“Apple’s ‘Crush’ ad is disgusting“: questo il titolo del breve articolo di TechCrunch in cui il noto sito stigmatizza il nuovo spot di Apple, pensato per promuovere l’ultimo modello di iPad.
Inizialmente viene da pensare a un caso isolato ma guardando online si scopre che non è esattamente così. E a ben guardare, ciò non stupisce. Viviamo infatti in un momento in cui l’opinione pubblica guarda con crescente sospetto al progresso e all’intelligenza artificiale, come testimonia (anche) il nostro articolo in cui raccontiamo come Netflix sia finita sul banco degli imputati per il solo sospetto di aver usato l’IA nella docuserie What Jennifer Did (stesso destino toccato anche all’ultima stagione di True Detective).
Basta poco di questi tempi per innescare reazioni negative online, insomma, e va detto che Apple stavolta dà la sensazione di non aver ragionato appieno sul suo nuovo spot che andiamo a descrivere (e che potete vedere qui sotto).
Presentato come un’iniziativa audace per promuovere la nuova linea di iPad, mostra una pressa idraulica gigante che distrugge vari oggetti rappresentativi della cultura del passato e di quella contemporanea, da preziosi strumenti musicali a videogiochi arcade.
Lattine di vernice, macchine fotografiche, fonografi e sculture: tutto finisce schiacciato sotto il peso di una macchina implacabile. Alla fine dello spot il disordine lascia spazio a un nuovo iPad brillante, con la voce fuori campo che proclama: “L’iPad più potente di sempre è anche il più sottile.”
La scelta di rappresentare le tecnologia moderna che sostituisce brutalmente la vecchia, ha comprensibilmente suscitato un’ampia gamma di emozioni. Alcuni artisti, musicisti e creativi, tradizionalmente fra i più fedeli sostenitori dei prodotti Apple, si sono trovati particolarmente colpiti, vedendo nello spot una metafora del loro crescente disagio nei confronti dell’impatto dell’IA sui loro campi professionali e sulla cultura in generale.
Il fumettista James Kochalka ha espresso il proprio dissenso su X, una piattaforma di social media, dicendo: “Sono decisamente il pubblico di riferimento per il nuovo iPad Pro ma questo spot è insensibile e offensivo per artisti di ogni tipo. Pensiamo ai nostri strumenti con reverenza e rispetto, e godiamo di un dialogo costruttivo con essi. I nostri strumenti sono come compagni fidati nel viaggio dell’arte.”
Anche Michael Miraflor, commentando lo spot, ha evidenziato come questo possa avere l’effetto contrario rispetto a quello desiderato da Apple, ricordando come “non credo di aver mai visto uno spot commerciale offendere e allontanare così tanto un pubblico di base come questo spot per l’iPad. Raggiunge l’effetto opposto del loro leggendario spot del 1984. Mi fa sentire… male? Abbattuto?”
Nonostante le numerose critiche, Apple non ha ancora risposto ufficialmente alle accuse né ha commentato le reazioni negative. Questo silenzio ha sollevato ulteriori interrogativi sulla sensibilità dell’azienda riguardo alle implicazioni culturali e personali del suo messaggio pubblicitario.


