Le leggi giapponesi sull’impiego sono relativamente flessibili e offrono alle società una certa discrezionalità nel tagliare i posti di lavoro. Tuttavia, nel Sol Levante la reputazione è molto importante e un’azienda che licenzi i dipendenti può essere considerata instabile o inaffidabile. Questo può danneggiare la sua capacità di attrarre e trattenere i migliori talenti… il che è esattamente quello che accade da noi in Occidente, non è vero?
Mettendo per un attimo da parte l’ironia (ma il counter di Layoffs.fyi è già salito a 30375 licenziamenti da inizio anno nel settore tech ), è di oggi la notizia che Meta, la casa madre di Facebook, ha appena sfoderato una mossa strategica commentata trionfalmente dagli analisti. Ciò è valso al gigante dei social media uno straordinario aumento di oltre 196 miliardi di dollari nel suo valore azionario.
Ma andiamo con ordine: alla vigilia del ventesimo anniversario di Facebook, Meta ha deciso di potenziare ulteriormente la propria posizione di mercato autorizzando un’ulteriore tranche di 50 miliardi di dollari in riacquisti delle proprie azioni. Il dividendo trimestrale è stato fissato a 50 centesimi per azione, una cifra che a detta degli esperti testimonia la solidità finanziaria dell’azienda.
Il conseguente balzo del 21,7% delle azioni di Meta non è un fenomeno isolato. La società si è infatti distinta per essere la prima della sua generazione di colossi di Internet a distribuire dividendi, unendosi in questo modo al prestigioso gruppo delle cosiddette “Magnificent Seven”. Con un rendimento dello 0,5%, Meta si allinea quindi a un colosso come Apple, stando ai dati di LSEG.
Sophie Lund-Yates, lead equity analyst presso Hargreaves Lansdown, ha elogiato l’iniziativa: “Il ritorno di dividendi agli azionisti da parte di Meta è una mossa tanto audace quanto apprezzata. L’abbondante flusso di cassa che scorre nell’azienda garantisce ampiamente la sostenibilità di questa scelta, premiando gli investitori per la loro pazienza”.
Incidentalmente, il nuovo piano di dividendi sarà particolarmente vantaggioso anche per lo stesso Mark Zuckerberg, detentore di circa 350 milioni di azioni di Classe A e Classe B di Meta. Si stima che il co-fondatore di Facebook possa incassare circa 175 milioni di dollari ogni trimestre.
Thomas Monteiro, analista presso Investing.com, ha osservato: “La strategia di Meta di annunciare il riacquisto delle azioni e dividendi in prossimità del taglio dei tassi di interesse da parte della FED, è una mossa geniale. In un contesto dove la competizione per l’innovazione si intensifica nel settore delle Big Tech, gli investitori percepiscono ogni capitale aggiuntivo come un potenziale propulsore per la crescita futura dei guadagni.”
Nel quarto trimestre del 2023, Meta ha annunciato un’impennata delle vendite pubblicitarie e un rinnovato incremento nella crescita degli utenti. Ciò ha portato a un aumento del 25% delle entrate. Di conseguenza, Meta ha visto il suo utile netto raggiungere i 14,02 miliardi di dollari. Questo risultato è frutto di una combinazione di fattori: un aumento sostanziale delle entrate trimestrali e una riduzione dell’8% dei costi e delle spese, conseguenza dell’eliminazione di oltre 21.000 posti dalla fine del 2022.
Jasmine Enberg, analista principale presso Insider Intelligence, ha commentato: “Il 2023, definito da Meta l’Anno dell’Efficienza’, ha dato i suoi frutti. Sia il numero di dipendenti che i costi sono diminuiti, portando Meta a superare le nostre aspettative per i ricavi pubblicitari dell’intero anno.”
Meta, peraltro, sta compiendo investimenti miliardari per ampliare la propria capacità computazionale. Questo ingente impegno finanziario è stato diretto allo sviluppo e all’integrazione di prodotti basati sull’intelligenza artificiale generativa in piattaforme chiave come Facebook, Instagram e WhatsApp. Inoltre, sta investendo significativamente nello sviluppo di dispositivi hardware all’avanguardia, tra cui spiccano i suoi occhiali intelligenti Ray-Ban.
Come osserva Reuters, le azioni di Meta hanno recentemente mostrato un’interessante performance di mercato. Il confronto del rapporto prezzo/utili (PE) previsto di Meta si attesta infatti a 21. Quello di Snap è significativamente più alto, 84. Allo stesso tempo, altri colossi tecnologici come Alphabet, Amazon, Microsoft e Apple registrano rispettivamente PE di 20, 41, 32 e 27. Questi numeri non solo riflettono la valutazione corrente di Meta nel contesto di mercato, ma offrono anche una prospettiva su come gli investitori percepiscono il suo potenziale di crescita e di redditività a lungo termine rispetto ai concorrenti.

