Neuralink mostra il primo paziente umano giocare a scacchi online tramite un impianto cerebrale

by | 22 Mar 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 3 minuti

Verso la fine di gennaio, Elon Musk aveva annunciato che era stata portata a termine con successo la sperimentazione di un’innovativa procedura medica di Neuralink. Tuttavia, né lui né l’azienda avevano divulgato alcun dettaglio sull’esito di tale intervento.

Questo fino alla serata di mercoledì, quando durante una diretta trasmessa su X, è stato presentato il primo caso umano di impianto dell’interfaccia cervello-computer (BCI) senza fili di Neuralink, mostrandone le prime funzionalità operative.

Il pioniere di questa tecnologia è Noland Arbaugh, un texano di 29 anni, che ha subito una grave lesione alle vertebre C4 e C5 a causa di un incidente nel 2016, che lo ha lasciato paralizzato dalla spalle in giù. Nel corso della trasmissione, Arbaugh ha dimostrato di essere in grado di giocare a scacchi online, con l’impianto BCI di Neuralink che interpretava i suoi segnali cerebrali trasformandoli in comandi per il computer.

“Se vedete il cursore che si sposta sullo schermo, sono io a controllarlo,” ha esclamato a un certo punto, indicando un pezzo sul tabellone degli scacchi. “Fantastico, vero?”. Arbaugh ha poi spiegato che il successo nell’uso dell’impianto deriva dalla sua capacità di distinguere mentalmente tra il desiderio di muoversi e l’atto di muoversi effettivamente. Ovvero, tra l’attività cerebrale legata alla volontà di spostarsi rispetto e quella che gestisce direttamente le funzioni motorie.

“Da quel momento, è diventato naturale per me immaginare il movimento del cursore” ha aggiunto Arbaugh, paragonando l’esperienza a “usare la Forza” di Star Wars.

L’impianto di Neuralink è stato inserito attraverso un intervento chirurgico robotizzato, che ha collegato i filamenti microscopici del dispositivo direttamente al cervello del paziente. Una volta posizionato, il dispositivo non è visibile esternamente e si ricarica senza fili “da un caricatore induttivo compatto”, come spiega sito di Neuralink.

Musk ha più volte espresso l’auspicio che Neuralink possa in futuro permettere di collegarsi a internet, smartphone e computer attraverso una serie di impianti BCI reversibili e aggiornabili, anticipando inoltre la sua personale intenzione di sottoporsi un giorno alla procedura.

“Nel lungo termine sarà possibile bypassare i segnali del cortex motorio cerebrale oltre la parte lesionata del midollo spinale, permettendo alle persone di camminare nuovamente e di utilizzare le braccia normalmente”, ha dichiarato Musk in risposta al post di mercoledì sera di Neuralink.

In occasione della diretta, condotta dall’ingegnere di Neuralink Bliss Chapman, Arbaugh ha raccontato di poter giocare in autonomia a videogiochi strategici a turni come Civilization 6, che richiedono input complessi. Prima dell’impianto, per questi giochi aveva bisogno dell’assistenza di genitori o amici. Ora afferma di riuscire a giocare fino a otto ore di fila, essendo l’unico limite la necessità di ricaricare la batteria dell’impianto.

“Non è ancora perfetto. Abbiamo riscontrato alcune difficoltà”, ammette Arbaugh senza però entrare nei dettagli. “Non voglio che la gente pensi che sia tutto qui. Abbiamo ancora molto lavoro da fare”. Dello stesso tenore è Chapman, che concorda: “Abbiamo ancora molto da fare. C’è tanto da imparare sul cervello”.

Sebbene Neuralink non sia la prima azienda a sviluppare e installare impianti BCI, con la prima procedura di successo risalente al 2010, dispositivi simili hanno permesso di trasformare il pensiero scritto in testo e di convertire pensieri in parole. Dal 2019, l’impianto di un’azienda concorrente ha abilitato gli utenti alla navigazione web, all’esecuzione di acquisti online e di operazioni bancarie.

Tuttavia, non è detto che la presentazione da parte di Neuralink di questo primo caso di successo sugli uomini sia sufficiente a mitigare le preoccupazioni sollevate dai critici sulla condotta dell’azienda. Poco dopo l’annuncio di Neuralink di iniziare lo screening di volontari umani per il suo studio PRIME (Precise Robotically Implanted Brain-Computer Interface ), un’inchiesta pubblicata da Wired ha messo in luce questioni etiche riguardanti il trattamento degli animali da laboratorio utilizzati nelle sperimentazioni.

Inoltre, sempre come sottolineato da Wired, Neuralink non ha ancora registrato il suo studio PRIME sul sito ClinicalTrials.gov, che raccoglie documentazione federale relativa agli studi medici sull’uomo, lasciando quindi non disponibili al pubblico informazioni cruciali come il numero di partecipanti ricercati, i luoghi in cui si svolgono le procedure o i criteri di valutazione dei risultati.

Nonostante ciò, Arbaugh ha invitato le persone a prendere in considerazione la possibilità di aderire allo studio PRIME di Neuralink, rassicurando sul fatto che la procedura è “super facile” e che, nel suo caso, non ha comportato deficit cognitivi.

Chapman ha poi aggiunto che nei prossimi giorni saranno diffusi ulteriori aggiornamenti riguardanti sia i progressi di Neuralink sia quelli di Arbaugh, continuando a fornire speranze e nuove prospettive sulle potenzialità delle interfacce cervello-computer nel migliorare la qualità di vita delle persone affette da gravi disabilità.

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