Intel entra nel mercato GPU

by | 4 Feb 2026 | IA

Lip-Bu Tan, CEO di Intel.
Riassunto IA
  • Intel ha nominato un chief architect per sviluppare GPU, entrando in un mercato dominato da Nvidia e AMD.
  • L’azienda ha ricevuto investimenti strategici dal governo USA, SoftBank e Nvidia, in una mossa che riflette l’obiettivo di ricostruire una filiera nazionale dei semiconduttori.
  • Il CEO Lip-Bu Tan prevede che la carenza di chip di memoria continuerà fino al 2028, un ostacolo che potrebbe limitare l’espansione dell’intera industria dell’IA.
Tempo di lettura: 2 minuti

Intel ha nominato un nuovo chief architect con il compito di sviluppare unità di elaborazione grafica, le GPU che alimentano i modelli linguistici di ultima generazione e che sono diventate il cuore dell’intelligenza artificiale.

L’annuncio, dato dal CEO Lip-Bu Tan durante un intervento pubblico, segna un cambio di rotta importante per un’azienda che ha costruito il proprio dominio sulle CPU ma che si trova oggi a inseguire Nvidia e AMD su un terreno dove è sostanzialmente assente.

Tan ha ammesso che ci è voluta “un po’ di persuasione” per convincere il dirigente a unirsi al chipmaker californiano, un dettaglio che rivela tanto l’ambizione della mossa quanto la consapevolezza delle difficoltà che Intel si trova ad affrontare.

Il cambio delle gerarchie nel mercato dei semiconduttori

Per decenni Intel ha dominato il mercato delle CPU, i processori che costituiscono il cervello dei computer tradizionali. Ma il boom dell’intelligenza artificiale ha ribaltato completamente le gerarchie dell’industria dei semiconduttori: le GPU, un tempo considerate componenti specializzate per il rendering grafico e il gaming, sono diventate il componente critico per addestrare ed eseguire i large language model.

Mentre Nvidia ha cavalcato questa trasformazione costruendo un quasi-monopolio nel segmento high-end delle GPU per data center, Intel è rimasta ai margini di un mercato che oggi vale centinaia di miliardi di dollari.

Negli ultimi anni l’azienda ha accumulato un ritardo competitivo notevole rispetto ai principali player del settore, nonostante l’ottimismo degli investitori sul rilancio del business foundry, che però continua a produrre chip principalmente per uso interno piuttosto che per clienti terzi.

Gli investimenti strategici in Nvidia

Intel sta costruendo il suo rilancio anche grazie a una serie di investimenti ricevuti l’anno scorso dal governo degli Stati Uniti, da SoftBank e dalla stessa Nvidia.

Il supporto governativo americano riflette una precisa dimensione geopolitica: Washington vuole ricostruire una filiera nazionale dei semiconduttori capace di competere con la concentrazione produttiva asiatica e con il dominio tecnologico di pochi player globali.

L’investimento di Nvidia, che pure domina il mercato GPU dove Intel cerca ora di entrare, è legato all’accordo che prevede che Intel produrrà chip per conto dell’azienda di Jensen Huang: un rapporto da fornitore-cliente ancora da concretizzare ma che avvantaggerebbe la filiera americana a scapito della taiwanese TSMC.

Il tentativo è quello di riportare capacità produttiva critica negli Stati Uniti, riducendo la dipendenza da Taiwan in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche.

La crisi della memoria

Ma mentre Intel tenta il suo cambio strategico verso le GPU, l’intera industria dell’intelligenza artificiale si trova ad affrontare un problema strutturale che rischia di rallentare l’espansione: la carenza di chip di memoria.

La crescente domanda di data center per l’IA ha creato uno squilibrio tra domanda e offerta che ha permesso ai produttori di memoria di continuare ad aumentare i prezzi, rendendo sempre più costoso costruire e operare l’infrastruttura necessaria per addestrare modelli linguistici avanzati.

Tan ha definito l’intelligenza artificiale “la sfida più grande” per il settore della memoria e ha lanciato una previsione che suona come un campanello d’allarme per l’industria: “Nessun sollievo fino al 2028”.

Quattro anni di carenza di memorie significano che, anche qualora Intel riuscisse a recuperare terreno sul fronte GPU, l’espansione complessiva del settore potrebbe comunque essere limitata dalla disponibilità di un componente altrettanto critico per far funzionare i data center di nuova generazione.

Fonte: CNBC

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