Come abbiamo scritto qualche giorno fa nel nostro editoriale su Substack, il rapporto tra Donald Trump e il mondo delle grandi aziende americane si muove lungo una linea transazionale: premiare chi si dimostra fedele e colpire chi non mostra abbastanza deferenza.
Ora Axios rivela un nuovo tassello che rafforza la nostra interpretazione. Nelle stanze del potere della Casa Bianca è stata infatti realizzata una sorta di “pagella di fedeltà”, un foglio di calcolo che prende in esame 553 aziende e associazioni di categoria per valutare quanto abbiano sostenuto la “One Big Beautiful Bill”, la grande riforma fiscale voluta da Trump e approvata dal Congresso.
Questa classifica, distribuita tra i collaboratori senior del presidente, suddivide il livello di impegno delle imprese in tre categorie: forte, moderato o basso.
I parametri non si limitano al lobbying tradizionale ma includono un’ampia gamma di gesti simbolici e pubblici: comunicati stampa, post sui social media, video promozionali, dichiarazioni ufficiali, presenza ad eventi organizzati dall’amministrazione. In altre parole, viene valutata la capacità di un’azienda di dimostrare concretamente la propria adesione alla linea presidenziale.
Un funzionario della Casa Bianca ha spiegato ad Axios che questo strumento permette di distinguere “chi davvero si impegna e chi invece si limita a fare dichiarazioni di facciata”.
Il documento, dunque, non è soltanto una curiosità burocratica, ma diventa un filtro nelle relazioni con il potere politico: chi bussa alla porta della Casa Bianca per ottenere ascolto o sostegno dovrà dimostrare di aver fatto la propria parte per promuovere le iniziative presidenziali.
Chi sale nella lista di Trump
Nella lista dei nuovi fedelissimi della Casa Bianca compaiono nomi noti come Uber, DoorDash, AT&T, Cisco, United e Delta Airlines, Airlines for America e la Steel Manufacturers Association. Tutti hanno sostenuto la riforma fiscale di Trump mettendo in evidenza i benefici specifici per il proprio settore.
Uber, ad esempio, ha celebrato con enfasi la norma “No tax on tips”, che esenta le mance dalle imposte federali sul reddito: un cavallo di battaglia lanciato da Trump in campagna elettorale nel 2024 e ora divenuto legge.
DoorDash ha portato sul palco della Casa Bianca una propria rider, Maliki Krieski del Wisconsin, che indossava una maglietta rossa “DoorDash Mom” mentre il presidente presentava la riforma. In seguito, Krieski ha ribadito i vantaggi della misura in un’intervista televisiva.
AT&T ha dichiarato che grazie alle politiche pro-investimento contenute nella legge potrà accelerare la costruzione delle infrastrutture in fibra ottica. Le compagnie aeree hanno accolto con favore i 12,5 miliardi di dollari destinati alla modernizzazione del traffico aereo federale, mentre la Steel Manufacturers Association ha salutato la possibilità di acquistare nuovi macchinari, aumentare i salari e creare più posti di lavoro.
Anche Chuck Robbins, CEO di Cisco e presidente della Business Roundtable (l’associazione dei top CEO statunitensi, ndR), ha scelto i social per manifestare il proprio sostegno.
In un post su X ha sottolineato come le disposizioni fiscali contenute nel pacchetto approvato dalla Camera, tra cui la deducibilità immediata delle spese in ricerca e sviluppo, rendano più competitivo il sistema americano e favoriscano gli investimenti in patria.
un documento in evoluzione
Encouraged by the House #reconciliation package’s corporate tax provisions. By preserving a competitive rate, retaining FDII, & restoring immediate R&D expensing, this bill will strengthen America’s pro-growth tax system—allowing US companies to better innovate & invest at home.
— Chuck Robbins (@ChuckRobbins) May 19, 2025
Una graduatoria fluida
La “pagella di fedeltà” non è un elenco statico. La Casa Bianca ha confermato che si tratta di un documento in costante aggiornamento, che nei prossimi mesi ingloberà anche altre priorità dell’amministrazione.
Ciò significa che le aziende non solo dovranno schierarsi oggi ma saranno chiamate a ribadire il proprio sostegno su più fronti.
In parallelo, sul sito ufficiale della Casa Bianca è stata creata una sezione che tiene traccia degli annunci di investimenti legati al cosiddetto “Trump Effect”, con l’obiettivo di mostrare l’impatto diretto delle politiche presidenziali su produzione, manifattura e innovazione negli Stati Uniti.
Anche qui la logica è simile: dare visibilità a chi si allinea e far capire che la fedeltà non passa inosservata.
Questo schema consolida un modello politico che appare sempre più chiaro: Trump misura il sostegno in termini personali, pretende atti di omaggio pubblici e utilizza queste manifestazioni di fedeltà come criterio di accesso alle decisioni.
Proprio come avevamo raccontato nel nostro editoriale su Substack, siamo di fronte a un presidente che interpreta il rapporto col mondo economico e mediatico non sulla base di programmi condivisi o di strategie di lungo periodo, ma di una costante verifica della lealtà.
Fedeltà come moneta politica
Ciò che emerge dalla vicenda della pagella non è soltanto un approccio manageriale al consenso, ma una vera e propria trasformazione del rapporto tra politica e impresa.
Negli Stati Uniti le aziende sono da sempre attori chiave nel finanziare campagne e sostenere provvedimenti legislativi, ma raramente era stata messa nero su bianco una griglia di valutazione così minuziosa e orientata al gradimento presidenziale.
In questo senso, la lista diffusa dalla Casa Bianca diventa più di un semplice strumento organizzativo: è la rappresentazione concreta di una nuova moneta politica, la fedeltà.
Un messaggio inequivocabile alle aziende americane: chi si dimostra utile e fedele avrà accesso, chi resta defilato rischia di essere escluso.


