OpenAI porterà l’IA a Cannes con Critterz

by | 9 Set 2025 | IA

Tempo di lettura: 3 minuti

Hollywood potrebbe veder cambiare per sempre il modo in cui vengono realizzati i film.

OpenAI ha infatti deciso di partecipare alla produzione di Critterz, un lungometraggio nato in gran parte dall’uso di strumenti di intelligenza artificiale generativa, con l’obiettivo di portarlo in anteprima al Festival di Cannes del prossimo maggio.

La mossa rappresenta il tentativo più ambizioso finora di dimostrare che l’IA può ridurre drasticamente tempi e costi di produzione, sfidando le logiche consolidate dell’industria cinematografica.

Un’idea nata da DALL-E

Alla base di Critterz c’è l’intuizione di Chad Nelson, creative specialist di OpenAI. Tre anni fa, mentre sperimentava il nuovo strumento di generazione di immagini DALL-E, iniziò a tratteggiare personaggi di piccole creature che abitavano una foresta. L’idea, nata come un esercizio creativo e trasformata in un cortometraggio nel 2023, ha così preso corpo fino a diventare un lungometraggio a tutti gli effetti.

Ora il progetto si è ampliato grazie alla collaborazione con Vertigo Films di Londra e lo studio californiano Native Foreign. James Richardson, co-fondatore di Vertigo, ha spiegato che l’obiettivo è completare la produzione in soli nove mesi, contro i tre anni che servono in media a Hollywood.

«Non mi era mai capitato in vita mia di iniziare un film senza avere idea di cosa stia per succedere», ha confidato, definendolo «un esperimento enorme e molto ambizioso».

Tempi record e budget ridotto

Il budget complessivo di Critterz non supera i 30 milioni di dollari, una cifra che appare quasi simbolica rispetto agli standard dei film d’animazione americani, spesso superiori ai 100 milioni.

Il risparmio deriva dall’uso massiccio degli strumenti OpenAI, da GPT-5 ai modelli di generazione di immagini, che permettono di velocizzare fasi tradizionalmente lunghe come la creazione degli storyboard o l’elaborazione degli scenari.

Il team, comunque, non intende rinunciare al contributo umano: attori professionisti doppieranno i personaggi, mentre artisti specializzati realizzeranno gli schizzi destinati a essere trasformati dall’IA in sequenze animate.

«OpenAI può dire per tutto il giorno cosa fanno i suoi strumenti ma è molto più efficace se qualcuno li utilizza», ha detto Nelson. «Critterz sarà un caso di studio molto migliore rispetto a me che realizzo una demo».

La diffidenza di Hollywood verso l’IA

Se da un lato l’entusiasmo per le nuove tecnologie cresce, dall’altro l’industria cinematografica resta prudente.

Disney e Netflix hanno già sperimentato strumenti di IA per attività di produzione, marketing e ottimizzazione dell’esperienza utente, ma i sindacati degli attori e degli sceneggiatori continuano a vedere nella tecnologia una minaccia diretta al lavoro dei loro iscritti.

Non è un caso che le major abbiano scelto la via legale per proteggere le proprie proprietà intellettuali. A giugno Disney e Universal hanno fatto causa a Midjourney, accusata di copiare personaggi e opere protette da copyright.

La scorsa settimana invece anche Warner Bros. Discovery ha presentato una denuncia simile. Midjourney ha respinto le accuse ma la tensione è evidente: Hollywood teme che un’adozione indiscriminata dell’IA possa erodere le fondamenta su cui si regge il suo business.

Critterz e il nodo del copyright

Il tema della proprietà intellettuale è comunque centrale anche per Critterz. Negli Stati Uniti le opere generate interamente dall’IA non sono infatti tutelabili dal diritto d’autore, il che rappresenta un rischio enorme per chi voglia investire milioni in un prodotto creativo.

Nik Kleverov, co-fondatore di Native Foreign, ha però spiegato che l’impiego di artisti e attori umani per alcune parti del film consentirà di garantire la protezione legale del progetto.

Una strategia ibrida che potrebbe fare scuola a livello legale, tracciando una via per altre produzioni che vogliano sperimentare con l’intelligenza artificiale senza perdere le tutele giuridiche. E che spiega perché Critterz non voglia rinunciare al contributo umano di cui scrivevamo poco sopra.

La scommessa di OpenAI

Appare allora chiaro che, per OpenAI, Critterz non è solo un film ma un banco di prova per convincere Hollywood che l’IA può generare contenuti degni del grande schermo.

L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato ridurre i costi e i tempi di produzione, dall’altro ampliare la platea di chi può creare contenuti, abbassando drasticamente le barriere di ingresso. Il rischio però resta alto. Portare nelle sale un film animato originale, senza un brand consolidato alle spalle, è una scommessa già difficile per gli studios tradizionali.

Nel caso di Critterz, la sfida è ancora più ambiziosa: persuadere un pubblico sempre meno incline a frequentare le sale cinematografiche che valga la pena acquistare un biglietto per un film realizzato in gran parte da un algoritmo. Un’arma a favore potrebbe però essere la curiosità, perché l’idea di assistere al primo vero lungometraggio animato generato dall’IA potrebbe rivelarsi un richiamo irresistibile.

Che comunque ci riesca o meno, la mossa di OpenAI segna un punto di svolta: Critterz non sarà soltanto un film ma il simbolo della battaglia tra vecchio e nuovo, tra Hollywood e l’intelligenza artificiale.

Se dovesse avere successo, potrebbe aprire la strada a una nuova stagione del cinema. Se invece dovesse fallire, resterà comunque il primo esperimento di portata globale di un’IA che non vuole limitarsi a scrivere testi o generare immagini, ma che ambisce a conquistare il grande schermo.

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