Microsoft sta sviluppando modelli di IA per competere con OpenAI

by | 8 Mar 2025 | IA

Satya Nadella, amministratore delegato Microsoft | Illustrazione: xai
Tempo di lettura: 3 minuti

Lo scorso ottobre portavamo alla luce su queste pagine i segnali di una crisi nella partnership tra Microsoft e OpenAI. Quella che sembrava una collaborazione destinata a durare si stava trasformando in una relazione sempre più tesa, con Satya Nadella alla ricerca di alternative per ridurre la propria dipendenza dal partner.

Oggi, a distanza di pochi mesi, le conferme arrivano direttamente dai nuovi sviluppi in casa Microsoft: il colosso di Redmond sta accelerando lo sviluppo di modelli di intelligenza artificiale interni per competere direttamente con OpenAI e altri attori del settore.

Secondo The Information, Microsoft ha sviluppato propri modelli di IA “reasoning”, in grado di competere con soluzioni come o1 e o3-mini di OpenAI. La notizia più rilevante è che OpenAI avrebbe rifiutato di fornire dettagli tecnici sul funzionamento di o1, contribuendo ad aumentare le tensioni tra le due aziende.

Questo rifiuto sembra aver spinto Microsoft a esplorare alternative più indipendenti per i propri prodotti, tra cui Copilot, l’assistente basato su intelligenza artificiale che l’azienda sta integrando in molte delle sue applicazioni.

In parallelo, Microsoft sta testando modelli di IA sviluppati da altre aziende, tra cui xAI di Elon Musk, Meta, Anthropic e DeepSeek. L’obiettivo è valutare possibili sostituti delle tecnologie di OpenAI nei suoi prodotti.

Non si tratta più solo di un’alleanza strategica: Satya Nadella sta chiaramente giocando su più fronti per evitare di restare vincolata a un unico fornitore.

Un altro segnale della crescente distanza tra le due aziende è la recente rinegoziazione dell’accordo tra Microsoft e OpenAI.

A gennaio 2025, le due società hanno stabilito che OpenAI potrà utilizzare server di altri fornitori di cloud computing, a meno che Microsoft non voglia gestire direttamente quell’attività. Questo aggiornamento, se da un lato conferma la prosecuzione del rapporto tra le due aziende, dall’altro mostra la volontà di OpenAI di svincolarsi progressivamente dall’infrastruttura Microsoft.

Il progetto MAI: la scommessa interna di Microsoft

Secondo Bloomberg, Microsoft ha già ottenuto risultati significativi nello sviluppo di una famiglia di modelli di IA denominata MAI, che si è dimostrata competitiva rispetto ai prodotti di OpenAI e Anthropic nei test interni.

Questi modelli sono stati sviluppati per una vasta gamma di compiti, tra cui il potenziamento degli assistenti Copilot, e comprendono anche sistemi di “ragionamento” avanzato, in grado di gestire query complesse e simulare capacità di problem-solving umano.

Microsoft ha già messo alla prova questi modelli in diversi scenari operativi e sta valutando di renderli disponibili tramite API entro la fine dell’anno. Se questo progetto dovesse concretizzarsi, potrebbe rappresentare una svolta nell’equilibrio di potere nel settore dell’IA, riducendo in modo significativo la necessità di affidarsi a OpenAI.

Anche Amy Hood, CFO di Microsoft, ha recentemente parlato della relazione tra le due aziende durante una conferenza organizzata da Morgan Stanley.

“Siamo entrambi vincenti quando ciascuno di noi ha successo,” ha dichiarato Hood. “Penso che tutti stiano pianificando cosa accadrà nel prossimo decennio o nei prossimi due decenni, ed è importante che lo facciamo entrambi.”

Una dichiarazione che lascia intendere un rapporto ancora aperto, ma che allo stesso tempo evidenzia come entrambe le parti stiano valutando strategie di lungo periodo per tutelare i propri interessi.

