Bezos difende i miliardari, esalta l’IA ed elogia Trump

by | 21 Mag 2026 | IA, Business, Politica

Jeff Bezos durante l'intervista concessa a CNBC. | Foto: CNBC
Riassunto IA
  • In un’intervista alla CNBC Jeff Bezos ha difeso i miliardari, esaltato l’IA, chiesto tagli fiscali per i meno abbienti ed elogiato Trump.
  • Sull’IA ha liquidato i timori occupazionali (“hanno completamente torto”) ma pone una condizione: non regolamentarla troppo presto.
  • L’ottimismo arriva mentre il mondo tech licenzia, l’opinione pubblica si raffredda e cresce l’ostilità verso i data center.
Tempo di lettura: 3 minuti

Jeff Bezos si è seduto davanti ad Andrew Ross Sorkin della CNBC ieri mattina, dal Rocket Factory di Blue Origin in Florida, e in poco più di un’ora ha toccato quasi tutti i fronti caldi del momento: le tasse, i miliardari, l’intelligenza artificiale, Donald Trump.

Il fondatore di Amazon ha aperto con un tono quasi populista. Ha chiesto di azzerare l’imposta sul reddito per la metà più povera dei contribuenti, ricordando che l’1% più ricco versa circa il 40% del gettito fiscale mentre la metà più povera contribuisce per il 3%. “Non credo dovrebbe essere il 3%”, ha detto. “Penso dovrebbe essere zero”.

E per rafforzare il concetto ha preso ad esempio un’ipotetica insegnante del Queens che, con uno stipendio di 75.000 dollari l’anno, ne verserebbe più di 12.000 in tasse: “ha senso?”, ha chiesto. Una posizione, questa, che ricalca quella di diversi democratici.

La difesa dei miliardari

Subito dopo aver riconosciuto le difficoltà di milioni di americani, Bezos ha cambiato registro. Il problema, secondo lui, non sono i ricchi: sono i politici che, “scelgono un cattivo e puntano il dito”.

Il bersaglio è il sindaco di New York Zohran Mamdani, che qualche tempo fa ha girato un video davanti all’attico da centinaia di milioni di dollari del finanziere Ken Griffin per promuovere una tassa sulle seconde case di lusso.

Bezos non si è opposto alla tassa in sé (l’ha definita “una cosa giusta da fare per New York”) ma al metodo. Sul proprio conto è stato netto: “Pago miliardi di dollari di tasse”, ha risposto a chi, come la senatrice Elizabeth Warren, lo accusa di versare troppo poco.

E ha aggiunto una frase che gli si è subito ritorta contro: “Potreste raddoppiare le tasse che pago, e non aiuterà comunque quell’insegnante del Queens”. Il sindaco di New York, Mamdani, ha prontamente replicato su X: “Conosco qualche insegnante nel Queens che non sarebbe d’accordo”.

Bezos ha anche negato di ricorrere alla strategia del “compra, prendi a prestito, muori”, che consiste nel prendere denaro a prestito a garanzia delle proprie azioni per abbattere il carico fiscale, sostenendo di vendere titoli Amazon con regolarità. E quando Sorkin gli ha ricordato che Elon Musk contrae grossi prestiti garantiti dalle sue azioni, ha glissato: se davvero è una scappatoia, ha detto, allora si corregga.

“L’IA va bene”

È sull’intelligenza artificiale che Bezos ha alzato di più la voce. Ai detrattori che temono una distruzione di posti di lavoro ha risposto che hanno “completamente torto”. La tecnologia, secondo lui, non sostituirà i lavoratori: li “eleverà”.

Anche per i programmatori, la categoria oggi più esposta agli strumenti di coding basati sull’IA (come Cursor, di cui abbiamo scritto qui), il fondatore di Amazon non vede minacce, ma un salto di qualità: il lavoro, ha detto, “verrà fatto con un bulldozer invece che con una pala”.

Il punto è che questo ottimismo arriva mentre il settore tecnologico licenzia a ondate, spesso invocando proprio l’IA come motivo dei tagli. Bezos parla di lavoratori “elevati” dal vertice di un’industria che, nei fatti, sta riducendo il personale. E Amazon non fa eccezione.

Il messaggio e l’opinione pubblica

C’è però una condizione, per Bezos, ed è qui che l’intervista diventa un messaggio politico. L’IA migliorerà l’economia, ha detto il fondatore di Amazon, solo se “non la imbriglieremo con la regolamentazione troppo presto”. Tradotto: lasciatela correre.

