Italia, multa ‘simbolica’ da 98,6 milioni ad Apple per l’App Store

by | 22 Dic 2025 | Legal

Tempo di lettura: 2 minuti

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato italiana ha inflitto una sanzione da 98,6 milioni di euro a Apple, accusandola di abuso di posizione dominante nel mercato delle applicazioni mobili.

Al centro della decisione c’è l’App Store, definito dall’Autorità una piattaforma sulla quale Apple esercita una “dominanza assoluta” nei rapporti con gli sviluppatori terzi.

È una posizione che, secondo l’AGCM, non si limita a riflettere il successo commerciale dell’ecosistema iOS ma si traduce in un potere regolatorio di fatto, capace di incidere sulle condizioni operative di un intero mercato.

Apple e e l’App Tracking Transparency

L’indagine, avviata nel maggio 2023, riguarda in particolare le regole introdotte da Apple a partire dall’aprile 2021 con l’App Tracking Transparency.

Il sistema, presentato come uno strumento a tutela della privacy degli utenti, impone agli sviluppatori di app di terze parti di ottenere un consenso esplicito per la raccolta dei dati e per il collegamento delle informazioni a fini pubblicitari, attraverso una schermata standardizzata definita da Apple stessa.

Secondo l’Autorità, ciò avrebbe comportato l’applicazione di una politica sulla privacy “più restrittiva” per i soggetti esterni rispetto a quella adottata internamente dal gruppo, con un impatto diretto sulla capacità di monetizzazione delle app basate sulla pubblicità.

Regole unilaterali e consensi duplicati

Nel provvedimento l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) è netta: “I termini della policy ATT sono imposti unilateralmente, sono lesivi degli interessi dei partner commerciali di Apple e non sono proporzionati al raggiungimento dell’obiettivo di tutela della privacy”.

L’Autorità contesta anche il fatto che agli sviluppatori sia stato richiesto di duplicare le richieste di consenso per le stesse finalità, aggiungendo complessità senza reali benefici per l’utente finale.

È un’impostazione che, secondo il regolatore, non rispetta le normative europee in materia di protezione dei dati.

Apple non ha rilasciato commenti immediati, mentre l’AGCM ha sottolineato come l’istruttoria sia stata particolarmente complessa e condotta in coordinamento con la Commissione europea.

Una multa dal valore simbolico

Guardando ai numeri, la sanzione racconta anche un’altra storia. Nell’ultimo esercizio fiscale Apple ha registrato ricavi per oltre 390 miliardi di dollari, pari a circa 360 miliardi di euro (con un cambio prudenziale).

Significa che il gruppo fattura poco più di 41 milioni di euro all’ora. Tradotto in questi termini, la multa da 98,6 milioni di euro equivale a circa due ore e mezza di fatturato globale.

Si tratta di un dato che ridimensiona drasticamente il peso economico della sanzione e rafforza l’idea che il provvedimento dell’Antitrust italiana abbia soprattutto un valore regolatorio e politico.

Ossia un segnale su come il potere delle grandi piattaforme debba essere bilanciato, più che un colpo pensato per incidere realmente sui conti di Cupertino.

Fonte: Reuters

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