La strategia di Microsoft: diversificare e mantenere il controllo

Finora, Microsoft ha investito circa 14 miliardi di dollari in OpenAI, consolidando una partnership che le ha permesso di integrare tecnologie di avanguardia nei propri prodotti. La strategia attuale mostra però chiaramente la volontà di diversificare le fonti di intelligenza artificiale, mitigando i rischi di una dipendenza esclusiva da OpenAI.

Un segnale di questo cambiamento è anche l’assunzione di Mustafa Suleyman, co-fondatore di DeepMind e Inflection, per guidare la divisione IA di Microsoft. La sua esperienza nel settore potrebbe essere determinante per sviluppare ulteriormente un ecosistema di intelligenza artificiale proprietario.

Le mosse di Microsoft sono quindi indicative di una nuova fase nella corsa all’IA: l’azienda non intende più essere solo un partner privilegiato di OpenAI, ma un vero e proprio competitor.

La domanda ora è se questa strategia porterà a una rottura definitiva tra le due società o se si troverà un nuovo equilibrio nel loro rapporto di collaborazione e competizione.

POTREBBE INTERESSARTI

Cina censura

Anche la Cina respinge lo stop all’IA: “È solo allarmismo”

Il portavoce di Pechino accusa Amodei, Altman e Musk di allarmismo sull’IA. Lo stesso giorno il ministro della sicurezza di stato cinese lancia un allarme quasi...
Donald Trump annuncerà domani World Liberty Financial

Trump respinge lo stop all’IA: “Chi vince, vince tutto”

Amodei, Altman e Musk chiedono più cautela sull’IA. Trump risponde dal golf in Irlanda: fermarsi significa regalare il vantaggio alla Cina.

Claude Anthropic Apple

I governi si affidano a Claude per automatizzare la sorveglianza

Dai dossier costruiti con i dati telefonici alla selezione degli obiettivi politici, il rapporto di Anthropic mostra come l’IA stia abbassando i costi della...
Dario Amodei Anthropic Claude

Amodei, Altman e Musk chiedono di rallentare la corsa all’IA

Anthropic chiede di frenare l’aumento delle capacità dei modelli. OpenAI aderisce ai controlli indipendenti e Musk appoggia Amodei. Ma nessuno promette ancora di...
openai ia pensano

OpenAI avverte: capire cosa ‘pensano’ le IA è sempre più difficile

OpenAI ammette che seguire il ragionamento delle IA diventerà sempre più complicato perché esplicitano sempre meno il proprio ragionamento. In gioco c’è...
rubygems

OpenAI: prima di Hugging Face c’è stato RubyGems

OpenAI conferma il coinvolgimento dei propri sistemi in un incidente avvenuto a maggio. Due mesi dopo, fino a 1.200 agenti avrebbero poi attaccato Hugging Face.

pentagono

Il Pentagono entra nella filiera dell’IA con Fluidstack

Il finanziamento a Fluidstack sarebbe il più grande mai concesso dall’Office of Strategic Capital e servirebbe a produrre negli USA componenti per i data...
IA umanità Coxon

Già, ma come potrebbe davvero l’IA ucciderci tutti?

La denuncia di Coxon nei giorni scorsi ha fatto scalpore, ma come potrebbe concretizzarsi realmente il suo scenario apocalittico? Risposta: attenzione alle...
Anthropic

Anthropic accusa: Russia e Cina hanno usato Claude per cyberattacchi e distillazione

Il rapporto descrive attacchi informatici gestiti in larga parte dall’IA. E accusa Alibaba, DeepSeek, Moonshot e Xiaomi di aver cercato di replicare le capacità...
OpenAI matematica

OpenAI dice di aver risolto un Problema del Millennio della matematica

OpenAI ha impiegato fino a 10.000 agenti IA coordinati dai suoi ricercatori per risolvere il problema di Navier-Stokes in 88 ore. E adesso?

Share This