Project Prometheus di Bezos vale già 38 miliardi

by | 21 Apr 2026 | Business, IA

Jeff Bezos, fondatore di Amazon e Project Prometheus.
Riassunto IA
  • Project Prometheus ha esteso il suo round di finanziamento a 10 miliardi di dollari, portando la valutazione a 38 miliardi: una delle cifre più alte mai raggiunte da una start-up in fase iniziale a livello globale.
  • Tra i nuovi investitori figurano JPMorgan e BlackRock, segno che l’IA industriale ha superato la fase delle scommesse tecnologiche per entrare nell’orbita della finanza istituzionale.
  • In parallelo alla società operativa, Prometheus sta costruendo una holding separata per acquisire partecipazioni nelle aziende dei settori che intende trasformare, usando i loro dati per addestrare i propri modelli.
Tempo di lettura: 3 minuti

Cinque mesi fa, quando avevamo raccontato il debutto di Project Prometheus con un primo round da 6,2 miliardi di dollari, la start-up di Jeff Bezos era già una delle operazioni early-stage più ambiziose della Silicon Valley. Adesso, però, i numeri raccontano un’altra storia..

Il round si è esteso fino a 10 miliardi complessivi e la valutazione ha raggiunto i 38 miliardi di dollari. Sono numeri che trasformano Prometheus da scommessa visionaria a progetto di rilevanza sistemica, prima ancora di aver mostrato un prodotto al mercato.

La spinta arriva dalla domanda degli investitori, che ha convinto Bezos e il co-amministratore delegato Vikram Bajaj, fisico e chimico con un passato dentro Google X, ad allargare il round iniziale. Google X, vale la pena ricordarlo, è il laboratorio di ricerca avanzata di Alphabet (la casa madre di Google), noto per progetti come Waymo (auto a guida autonoma) e Wing (droni per consegne).

Tra chi ha aderito ci sono JPMorgan e BlackRock. Non fondi di venture capital specializzati in tecnologia ma due pilastri della finanza istituzionale globale. È un segnale che la scommessa sull’IA applicata al mondo fisico ha smesso di essere una questione da addetti ai lavori.

Un modello finanziario a circuito chiuso

La struttura di Prometheus è più articolata di una normale start-up tecnologica. Accanto alla società operativa, con sede a San Francisco e uffici a Londra e Zurigo, esiste una holding parallela, anch’essa in fase di raccolta fondi per decine di miliardi, con un mandato preciso: acquisire partecipazioni nelle aziende dei settori che la tecnologia di Prometheus è destinata a trasformare.

Il meccanismo merita attenzione. Le aziende in portafoglio alla holding diventerebbero, nei fatti, fornitori privilegiati di dati reali per addestrare i modelli di Prometheus. Un circuito chiuso in cui capitale, dati e sviluppo tecnologico si alimentano a vicenda, e in cui chi investe oggi acquisisce anche un vantaggio competitivo sul domani.

È un modello che non ha precedenti diretti nel settore e che sposta la logica di Prometheus da quella di un laboratorio di ricerca a quella di un operatore industriale con ambizioni strutturali.

La guerra dei talenti e la geografia del progetto

Sul fronte delle risorse umane, Prometheus ha assunto centinaia tra ricercatori di IA, esperti di settori specifici, ingegneri specializzati in infrastrutture di calcolo. L’ultimo arrivo di rilievo è Kyle Kosic, ex dipendente di OpenAI e co-fondatore di xAI, chiamato a guidare i progetti infrastrutturali.

Kosic è noto per aver supervisionato la costruzione del supercomputer Colossus per la start-up di Elon Musk. Portarlo a San Francisco è un segnale preciso: Prometheus non compra solo competenze algoritmiche ma la capacità di costruire l’hardware che serve a farle funzionare.

Per Bezos, quella di Prometheus è la prima responsabilità operativa diretta dal luglio 2021, quando lasciò la guida di Amazon. Quattro anni in cui si è concentrato su Blue Origin e su investimenti diversificati.

La scelta di tornare in campo proprio sull’IA industriale dice qualcosa su dove il fondatore di Amazon vede la prossima frontiera: non nei modelli generativi per il grande pubblico ma nei sistemi capaci di riprogettare il modo in cui si costruiscono macchine, infrastrutture, materiali.

Project Prometheus: cosa cambia per l’industria

Come avevamo spiegato a novembre, Prometheus si muove in un segmento distinto rispetto ai grandi laboratori generalisti. OpenAI, Anthropic, Google DeepMind sviluppano modelli linguistici e multimodali pensati per un uso ampio.

Prometheus punta su modelli specialistici che comprendono le leggi della fisica e possono essere applicati direttamente ai processi industriali: progettare un componente aerospaziale, ottimizzare una linea di produzione, accelerare la sperimentazione sui materiali. È un mercato diverso, con clienti diversi e tempi di adozione molto più lunghi ma anche con barriere all’ingresso molto più alte una volta consolidata la posizione.

La valutazione di 38 miliardi non riflette ancora ricavi. Riflette piuttosto la convinzione che chi controlla quella posizione oggi avrà un vantaggio strutturale quando l’IA entrerà davvero nelle fabbriche.

Il fatto che a crederci siano anche JPMorgan e BlackRock, e non solo i fondi specializzati in tecnologia, suggerisce che quella convinzione si stia diffondendo ben oltre la Silicon Valley.

Fonte: Financial Times

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