Trump scarica Anthropic (e Altman coglie la palla al balzo)

da | 28 Feb 2026 | IA, Politica

Riassunto IA
  • Il Pentagono ha classificato Anthropic come rischio per la catena di approvvigionamento, applicando per la prima volta a un’azienda americana un trattamento finora riservato a gruppi come Huawei e Kaspersky.
  • OpenAI ha firmato un accordo per l’accesso classificato lo stesso giorno della rottura, dichiarando gli stessi principi etici di Anthropic ma senza pretendere garanzie contrattuali vincolanti.
  • La designazione potrebbe costringere investitori e partner di Anthropic — tra cui Nvidia, Amazon e Google — a scegliere tra il laboratorio di Amodei e i contratti con il Pentagono.
Tempo di lettura: 3 minuti

Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, il Pentagono ha classificato un’azienda americana come rischio per la catena di approvvigionamento.

Non un produttore cinese di telecomunicazioni, non un fornitore russo di software. Ma Anthropic, il laboratorio di IA che ha costruito Claude, l’unico modello di intelligenza artificiale effettivamente operativo nelle reti classificate della difesa americana. La stessa tecnologia usata nella cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro, appena un mese fa.

La colpa di Anthropic? Aver rifiutato di cedere ogni controllo sull’uso militare dei propri modelli. Le sue linee rosse (no alle armi letali autonome, no alla sorveglianza domestica di massa), sono diventate il pretesto per un’escalation senza precedenti. Un funzionario dell’amministrazione ha ammesso al Financial Times che Claude rimane il miglior modello per uso militare. Ma questo, evidentemente, non basta.

L’incidente che ha fatto esplodere la crisi

La frattura ha un momento preciso. Dopo l’operazione in Venezuela, un dipendente di Anthropic ha chiesto a una controparte di Palantir (partner tecnologico nell’operazione), come fosse stata usata la tecnologia. Una domanda che Anthropic definisce “parte di una routine tecnica tra partner”. Il Pentagono l’ha letta diversamente: un’intrusione nelle proprie prerogative operative, un tentativo di controllare come l’esercito usa i propri strumenti.

Da lì, l’escalation. Dario Amodei è stato convocato a Washington martedì per un ultimo tentativo di negoziazione. I colloqui sono falliti. Giovedì, l’amministratore delegato di Anthropic ha dichiarato che la sua azienda “non può in buona coscienza” accettare i termini del governo. Il Pentagono chiedeva fiducia totale e rinuncia a ogni forma di garanzia contrattuale. Venerdì, scaduto l’ultimatum, è arrivata la risposta.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha parlato di “lezione magistrale in arroganza e tradimento”. Trump, su Truth Social, ha scritto che non avrebbe “permesso a un’azienda radicale di sinistra e woke di dettare come il nostro grande esercito combatte e vince le guerre”. Ha ordinato a tutte le agenzie federali di cessare immediatamente l’uso della tecnologia di Anthropic, concedendo sei mesi di transizione e minacciando conseguenze civili e penali. La General Services Administration, l’ente che gestisce gli approvvigionamenti federali, ha rimosso Anthropic dalla propria offerta.

Il post di Trump su Truth Social.

Chi si allinea viene premiato

Ieri, a poche ore dalla rottura, Sam Altman ha annunciato che OpenAI ha raggiunto un accordo col Pentagono per distribuire i propri modelli nelle reti classificate. Stessa posizione che fino a quel momento era esclusiva di Anthropic. Anche xAI di Elon Musk ha ottenuto l’approvazione per l’accesso classificato.

Il dettaglio che cambia la lettura dell’intera vicenda: Greg Brockman, presidente di OpenAI, e sua moglie hanno donato 25 milioni di dollari a un super PAC pro-Trump l’anno scorso. E stanno spendendo altri milioni per promuovere l’agenda IA dell’amministrazione in vista delle elezioni di midterm.

Altman ha dichiarato che l’accordo con il Pentagono include le stesse proibizioni rivendicate da Anthropic: divieto di sorveglianza domestica di massa e responsabilità umana nell’uso della forza. “Due dei nostri più importanti principi di sicurezza”, li ha definiti. La differenza è che OpenAI non ha preteso garanzie contrattuali vincolanti. Ha enunciato principi. Non ha chiesto strumenti per farli rispettare.

Jack Shanahan, che ha supervisionato gli sforzi IA nel Pentagono durante la prima amministrazione Trump, ha offerto una lettura più diretta: “Anthropic non è tra le aziende favorite e pagherà il prezzo per non essersi inchinata”.

Un precedente che spaventa l’intera industria

Anthropic ha annunciato che contesterà la designazione in tribunale, definendola “giuridicamente infondata” e un “precedente pericoloso per qualsiasi azienda americana che negozi con il governo”. Il valore del contratto in gioco è di circa 200 milioni di dollari, lo stesso per OpenAI e xAI.
Ma la portata della decisione va ben oltre quel contratto.

Dean Ball, ex consigliere IA di Trump e membro di un think tank di centro-destra, ha parlato di “giorno buio nella storia dell’IA americana”, avvertendo che il messaggio inviato alla comunità imprenditoriale e al mondo “non potrebbe essere peggiore”. Il rischio concreto: partner e investitori di Anthropic, tra cui Nvidia, Amazon e Google, potrebbero trovarsi costretti a scegliere tra mantenere i rapporti con il laboratorio di Amodei e conservare i propri contratti con il Pentagono.

Mark Warner, il principale democratico nella commissione intelligence del Senato, ha parlato di “rischio enorme per la prontezza della difesa statunitense”. Intanto, i dipendenti di Google hanno firmato una petizione per chiedere alla propria azienda di mantenere le stesse linee rosse di Anthropic.

Il messaggio dell’amministrazione Trump all’industria dell’IA è chiaro: porre limiti etici all’uso militare della tecnologia ha un costo. Rifiutarsi di piegarsi ne ha uno ancora più alto.

Fonti: The Wall Street Journal, Financial Times

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