Attraverso un post pubblicato nelle ultime ore su Twitter, Elon Musk ha affermato che la sua società Neuralink è riuscita a impiantare con successo uno dei suoi chip cerebrali wireless in un essere umano. Il magnate sudafricano ha poi aggiunto che i risultati iniziali hanno rilevato picchi neuronali promettenti e che il paziente è attualmente in fase di ripresa.
Neuralink, un’azienda di neurotecnologie fondata da Musk nel 2016, ha come obiettivo lo sviluppo di interfacce neurali impiantabili che consentano non solo agli esseri umani di interagire con i computer e col mondo che li circonda, ma anche di aiutare le persone a risolvere condizioni neurologiche complesse.
Simili dispositivi possono essere impiegati per una molteplicità di scopi, sia che si parli di controllo di dispositivi esterni o di rigenerazione neurale. Le interfacce neurali impiantabili possono essere utilizzate per controllare dispositivi esterni come protesi o computer. Ciò potrebbe consentire alle persone con disabilità di muoversi o interagire col mondo in modi che altrimenti non sarebbero possibili. Potrebbero anche essere utilizzate per rigenerare le cellule nervose danneggiate, conducendo a nuovi trattamenti per malattie neurodegenerative, come il morbo di Parkinson e l’Alzheimer.
Un ulteriore impiego è relativo al miglioramento delle capacità cognitive come la memoria, l’attenzione e l’apprendimento, con la conseguente miglioria di prestazioni lavorative o accademiche. La riuscita del test in questione giunge in seguito alla sperimentazione del chip Link V0.9, che è stato impiantato in un topo nel 2020. Il Link V0.9 è composto da 1.024 elettrodi che possono misurare l’attività elettrica del cervello.
The first human received an implant from @Neuralink yesterday and is recovering well.
Initial results show promising neuron spike detection.
— Elon Musk (@elonmusk) January 29, 2024
Naturalmente, l’attività dell’azienda non ha mancato di attirare numerose critiche, come nel dicembre 2022 quando Reuters ha riferito che la società si era impegnata in test che hanno provocato la morte di circa 1.500 animali, tra cui pecore, scimmie e maiali. Nel luglio 2023, il capo del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, che indaga sulle preoccupazioni relative al benessere degli animali, ha affermato di non aver riscontrato alcuna violazione delle norme sulla ricerca sugli animali presso l’azienda. Tuttavia, è in corso un’indagine separata da parte dell’agenzia.
Neuralink ha ottenuto il permesso di testare il chip sugli esseri umani dalla Food and Drug Administration (l’agenzia governativa statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) nel maggio 2023. Ciò ha dato il via libera all’inizio di uno studio della durata di sei anni, durante il quale un robot verrà utilizzato per posizionare chirurgicamente 64 fili flessibili, più sottili di un capello umano, su una parte del cervello che controlla “l’intenzione del movimento”. L’azienda ha spiegato che questi fili consentono al suo impianto sperimentale, alimentato da una batteria che può essere caricata in modalità wireless, di registrare e trasmettere segnali cerebrali in modalità wireless a un’app che decodifica il modo in cui la persona intende muoversi.
Neuralink, comunque, non è la sola società impiegata nello sviluppo di interfacce neurali. Blackrock Neurotech, con sede nello Utah, ha impiantato la sua prima di numerose interfacce cervello-computer nel 2004. Anche Precision Neuroscience, creata da un cofondatore di Neuralink, mira ad aiutare le persone affette da paralisi. Il suo impianto assomiglia a un pezzo di nastro molto sottile che si trova sulla superficie del cervello e può essere impiantato tramite una “micro-fessura cranica”, a quanto pare una procedura molto più semplice.
Tra i risultati più importanti figura il lavoro dell’École Polytechnique Fédérale de Losanna (EPFL), in Svizzera, che è riuscita con successo a consentire a un uomo paralizzato di camminare semplicemente pensando. Ciò è stato ottenuto inserendo impianti elettronici nel cervello e nella colonna vertebrale che comunicano in modalità wireless i pensieri alle gambe e ai piedi. I dettagli sono stati pubblicati sulla rivista peer-reviewed Nature nel maggio 2023.


