Ieri Susie Wiles, capogabinetto della Casa Bianca, ha incontrato Dario Amodei. Con lei c’era anche Scott Bessent, Segretario al Tesoro. Dall’altra parte del tavolo, c’era il CEO di un’azienda che il governo federale sta ancora combattendo in tribunale.
La contraddizione è tutta qui. Il Pentagono, come sappiamo, ha designato Anthropic come “rischio per la catena di approvvigionamento”, una classificazione storicamente riservata agli avversari stranieri degli Stati Uniti. Trump ha anche ordinato a tutte le agenzie federali di cessare l’uso dei suoi strumenti.
Nel frattempo, due dei funzionari più influenti dell’esecutivo si sono seduti con Amodei per capire come andare avanti insieme. “Questo è un grande problema. Tutti si lamentano. C’è tutto questo casino. Quindi la questione è stata portata a Susie perché ascoltasse Dario, capisse cosa fosse fandonie e iniziasse a tracciare una via d’uscita”, ha dichiarato ad Axios un consigliere di Trump.
Non è esattamente il linguaggio della diplomazia ma descrive bene il clima.
Come si è arrivati a questo punto con Anthropic
Per capire l’incontro di ieri bisogna tornare indietro di qualche settimana. Come abbiamo raccontato a fine marzo, Anthropic stava testando in accesso limitato Mythos, un modello che la stessa azienda considera il più capace mai sviluppato. La notizia era emersa attraverso un leak, poi confermata dall’azienda. Le capacità che preoccupano di più riguardano la cybersicurezza.
Il 7 aprile, col lancio del Project Glasswing, Anthropic ha formalizzato la propria posizione: Mythos Preview non sarà disponibile al pubblico. L’accesso rimarrà invece circoscritto a un consorzio di grandi aziende tecnologiche (tra cui Amazon, Apple, Google e Microsoft), selezionate per lavorare esclusivamente in chiave difensiva.
Sul fronte politico, però, la situazione resta bloccata. La disputa col Pentagono era nata da un punto preciso: l’esercito vuole accesso ai modelli di Anthropic per “tutti gli usi leciti”. Amodei si è opposto, ponendo due condizioni non negoziabili: niente sorveglianza di massa, niente armi autonome. Le trattative sono fallite e il Pentagono ha risposto con la designazione di cui sopra. Al che Anthropic ha risposto con una causa.
Perché Mythos ha cambiato le priorità
Nel mezzo di questo scontro, Mythos ha complicato i calcoli di tutti. Come abbiamo riportato dopo la riunione d’emergenza tra Bessent, Powell e i CEO di Wall Street, le preoccupazioni per le implicazioni del modello sul sistema finanziario hanno già spinto le due istituzioni che presiedono alla stabilità economica americana a convocare le principali banche del paese.
La partecipazione di Bessent all’incontro con Amodei va letta in questo senso. Una fonte vicina al Segretario ha spiegato ad Axios che “vuole assicurarsi che tutti siano sulla stessa lunghezza d’onda”, e che “capisce che si tratta di un’azienda privata ma ritiene che il governo abbia un ruolo da svolgere”. Il Tesoro e altre agenzie governative avrebbero espresso interesse a essere incluse nel gruppo ristretto che ha già accesso a Mythos Preview.
La situazione, però, è tutt’altro che compatta. All’interno dell’esecutivo, le posizioni su Anthropic restano divise. “Stanno usando questa arma cibernetica Mythos per trovare orecchie amiche nel governo”, ha dichiarato un funzionario americano ad Axios. “E ci stanno riuscendo.”
Dal Pentagono, nel frattempo, non arrivano segnali di ammorbidimento. La causa è ancora aperta e l’ordine di Trump alle agenzie di interrompere l’uso di Anthropic è tecnicamente sospeso in via cautelare, dopo che un giudice federale di San Francisco lo ha definito una ritorsione “classica” ai sensi del Primo emendamento.
Ma la designazione di “rischio per la catena di approvvigionamento”, la prima mai applicata a un’azienda americana, è ancora formalmente in vigore.
Un disgelo senza accordo
La Casa Bianca ha definito l’incontro di ieri “produttivo e costruttivo”, citando discussioni su “opportunità di collaborazione” e sul “bilanciamento tra innovazione e sicurezza”. Formulazioni che non impegnano nessuno a nulla. La parte di Anthropic, secondo le fonti, vi ha partecipato con “cauto ottimismo”. Non è stato immediatamente chiaro se l’incontro abbia prodotto una svolta concreta.
Il disgelo, se è reale, è ancora nella fase in cui le parti si studiano. Da un lato c’è un’azienda che ha costruito il modello di IA più capace mai sviluppato, che il governo vuole ma non riesce ad avere nei termini che vorrebbe. Dall’altro, c’è un’amministrazione divisa tra chi considera Anthropic un alleato strategico e chi la vede ancora come un problema da gestire.
L’incontro ha aperto uno spiraglio ma trasformarlo in qualcosa di concreto richiederà più di una riunione.
Fonte: Axios


