Netflix sperimenta l’IA di Runway per la produzione video

by | 22 Lug 2025 | IA

Tempo di lettura: 2 minuti

Nel cuore dell’estate, mentre sindacati e creativi continuano a interrogarsi sul futuro del lavoro nell’era dell’intelligenza artificiale, Netflix ha deciso di rompere gli indugi. E lo sta facendo testando gli strumenti di video-generazione sviluppati da Runway AI, una startup con sede a New York che negli ultimi mesi ha fatto molto parlare di sé nell’industria dell’intrattenimento.

La notizia, data da Bloomberg, segna un passaggio simbolico. Netflix, che ha sempre puntato sull’innovazione tecnologica, ora guarda apertamente all’IA generativa anche per accelerare e ridurre i costi delle produzioni.

Ted Sarandos, co-CEO della piattaforma, ha recentemente ammesso che l’azienda sta già utilizzando l’intelligenza artificiale per la creazione di effetti speciali.

Un primo esempio concreto sarebbe una scena di crollo di un edificio nella serie argentina El Eternauta, anche se in quel caso Netflix non avrebbe usato il software di Runway.

Runway, la startup che ha stregato Hollywood (e gli investitori)

Fondata con l’ambizione di rivoluzionare la produzione video, Runway AI ha raccolto finora 545 milioni di dollari di investimenti.

L’ultimo round di finanziamento da 308 milioni ha portato la valutazione dell’azienda a oltre 3 miliardi, segno di un entusiasmo crescente tra venture capitalist e produttori in cerca di nuovi strumenti per contenuti sempre più competitivi.

Il nome di Runway è esploso nel 2023, quando il suo primo modello generativo è diventato virale per la capacità di creare brevi clip video partendo da semplici descrizioni testuali. Da allora, la tecnologia si è affinata e oggi l’azienda collabora con studi come Lionsgate per addestrare modelli su contenuti reali da usare nei film.

Il vero salto di qualità, però, è arrivato con il lancio del nuovo modello Act-Two, pensato per rivoluzionare il processo di motion-capture: la tecnologia consente di mappare i movimenti corporei di una persona ripresa in video direttamente su un personaggio animato, senza l’uso di tute speciali o sensori. Una svolta potenzialmente epocale per animatori ed effetti speciali.

Disney studia, ma resta alla finestra. E intanto OpenAI si muove

Anche Walt Disney Company ha condotto test con la tecnologia di Runway e ha avviato dialoghi con la startup su possibili applicazioni. Al momento, però, il colosso dell’intrattenimento non ha intenzione di integrare ufficialmente il software nel proprio flusso produttivo.

Il tema resta delicato, soprattutto dopo la causa intentata da Disney contro Midjourney per violazione di copyright: il confine tra innovazione e appropriazione resta labile e nessuno a Burbank sembra volerlo attraversare troppo in fretta.

Nel frattempo, anche OpenAI sta cercando di conquistare il settore, spingendo Sora, il suo generatore video basato su intelligenza artificiale. Secondo Bloomberg, la società di Sam Altman ha tenuto incontri con numerosi studi, Disney inclusa, ma al momento non sono emerse partnership commerciali di rilievo.

Netflix e il bivio per l’industria dell’intrattenimento

Se da un lato l’intelligenza artificiale promette di velocizzare la post-produzione e abbattere i costi, dall’altro solleva interrogativi esistenziali.

Registi, sceneggiatori, animatori e attori si chiedono che ruolo avranno in un settore in cui una macchina può generare ambientazioni, personaggi e interi storyboard. Che poi è la stessa cosa che si domandano molte altre categorie di lavoratori, beninteso.

Netflix, Runway e le altre realtà coinvolte sanno bene che stanno camminando su un filo sottile. Ma sanno anche che il futuro si gioca adesso, tra una riga di codice e un effetto speciale più realistico. E la posta in gioco, stavolta, è il controllo sull’immaginario collettivo.

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