Cloudflare va in crisi e internet si ferma

by | 18 Nov 2025 | Tecnologia

Tempo di lettura: 2 minuti

Stamattina una porzione non trascurabile di internet si è improvvisamente inceppata. Piattaforme come ChatGPT, X, Spotify, Claude, Canva e Grindr hanno iniziato a rallentare o a non rispondere, lasciando milioni di utenti con servizi degradati o completamente irraggiungibili.

Alla base del problema c’è stata un’interruzione dei sistemi di Cloudflare, la società statunitense la cui rete gestisce circa un quinto del traffico web mondiale.

Col risultato che un nodo infrastrutturale, come ormai spesso accade, ha mostrato quanto il web sia appeso a pochi player globali, capaci di trasformare un semplice errore in un impatto planetario.

Il bug latente di Cloudflare

Cloudflare ha individuato la causa nelle prime ore del mattino: “una correzione è stata implementata e riteniamo che l’incidente sia ora risolto”, ha comunicato l’azienda nella sua pagina di stato.

Ma la spiegazione più diretta è arrivata dal direttore tecnico Dane Knecht, che in un post su X ha ammesso la presenza di un bug latente, cioè un errore che non emerge nei test e resta silente fino al verificarsi di condizioni specifiche.

“In breve, un bug latente in un servizio alla base della nostra capacità di mitigazione dei bot ha iniziato a bloccarsi dopo una routine modifica di configurazione che abbiamo effettuato. Questo si è propagato causando un ampio degrado della nostra rete e di altri servizi. Questo non è stato un attacco”, ha scritto, scusandosi per i disagi causati agli utenti e alle aziende colpite.

Knecht ha riconosciuto che Cloudflare ha “deluso i propri clienti e l’intero internet”, promettendo un’analisi dettagliata dell’incidente.

L’effetto domino e il ruolo di Downdetector

A confermare l’ampiezza dell’interruzione sono arrivate le segnalazioni degli utenti su Downdetector, il servizio che raccoglie e aggrega le anomalie notificate in tempo reale.

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Le segnalazioni non rappresentano il numero esatto di persone coinvolte, perché il sistema si basa su report volontari, ma offrono una buona fotografia della dinamica: migliaia di utenti hanno lamentato l’impossibilità di accedere alle piattaforme che transitano dall’infrastruttura di Cloudflare.

L’azienda ha dichiarato di aver rilevato “un picco di traffico insolito” verso uno dei suoi servizi, con conseguenti errori per parte del traffico in transito. Alcuni clienti continuano a segnalare problemi di login nella dashboard, ma Cloudflare ha assicurato di essere al lavoro per riportare tutto alla normalità.

Un altro campanello d’allarme dopo AWS

L’incidente arriva a meno di un mese dal blackout che aveva colpito Amazon Web Services, un’altra colonna portante dell’infrastruttura digitale globale. Due anomalie ravvicinate che offrono una fotografia nitida di un sistema sempre più concentrato nelle mani di pochi provider.

Quando uno di questi attori ha un problema interno, che sia guasto, una configurazione sbagliata o un bug silente, l’impatto non resta circoscritto, ma si propaga a livello internazionale.

È una fragilità strutturale che il settore conosce bene ma che eventi come questo continuano a riportare in primo piano con forza. Per usare le parole dello stesso Cloudflare, “tutto il traffico deve essere servito senza errori”: ma quando il cuore di internet s’inceppa, il mondo se ne accorge immediatamente.

Fonti: TechCrunch, Reuters

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