OpenAI pronta ad acquistare Chrome

by | 24 Apr 2025 | Tecnologia

Tempo di lettura: 3 minuti

Il dirigente di OpenAI, Nick Turley, ha dichiarato al processo antitrust in corso a Washington che OpenAI sarebbe interessata ad acquistare Google Chrome, nel caso in cui le autorità antitrust forzassero Alphabet a vendere il suo popolare browser web.

Questo scenario potrebbe realizzarsi come parte di un’azione volta a ripristinare la concorrenza nel mercato della ricerca online, cui abbiamo anche dedicato la nostra newsletter lo scorso weekend.

La testimonianza si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso il predominio di Google nella ricerca su internet, considerato un monopolio dalla giustizia statunitense.

La dichiarazione di Turley, che ricopre il ruolo di capo del prodotto di ChatGPT, arriva mentre il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti cerca di obbligare Google ad adottare misure drastiche per affrontare il suo dominio nel settore della ricerca online.

Secondo i procuratori, l’attuale monopolio di Google potrebbe estendersi anche all’intelligenza artificiale, favorendo la sua capacità di indirizzare gli utenti verso il motore di ricerca attraverso i suoi prodotti di IA.

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OpenAI in cerca di alleanze per migliorare il suo prodotto

Nel corso della sua testimonianza, Turley ha fatto riferimento a una proposta fatta da OpenAI a Google, rifiutata dal colosso di Mountain View.

OpenAI aveva infatti tentato di ottenere l’accesso alla tecnologia di ricerca di Google per potenziarne il proprio chatbot, ma Google aveva rifiutato, ritenendo che un accordo simile avrebbe comportato troppe interazioni coi concorrenti.

ChatGPT attualmente si affida infatti alla tecnologia di ricerca di Microsoft, Bing, per rispondere alle richieste degli utenti.

La proposta di OpenAI era volta a migliorare l’affidabilità e l’accuratezza delle risposte fornite da ChatGPT, attraverso l’integrazione con l’API di Google.

“Crediamo che avere più partner, e in particolare l’API di Google, ci permetterebbe di offrire un prodotto migliore agli utenti”, ha dichiarato OpenAI nella sua comunicazione.

Il fatto che OpenAI, che a Microsoft è legata a doppio filo, preferisca l’API di Google per la sua ricerca non è esattamente un attestato di stima per Bing.

Ma a queste cose ormai Satya Nadella sarà abituato (vi invitiamo in tal senso a leggere la parte conclusiva della news che trovate qui sotto)…

Chrome e la azioni antitrust di Google

Nel contesto di una possibile ripresa della concorrenza nel mercato della ricerca online, il Dipartimento di Giustizia sta cercando di forzare Google a rendere disponibili i suoi dati di ricerca ai concorrenti, come uno dei modi per creare condizioni più eque.

Secondo Turley, una simile misura potrebbe accelerare gli sforzi per migliorare ChatGPT, che dipende in larga misura da informazioni aggiornate per fornire risposte precise alle domande degli utenti.

Nel frattempo, la battaglia legale potrebbe avere anche implicazioni per l’evoluzione futura dei prodotti di IA generativa, con Big Tech e startup in competizione per sviluppare applicazioni più sofisticate.

Google, però, ha ribadito che la concorrenza in questo settore è forte, con altre aziende come Meta e Microsoft che offrono soluzioni analoghe.

Accordi esclusivi e il futuro di Google

Un altro tema centrale emerso durante il processo riguarda gli accordi esclusivi che Google aveva stipulato con alcuni produttori di dispositivi, come Samsung, per mantenere il proprio motore di ricerca come predefinito sui nuovi dispositivi.

Recenti sviluppi mostrano però che Google ha modificato tali accordi, consentendo ai produttori di dispositivi di installare anche app concorrenti per la ricerca.

Questi cambiamenti sono interpretabili come un tentativo di adattarsi alle pressioni legali e potrebbero rappresentare una possibile via per risolvere le problematiche legate al monopolio.

In un contesto dunque in cui l’IA e la ricerca online sono al centro della competizione tra i giganti tecnologici, le mosse di Google e OpenAI potrebbero segnare una svolta importante per il futuro dell’industria.

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