Col visore per la realtà virtuale (VR) Quest che non è riuscito ad andare oltre i gamer, per Meta affermare Orion nel campo della realtà aumentata (AR) è una sfida strategicamente cruciale.
Il dominio delle piattaforme mobile da parte di Apple e Google ha finora relegato Meta a un ruolo da comprimario: quello, cioè, di chi deve accettare le decisioni altrui. Per conferma, chiedere ad Apple alla sua App Tracking Transparency, che ha avuto un impatto catastrofico sulle entrate pubblicitarie di Zuckerberg.
Oltre a ciò, Apple ha già lanciato il suo visore Vision Pro, Snap gli Spectacles, mentre Google ha cercato di inserirsi nella collaborazione tra Meta e la casa madre di Ray-Ban, EssilorLuxottica, e sta lavorando insieme a Magic Leap e Samsung per sviluppare propri visori.
Ecco perché sfondare nel campo dell’AR è divenuto fondamentale per Meta: non solo per diversificare le sue fonti di reddito ma anche per liberarsi dalla dipendenza dagli smartphone e guidare la prossima rivoluzione tecnologica.
Ecco Meta Orion
Meta ha così presentato Orion, il primo prototipo di occhiali per realtà aumentata dell’azienda, frutto di un lungo percorso di sviluppo e di un investimento miliardario da parte di Mark Zuckerberg.
Anche se Meta aveva originariamente previsto di metterli in vendita già due anni fa, ha deciso di non procedere per ora a causa delle difficoltà produttive e dei costi elevati. Nonostante questo, il dispositivo è stato mostrato in anteprima a The Verge in una demo guidata presso la sede di Menlo Park.
Gli occhiali Orion si presentano con montature nere simili a quelle di Clark Kent, apparentemente normali ma con un cuore tecnologico avanzato. Meta ha integrato proiettori Micro LED nelle montature che, tramite guide d’onda nelle lenti in carburo di silicio, proiettano immagini direttamente davanti agli occhi dell’utente.
Il carburo di silicio è stato scelto per la sua durabilità e leggerezza, oltre a un elevato indice di rifrazione che consente di riempire gran parte del campo visivo. Il risultato è un dispositivo che combina la realtà aumentata con funzionalità di intelligenza artificiale, offrendo un’esperienza innovativa.
Mark Zuckerberg ha scommesso su Orion come il prossimo dispositivo destinato a sostituire gli smartphone. Gli occhiali sono pensati per due usi principali: la comunicazione tramite “ologrammi”, che in realtà sono informazioni digitali sovrapposte alla realtà, e l’interazione con l’AI.
Durante la demo, ad esempio, gli occhiali sono stati utilizzati per identificare ingredienti su un tavolo e generare la ricetta di un frullato, etichettando i vari alimenti. L’interazione con Zuckerberg ha incluso anche una partita di Pong in 3D, dove i movimenti sono stati controllati tramite il tracciamento delle mani.
Uno e trino
Orion include un hardware complesso, diviso in tre parti: gli occhiali stessi, un “compute puck” simile a una batteria per smartphone e un braccialetto neurale che interpreta i gesti della mano attraverso segnali elettromiografici (EMG).
Il braccialetto consente di eseguire operazioni come selezionare oggetti o richiamare app tramite gesti specifici, come il pizzicamento di indice e pollice. Un’altra caratteristica avanzata è la capacità delle sette fotocamere integrate nella montatura di seguire lo sguardo e le mani dell’utente, oltre a permettere all’intelligenza artificiale di Meta di comprendere ciò che l’utente sta guardando.
Nonostante il passo avanti tecnologico, il prodotto presenta ancora alcune limitazioni. Gli occhiali Orion, con un campo visivo di 70 gradi (il più ampio disponibile in un dispositivo AR) e un peso di 98 grammi, rimangono più leggeri dei visori VR come il Meta Quest, ma la batteria dura solo circa due ore, rendendo poco pratico un uso prolungato. Inoltre, se gli occhiali vengono separati dal compute puck per più di tre metri, diventano inutilizzabili.
Costosissimi
L’ambizioso progetto di Meta si scontra con costi elevatissimi. Ogni unità di Orion costa circa 10.000 dollari per essere prodotta, principalmente a causa della difficoltà nel fabbricare le lenti in carburo di silicio.
Meta, dicevamo, aveva previsto di lanciare gli occhiali nel mercato già nel 2022 ma Zuckerberg ha deciso di mettere in pausa il progetto per rivedere il prodotto e ridurre i costi. Attualmente, l’azienda ha prodotto circa 1.000 esemplari per lo sviluppo interno e per dimostrazioni esterne.
L’obiettivo è ora quello di creare una seconda generazione di Orion, più piccola, luminosa, ad alta risoluzione e accessibile, che possa entrare in commercio tra qualche anno a un prezzo comparabile a quello di smartphone e laptop odierni.
Meta sta anche sviluppando un’altra versione di occhiali con un display più piccolo, nome in codice Hypernova, che potrebbe essere lanciata già l’anno prossimo.


