Telekom
Le ambizioni di Perplexity non si fermano alla distribuzione software. Come abbiamo scritto a marzo, l’azienda sta già lavorando a un proprio dispositivo, un “AI Phone” sviluppato in collaborazione con Deutsche Telekom (T-Mobile).
Il telefono integrerà nativamente l’assistente IA di Perplexity, accessibile anche dalla schermata di blocco e in grado di gestire attività come shopping, email, calendario e note vocali. Sarà alimentato da tecnologie esterne come Google Cloud AI, Picsart e ElevenLabs, ma il cuore sarà l’agente cognitivo sviluppato internamente, progettato per agire in autonomia in risposta a prompt semplici.
Apple osserva e valuta
Sul fronte opposto, anche Apple sta guardando con attenzione alla crescita esplosiva della startup. Secondo le indiscrezioni che abbiamo riportato a giugno, a Cupertino si discute se aprire una partnership strategica con Perplexity, magari per integrare le sue tecnologie in Siri o Safari.
Ma c’è anche chi sostieme che Tim Cool potrebbe spingersi fino a un’acquisizione vera e propria, per colmare il ritardo nell’intelligenza artificiale generativa e agentica rispetto a Google e OpenAI. Nulla è deciso, ma il solo fatto che l’ipotesi sia in discussione è indicativo del peso che Perplexity ha acquisito in pochi mesi.
Perplexity, i nemico è Chrome (e l’abitudine)
A oggi, Chrome domina il mercato dei browser mobili con circa il 70% di quota, seguito da Safari e dal browser Samsung che insieme arrivano a un altro 24%. Ma la storia della tecnologia è piena di casi in cui un nuovo paradigma ha spazzato via una posizione di rendita.
Il team di Perplexity lo sa bene, e per questo punta a sfruttare ogni canale possibile (preinstallazione, partnership, dispositivi proprietari), per costruire un ecosistema dove l’AI non sia solo un’opzione ma l’interfaccia di default.


