Nvidia e OpenAI, l’intesa da 100 miliardi che ridisegna l’IA

by | 23 Set 2025 | Business, IA

Tempo di lettura: 3 minuti

L’intelligenza artificiale è sempre più il cuore pulsante dell’economia mondiale. Lo dimostra l’accordo annunciato ieri, che lega due colossi come Nvidia e OpenAI, pronti a intrecciare i loro destini con un investimento fino a 100 miliardi di dollari.

È una cifra enorme che non solo ribadisce la centralità dei chip nel futuro dell’IA ma ridisegna anche gli equilibri di un settore dove concorrenza e alleanze si sovrappongono in un gioco delicatissimo.

Secondo le indiscrezioni riportate da Reuters, l’intesa prevede una doppia operazione: Nvidia investirà in OpenAI attraverso azioni senza diritto di voto, e la stessa OpenAI utilizzerà quei capitali per acquistare i chip Nvidia necessari a sostenere i propri progetti.

Un’architettura che ha già sollevato interrogativi sul carattere “circolare” dell’operazione, ma che allo stesso tempo appare funzionale a garantire risorse immediate e potenza di calcolo a chi oggi guida l’avanguardia dell’IA.

“Tutto inizia con la capacità di calcolo”, ha ricordato Sam Altman, CEO di OpenAI. “L’infrastruttura di calcolo sarà la base dell’economia del futuro, e utilizzeremo ciò che stiamo costruendo con Nvidia per creare nuove scoperte nell’IA e metterle a disposizione di persone e imprese su larga scala”.

Un’affermazione che fotografa bene il senso di una corsa in cui l’hardware non è più un dettaglio ma la vera condizione di sopravvivenza per chi sviluppa modelli sempre più complessi.

Dieci gigawatt per OpenAI e Nvidia

Il cuore dell’intesa è l’impegno a dispiegare almeno 10 gigawatt di sistemi Nvidia al servizio di OpenAI, equivalenti al fabbisogno energetico di oltre otto milioni di famiglie americane.

Una scala mai vista prima, che spiega perché questo accordo stia già facendo tremare i concorrenti. L’arrivo dei primi sistemi è previsto per il 2026, con una potenza di calcolo tale da consolidare la leadership di OpenAI per anni a venire.

Gli analisti hanno accolto positivamente l’operazione per Nvidia, pur sottolineando le criticità. Stacy Rasgon di Bernstein ha osservato che “da un lato questo aiuta OpenAI a realizzare obiettivi molto ambiziosi in materia di infrastrutture di calcolo, e aiuta Nvidia a garantire che vengano costruite. Dall’altro, le preoccupazioni sul carattere circolare di questi investimenti sono già emerse in passato e ora ne troveranno nuova linfa”.

Un settore in fermento

L’accordo si inserisce in un mosaico più ampio di alleanze e rivalità che definiscono il presente dell’IA. Microsoft ha già investito miliardi in OpenAI dal 2019 e resta il principale partner strategico della società guidata da Altman.

Oracle, a sua volta, è impegnata insieme a OpenAI, SoftBank e Microsoft nel progetto Stargate, da 500 miliardi di dollari, che punta a creare una rete globale di mega data center dedicati all’intelligenza artificiale.

Sul fronte Nvidia, l’impegno con OpenAI arriva a pochi giorni dall’annuncio di una collaborazione con Intel e dopo un’iniezione di 5 miliardi nella stessa azienda di Santa Clara. È un segnale chiaro: Jensen Huang non intende lasciare spazi scoperti nella catena del valore dell’IA, né sul versante dei chip né su quello delle partnership strategiche.

Ombre antitrust e politica

Le dimensioni dell’investimento attireranno senz’altro l’attenzione dei regolatori. Già nel 2024 Dipartimento di Giustizia e Federal Trade Commission avevano preparato il terreno a possibili indagini sul ruolo di Microsoft, OpenAI e Nvidia nell’ecosistema IA. Ma l’amministrazione Trump ha finora adottato un approccio più morbido rispetto alle rigidità mostrate dall’amministrazione Biden.

Per alcuni, questa scelta politica ha favorito una corsa senza freni. “L’accordo potrebbe modificare gli incentivi economici di Nvidia e OpenAI, consolidando di fatto il monopolio dei chip di Nvidia con la leadership software di OpenAI”, ha commentato l’avvocato antitrust Andre Barlow. “Potrebbe rendere più difficile la scalata di concorrenti di Nvidia come AMD nei chip o di rivali di OpenAI nei modelli”.

La partita dei chip custom

Va ricordato che OpenAI, come Google e Amazon, non ha abbandonato i piani per la costruzione di chip proprietari, in collaborazione con partner industriali come Broadcom e TSMC.

È un progetto che mira a ridurre la dipendenza dal colosso di Santa Clara, pur senza confliggere con la nuova alleanza. È il segno che, nonostante la portata del patto, la partita rimane aperta: nessuno dei protagonisti può permettersi di restare legato mani e piedi a un solo fornitore.

In definitiva, l’accordo tra Nvidia e OpenAI non è solo un investimento, è la manifestazione di come la corsa all’intelligenza artificiale stia diventando la nuova infrastruttura critica del XXI secolo. Tra capitali miliardari, potenza di calcolo e pressioni geopolitiche, il futuro dell’IA si gioca ormai su scala planetaria.

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