Le e-bike sono sempre più diffuse, soprattutto nei paesi del Nord Europa, ma il loro successo sta portando portato con sé un problema crescente: il furto delle batterie.
Bosch, leader nel settore delle tecnologie per biciclette elettriche, ha annunciato una soluzione innovativa: la funzione Battery Lock, che potrebbe rendere le batterie inutilizzabili per i ladri.
Questa novità è però riservata esclusivamente agli utenti abbonati al servizio Flow Plus, il che sta generando critiche non poche e dubbi sulla strategia commerciale dell’azienda.
Bosch contro i furti
Il furto di batterie rappresenta una vera piaga per i proprietari di e-bike. Nei Paesi Bassi, in cui oltre il 50% delle nuove biciclette vendute è elettrico, sostituire una batteria rubata può costare tra i 300 e i 1000 euro, oltre alle spese di riparazione della scocca danneggiata.
Bosch, con la nuova funzione Battery Lock, vuole rendere questa pratica obsoleta. Il sistema, compatibile con tutte le batterie del suo ecosistema smart, si attiva automaticamente quando la bicicletta viene spenta. Se una batteria “bloccata” viene inserita in un’altra e-bike dotata dello stesso sistema, il supporto motore si disattiva, rendendo l’intera bici inutilizzabile per il ladro.
Inoltre, questa protezione digitale dissuade i malintenzionati dal tentare di rivendere le batterie, privandoli di qualsiasi guadagno illecito. Secondo Bosch, questa innovazione fa parte della visione aziendale di un futuro in cui nessuna e-bike dotata dei suoi sistemi sarà mai più rubata.
C’è però un piccolo dettaglio…
L’abbonamento che divide
Nonostante l’efficacia della promessa, per attivare Battery Lock è necessario sottoscrivere un abbonamento annuale al servizio Flow Plus, che costa 40 euro all’anno dopo il primo anno gratuito.
Numerose critiche sono così piovute sulla scelta di Bosch, accusata di subordinare una funzione di sicurezza essenziale a un modello di business basato sugli abbonamenti. “Per essere davvero efficace, questa tecnologia dovrebbe essere disponibile per tutti, indipendentemente dall’abbonamento”, osserva il giornalista di The Verge da cui abbiamo tratto questo articolo. Ed è difficile dargli torto.
La funzione Battery Lock, peraltro, non è l’unico servizio esclusivo di Flow Plus. Dietro il muro dell’abbonamento, Bosch ha già posizionato funzionalità premium, come un allarme GPS con notifiche.
È poi curioso che una funzione basilare contro i furti, come il blocco della batteria, venga trattata diversamente rispetto al blocco digitale del motore, che invece è disponibile gratuitamente per tutti i proprietari di e-bike Bosch.
La visione di Bosch e il rischio di incoerenza
Se Bosch volesse davvero realizzare la sua “visione zero furti”, dovrebbe garantire che Battery Lock sia un’opzione di default per tutte le sue batterie smart, senza costi aggiuntivi. Altrimenti, il rischio è che i ladri continuino a trovare un mercato per le batterie non protette da abbonamento, mantenendo in vita il problema.
L’innovazione di Bosch è dunque indubbiamente interessante e necessaria in un settore che cresce rapidamente ma l’avidità aziendale rischia di comprometterne il potenziale.
Rendere una funzione di sicurezza un privilegio a pagamento potrebbe rivelarsi un passo falso per un’azienda che ambisce a essere sinonimo di qualità e protezione per i ciclisti di tutto il mondo.
Ma ormai è chiaro: il nostro ruolo è ormai diventato quello di sopportare continui tagli, più o meno profondi, travestiti da abbonamenti a servizi. Salvo trovarci a fine mese esangui, svuotati da un’emorragia economica imposta da un mondo dove il modello di business “as a service” domina ormai incontrastato.


