Google ha depositato una denuncia formale presso la Commissione Europea contro Microsoft, accusandola di abusare della sua posizione dominante nel mercato del software aziendale per favorire la propria piattaforma di cloud computing, Azure.
Questo nuovo capitolo nella lunga disputa tra i due giganti tecnologici rischia di riaccendere l’attenzione delle autorità di regolamentazione europee sulla crescente influenza di Microsoft nel cloud computing.
Il cuore dell’accusa presentata da Google risiede nelle presunte pratiche di licenza di Microsoft, che limiterebbero la libertà di scelta dei clienti, costringendoli a rimanere nell’ecosistema Azure. Google, che rimane dietro a Microsoft e ad Amazon nel settore del cloud, sostiene che queste pratiche penalizzino le aziende che vogliono migrare verso soluzioni concorrenti, creando barriere insormontabili per chi sceglie alternative a Microsoft.
Google vs. Microsoft: un ribaltamento di ruoli
Questa denuncia rappresenta un cambio di rotta per Google, che anni fa si trovava dall’altro lato della barricata. Proprio Microsoft, infatti, fu tra le aziende che supportarono i ricorsi contro Google presso le autorità antitrust europee, contribuendo a far aprire numerose inchieste contro il colosso della ricerca.
Ora, la rivalità tra i due giganti del tech sembra essersi riaccesa con nuova forza, portando alla luce i conflitti nel settore del cloud, sempre più cruciale per il futuro dell’industria tecnologica.
Google sottolinea che la sua denuncia arriva in un momento cruciale: nei prossimi anni, sempre più aziende sposteranno la loro infrastruttura informatica nel cloud, e il rischio è che Microsoft, grazie alla sua posizione dominante, continui a erodere la concorrenza.
Si tratta di un’accusa che, se presa in considerazione dall’Antitrust UE, potrebbe portare a un’inchiesta destinata a durare anni. Le inchieste antitrust della Commissione Europea richiedono solitamente anni per arrivare a una conclusione.
L’esempio più recente è quello legato a Slack, che ha presentato un reclamo contro Microsoft nel 2020, accusandola di integrare il proprio software di messaggistica, Teams, all’interno della suite Microsoft 365. Solo quattro anni dopo la Commissione ha formulato delle accuse, e il caso è ancora in fase di sviluppo.
Allo stesso modo, ci vorrà tempo prima che l’Antitrust UE decida se procedere con la denuncia di Google, formulare eventuali accuse e, infine, adottare misure correttive o comminare sanzioni a Microsoft. Anche in quel caso, però, le decisioni potrebbero essere contestate in tribunale, prolungando ulteriormente il processo.
Microsoft e Google, una tregua finita
La denuncia di Google arriva pochi mesi dopo che Microsoft ha raggiunto un accordo con un gruppo di fornitori europei di servizi cloud, i quali avevano presentato reclami simili. L’accordo, che prevedeva la modifica di alcune pratiche di licenza da parte di Microsoft e il rimborso delle spese legali al gruppo, apparentemente non è stato sufficiente a placare le preoccupazioni di Google.
Il colosso di Mountain View ha criticato l’intesa, sostenendo che non affronti in modo adeguato le restrizioni alla concorrenza che Microsoft ha introdotto a partire dal 2019. Le aziende che utilizzano Windows Server, secondo Google, sarebbero infatti penalizzate se decidessero di passare a un fornitore di servizi cloud diverso da Azure.
Ma c’è di più: lo scorso marzo Microsoft ha denunciato alla Commissione Europea il predominio di Google nell’IA. Segno che i due colossi sono ormai ai ferri corti.
La battaglia tra Google e Microsoft mette allora in luce una questione più ampia che riguarda il futuro del cloud computing e la concorrenza in questo settore. L’accelerazione della transizione verso il cloud da parte delle aziende potrebbe essere minacciata se i fornitori dominanti come Microsoft adottassero pratiche che limitano la concorrenza e restringono la libertà di scelta dei clienti.
Google ha anche sottoposto le proprie argomentazioni alle autorità del Regno Unito, che stanno conducendo un’indagine sul mercato dei servizi cloud, sottolineando come le restrizioni imposte da Microsoft rappresentino un freno alla competizione.
Ora, l’attenzione è rivolta a Bruxelles, dove l’Antitrust UE dovrà decidere se aprire un’ennesima inchiesta contro il colosso di Redmond. In un contesto tecnologico sempre più dominato da pochi grandi attori, il caso Google-Microsoft potrebbe segnare un nuovo importante capitolo nella regolamentazione del mercato del cloud computing in Europa, con potenziali ricadute per le aziende e i consumatori di tutto il mondo.


