In un nuovo documento legale depositato presso un tribunale federale del Texas, l’azienda di Elon Musk ha allargato la sua causa per presunto boicottaggio pubblicitario, citando come imputati Nestlé, Abbott Laboratories, Colgate-Palmolive, Lego, Pinterest, Tyson Foods e Shell.
La denuncia sostiene che queste aziende, insieme alla World Federation of Advertisers (WFA), abbiano violato le leggi antitrust, cospirando per trattenere miliardi di dollari in pubblicità dalla piattaforma.
Le aziende coinvolte non hanno rilasciato commenti immediati, mentre la WFA ha ribadito che la causa distorce il senso delle sue iniziative per una pubblicità responsabile, oltre a rappresentare un peso significativo sulle sue finanze.
Dall’acquisizione di Twitter alla fuga degli inserzionisti
La guerra tra Musk e il mondo della pubblicità affonda le sue radici nell’autunno del 2022, quando l’imprenditore ha acquistato Twitter e annunciato l’intenzione di allentare le restrizioni sui contenuti per favorire la libertà di espressione.
La decisione ha sollevato preoccupazioni tra gli inserzionisti, timorosi di un aumento di contenuti controversi sulla piattaforma. La situazione si è aggravata con i licenziamenti di massa che hanno alimentato il caos interno all’azienda.
A partire dalla fine del 2022, la Global Alliance for Responsible Media, un’iniziativa della WFA, ha avvisato i suoi membri del rischio che Twitter non rispettasse più gli standard di sicurezza per i brand.
Secondo la causa intentata da X, questo avvertimento avrebbe scatenato un “massiccio boicottaggio pubblicitario” nei confronti della piattaforma.
Nel 2023, le tensioni tra X e gli inserzionisti sono aumentate ulteriormente a causa della diffusione di contenuti antisemiti, che hanno contribuito al crollo delle entrate pubblicitarie.
Per arginare le perdite, la CEO Linda Yaccarino ha tentato di diversificare le entrate della piattaforma, puntando su abbonamenti e pagamenti digitali. Tuttavia, il mercato pubblicitario resta una fonte di ricavi essenziale.
Musk contro le aziende: “Andate a f—”
La reazione di Elon Musk alla fuga degli inserzionisti non si è fatta attendere.
Nel novembre 2023, in risposta alle aziende che avevano ritirato le loro campagne pubblicitarie, il miliardario ha dichiarato che avrebbero potuto “andare a f—”.
Nel frattempo, alcune società sembrano ora voler riconsiderare la loro posizione. Amazon, che in passato aveva ridotto gli investimenti pubblicitari su X, ha recentemente deciso di aumentare la propria spesa sulla piattaforma, con il coinvolgimento diretto del CEO Andy Jassy.
Anche altre aziende potrebbero rivedere le loro strategie, spinte dal mutato clima politico e dall’influenza crescente di Musk nella cerchia dell’ex presidente Donald Trump.
Infine, va riportato che pochi giorni dopo che X ha depositato la sua causa (agosto 2024), la WFA ha chiuso l’iniziativa GARM. Segno che effettivamente l’azione legale di Musk ha rappresentato “un peso significativo sulle sue finanze”.
Inoltre, il colosso Unilever, inizialmente incluso tra gli imputati, è stato rimosso dalla causa dopo aver raggiunto un accordo con la piattaforma.
Resta allora da vedere se la strategia legale di X riuscirà a ribaltare le sorti della piattaforma e a riportare gli inserzionisti sui suoi spazi pubblicitari. Qualche risultato, comunque, pare averlo già portato.


