Anthropic non l’aveva ancora annunciato nulla pubblicamente, ma un leak ha finito per svelare l’esistenza di un nuovo modello che l’azienda considera il più capace mai sviluppato finora.
A far emergere la vicenda è stata Fortune, che ha riferito di aver visionato una bozza di post non pubblicato, finita online a causa di un errore nella configurazione del CMS di Anthropic.
La società ha poi confermato sia l’esistenza del nuovo modello sia il fatto che il materiale sia trapelato per un errore umano, descrivendolo come un salto di livello rispetto a quanto mostrato finora.
Mythos, più potente di Opus
Secondo quanto riportato da Fortune, nella bozza compariva il nome Claude Mythos, insieme al riferimento a una nuova fascia interna superiore a Opus 4.6. Il testo trapelato sosteneva che il modello avesse ottenuto risultati molto più alti in programmazione, ragionamento accademico e, soprattutto, cybersicurezza.
Anthropic, pur senza confermare pubblicamente ogni singolo dettaglio della bozza, ha detto a Fortune di star testando in early access il sistema con un gruppo ristretto di clienti e di considerarlo “the most capable” mai costruito dall’azienda.
È questo il punto che rende la storia rilevante: non si parla solo di un aggiornamento incrementale ma di un modello che Anthropic stessa presenta come un cambio di passo.
La vera questione è la cybersicurezza
La parte più delicata della vicenda riguarda però le capacità cyber. Già oggi i modelli di IA possono aiutare anche gli attaccanti ad aggirare alcune difese, automatizzare passaggi tecnici o rendere più efficaci certe attività offensive.
Il timore espresso da Anthropic, però, è che sistemi come Mythos possano spingere questo squilibrio ancora più avanti, accelerando la ricerca e lo sfruttamento delle vulnerabilità a una velocità superiore a quella con cui i difensori riescono oggi a reagire.
È anche per questo che l’azienda avrebbe scelto di partire con un accesso limitato a organizzazioni attive nella cybersicurezza, invece di procedere subito con una release più ampia.
In altre parole, Anthropic non avrebbe deciso di rallentare perché il modello non funziona abbastanza bene, ma perché potrebbe funzionare fin troppo bene in un ambito dove il confine tra difesa e attacco è sempre più labile.
Il punto, allora, non è soltanto che Anthropic abbia costruito un modello più potente di Opus. Il punto è che una delle aziende più caute del settore sta dicendo, di fatto, che certe capacità non possono più essere trattate come un normale salto di generazione.
Se Mythos è davvero così avanti sul fronte cyber da richiedere accessi selettivi e tempi più lenti, allora la corsa all’IA entra in una fase diversa: quella in cui il vero vantaggio competitivo non sarà solo avere il modello migliore, ma riuscire a governarne le conseguenze prima degli altri.
Fonte: Fortune