È esattamente ciò che l’industria statunitense vuole sentirsi dire, in un momento in cui anche negli Stati Uniti il dibattito sulle regole dell’IA si fa serrato. Il problema è che l’ottimismo del fondatore di Amazon viaggia in direzione opposta rispetto all’umore del Paese.

Un recente sondaggio del Pew Research Center ha rilevato che metà degli adulti statunitensi è più preoccupata che entusiasta dell’uso crescente dell’IA nella vita quotidiana, con timori che vanno dall’istruzione al lavoro fino alle relazioni personali.

A questo si aggiunge l’ostilità montante verso i data center, che già sollevano proteste tra i residenti delle aree coinvolte. Bezos chiede meno regole, laddove una parte crescente dell’opinione pubblica chiede più tutele.

Bezos e Trump: la cornice del potere

A chiudere, Bezos ha descritto Donald Trump come una versione “più matura e disciplinata” rispetto al primo mandato, attribuendogli “molte buone idee” senza però scendere nei dettagli.

Ha respinto come “una falsità che non vuole morire” l’idea che il costoso documentario di Amazon su Melania Trump sia stato un modo per ingraziarsi il presidente, e ha rivendicato un ruolo apartitico per i leader d’impresa.

Resta una questione di fondo, mai sciolta nell’intervista. Lo stesso Bezos che invoca meno intervento dello Stato siede oggi più vicino che mai al potere, in un’amministrazione che nel frattempo è entrata ripetutamente nel mercato per favorire singole aziende, da Intel a Boeing fino a U.S. Steel.

“Sto dalla parte dell’America”, ha detto. “Ed è lì che dovrebbero stare i leader d’impresa.” Quale America, però, non lo chiarisce.

Fonte: CNBC

POTREBBE INTERESSARTI

Cina censura

Anche la Cina respinge lo stop all’IA: “È solo allarmismo”

Il portavoce di Pechino accusa Amodei, Altman e Musk di allarmismo sull’IA. Lo stesso giorno il ministro della sicurezza di stato cinese lancia un allarme quasi...
Donald Trump annuncerà domani World Liberty Financial

Trump respinge lo stop all’IA: “Chi vince, vince tutto”

Amodei, Altman e Musk chiedono più cautela sull’IA. Trump risponde dal golf in Irlanda: fermarsi significa regalare il vantaggio alla Cina.

Claude Anthropic Apple

I governi si affidano a Claude per automatizzare la sorveglianza

Dai dossier costruiti con i dati telefonici alla selezione degli obiettivi politici, il rapporto di Anthropic mostra come l’IA stia abbassando i costi della...
Dario Amodei Anthropic Claude

Amodei, Altman e Musk chiedono di rallentare la corsa all’IA

Anthropic chiede di frenare l’aumento delle capacità dei modelli. OpenAI aderisce ai controlli indipendenti e Musk appoggia Amodei. Ma nessuno promette ancora di...
openai ia pensano

OpenAI avverte: capire cosa ‘pensano’ le IA è sempre più difficile

OpenAI ammette che seguire il ragionamento delle IA diventerà sempre più complicato perché esplicitano sempre meno il proprio ragionamento. In gioco c’è...
rubygems

OpenAI: prima di Hugging Face c’è stato RubyGems

OpenAI conferma il coinvolgimento dei propri sistemi in un incidente avvenuto a maggio. Due mesi dopo, fino a 1.200 agenti avrebbero poi attaccato Hugging Face.

pentagono

Il Pentagono entra nella filiera dell’IA con Fluidstack

Il finanziamento a Fluidstack sarebbe il più grande mai concesso dall’Office of Strategic Capital e servirebbe a produrre negli USA componenti per i data...
IA umanità Coxon

Già, ma come potrebbe davvero l’IA ucciderci tutti?

La denuncia di Coxon nei giorni scorsi ha fatto scalpore, ma come potrebbe concretizzarsi realmente il suo scenario apocalittico? Risposta: attenzione alle...
Anthropic

Anthropic accusa: Russia e Cina hanno usato Claude per cyberattacchi e distillazione

Il rapporto descrive attacchi informatici gestiti in larga parte dall’IA. E accusa Alibaba, DeepSeek, Moonshot e Xiaomi di aver cercato di replicare le capacità...
OpenAI matematica

OpenAI dice di aver risolto un Problema del Millennio della matematica

OpenAI ha impiegato fino a 10.000 agenti IA coordinati dai suoi ricercatori per risolvere il problema di Navier-Stokes in 88 ore. E adesso?

Share This