Milano, inchiesta sui dati rubati: coinvolti Del Vecchio e Arpe

by | 28 Ott 2024 | Tecnologia

Tempo di lettura: 3 minuti

Lo ammettiamo, su TechTalking trattiamo i fatti italiani solo marginalmente. Ma lo scopo del sito è conoscere la tecnologia di oggi per capire il mondo di domani, e raramente nello Stivale succede qualcosa che influenzi le sorti del mondo.

Quello che ci apprestiamo a raccontare, sia chiaro, non rientra neppure lui in questa categoria. Però abbiamo più volte scritto di sicurezza informatica e quanto segue è l’ennesimo fatto che conferma l’importanza di questa materia, troppo spesso sottovalutata.

Traffico di informazioni ‘eccellenti’

Le indagini della Procura di Milano hanno portato alla luce un presunto traffico di informazioni riservate, sottratte illegalmente dai database della sicurezza nazionale.

L’inchiesta, che si è tradotta in una serie di arresti, coinvolge investigatori privati accusati di aver offerto ai loro clienti dati sensibili rubati, grazie alla complicità di hacker e presunti contatti nelle forze dell’ordine.

Tra le persone sotto indagine spiccano nomi noti in Italia, tra cui Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore di EssilorLuxottica, e Matteo Arpe, ex amministratore delegato di Capitalia e membro del consiglio di Banca Profilo.

Secondo quanto emerge dai documenti della procura, i clienti degli investigatori avrebbero cercato informazioni personali tramite metodi non convenzionali, arrivando a violare database di sicurezza.

Del Vecchio, attuale responsabile della strategia e del brand Ray-Ban, e Arpe, sarebbero stati associati a questi movimenti, sebbene entrambi abbiano ribadito la loro estraneità ai fatti.

Gli investigatori privati e le accuse di collusione

La rete di investigatori privati impiegati per questa operazione avrebbe agito per conto di clienti alla ricerca di dati riservati.

Secondo le accuse, questi investigatori si sarebbero avvalsi di esperti informatici e figure vicine alle forze dell’ordine per ottenere l’accesso non autorizzato ai sistemi governativi.

Milano si trova così al centro di un nuovo scandalo che solleva interrogativi sulla sicurezza dei database pubblici e sulla vulnerabilità delle informazioni personali custodite nelle banche dati nazionali.

La banca Banca Profilo, attraverso una dichiarazione ufficiale, ha confermato di aver incaricato Equalize Srl per servizi investigativi di natura professionale e legale.

L’istituto, al centro della vicenda per via dell’associazione con Arpe, ha chiarito di collaborare attivamente con le autorità per favorire il corso delle indagini e sottolineare la propria estraneità alle azioni sotto accusa.

A proposito di Equalize…

Equalize Srl, sotto la guida dell’amministratore delegato Carmine Gallo e del braccio operativo Samuele Nunzio Calamucci, avrebbe costruito un sistema di raccolta dati basato su hacker di alto profilo, con contatti persino con il movimento Anonymous.

A raccontarlo è il quotidiano Il Giorno, secondo cui gli “assaltatori” informatici, operanti da Londra, sfruttavano malware e trojan per accedere illegalmente a informazioni riservate, garantendo a Equalize un vantaggio competitivo.

Dagli atti emerge che diversi clienti, ignari dei metodi illeciti, avrebbero richiesto conferme di legittimità o documenti di assunzione di responsabilità da parte di Gallo.

Leonardo Maria Del Vecchio, figlio del fondatore di EssilorLuxottica

Nel 2022, Equalize ha ricevuto incarichi per il monitoraggio di dipendenti sospetti da parte di multinazionali come Barilla, seguita nel 2023 da Erg, che ha richiesto un’indagine per insider trading.

Per quest’ultimo lavoro, Equalize ha installato il software Teramind sui computer di 14 dipendenti, intercettando segretamente le loro comunicazioni.

L’intervento, formalmente giustificato come “approccio multidimensionale per identificare attività sospette”, ha fruttato alla società un compenso di 143.350 euro.

La difesa di Del Vecchio e Arpe: “Estranei ai fatti”

Leonardo Maria Del Vecchio, attraverso il suo legale Maria Emanuela Mascalchi, ha affermato di attendere “serenamente” il corso delle indagini per dimostrare la propria innocenza.

Secondo la difesa, Del Vecchio sarebbe una parte lesa in questa vicenda, coinvolto senza il proprio consenso o controllo.

Arpe, dal canto suo, ha fatto sapere tramite i propri legali di essere “sorpreso” dalle accuse, indicando che l’intera questione ha origine in una controversia privata di natura familiare.

Anche Arpe ha dichiarato di voler collaborare pienamente con le autorità per chiarire ogni aspetto della vicenda.

Implicazioni e prospettive

La presenza di nomi di rilievo nel mondo economico e finanziario pone domande più ampie sull’eventuale impatto di questa vicenda sulla reputazione di EssilorLuxottica e del marchio Ray-Ban, oltre che sulle relazioni di fiducia tra banche e clienti.

Nel caso di Banca Profilo, il coinvolgimento di ex dirigenti potrebbe suscitare ulteriori verifiche e pressioni da parte delle autorità per garantire trasparenza e sicurezza.

Matteo Arpe, ex amministratore delegato di Capitalia e membro del consiglio di Banca Profilo.

L’indagine punta anche i riflettori su un nodo cruciale della cybersicurezza italiana. Com’è stato possibile che investigatori privati, con il supporto di hacker e figure di contatto, abbiano potuto violare database protetti?

Resta da vedere come la vicenda si svilupperà nei prossimi mesi, ma la strada verso un chiarimento sembra ancora lunga.

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